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La HRC voleva Andrea Dovizioso? Per fortuna di Ducati non l’ha avuto

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Andrea Dovizioso ha dichiarato di essere stato vicino alla HRC. Per fortuna della Ducati, il buon Andrea è rimasto in sella alla Desmosedici, per svilupparla, per correrci e soprattutto per vincerci

La dichiarazione fatta da Andrea Dovizioso sul suo contatto con l’HRC per tornare in Honda nel 2017 ci fa riflettere su come il nostro pilota abbia mostrato il suo grande valore, troppo spesso sottovalutato, nella prima gara del Qatar dove ha raccolto un magistrale secondo posto a pochi decimi da Vinales. La sua prestazione provoca alcune riflessioni sulle scelte fatte dal Dovi e delle importanti conseguenze causate da queste scelte. Giustamente un “volpone” come Livio Suppo, da tempo manager di spessore in HRC, ha capito da tempo la necessità di avere in squadra assieme a Marquez un pilota vero e completo in grado di sviluppare la bellissima RC213V.

Dani Pedrosa è un ottimo pilota ma per le caratteristiche fisiche non è certo in grado di sviluppare e deliberare la moto che nelle mani di Marquez può terrorizzare gli avversari. Lo stesso Marc Marquez è un mostro in sella alla sua RC213V, ma spesso non riesce nei test a deliberare le specifiche giuste per ottenere una base di sviluppo equilibrata ed efficace come è drammaticamente successo nel 2015 e come forse è capitato con la nuovissima moto 2017 non certo irresistibile in Qatar. Per questo Suppo aveva pensato al pilota migliore per svolgere questo delicatissimo compito, contattando Dovizioso per valutare la sua disponibilità.

Invece il Dovi ha deciso di rimanere in Ducati e questa scelta ha di fatto salvato la rossa dal disastro causato dal tremendo debutto di Lorenzo. Se non ci fosse stato il fantastico secondo posto di Dovizioso a Losail tutti avrebbero crocifisso la Desmosedici che nelle mani del Maiorchino ha finito solo undicesima. Invece con il podio di Dovizioso tutti hanno capito che il problema è solo di Jorge Lorenzo e che la moto è decisamente rapida e veloce.

Quindi il nostro pilota ha avuto un ruolo fondamentale per la squadra di Borgo Panigale mostrando ancora una volta il suo enorme talento di pilota e grande sviluppatore di moto. Andrea Dovizioso non è un combattente puro, da corpo a corpo. Ma è un pilota completo velocissimo corretto ed estremamente sensibile, in grado di indirizzare tutti gli ingegneri nelle nel modo migliore per ottenere una moto sempre più sfruttabile ed equilibrata. Doti che solo pochissimi piloti hanno mostrato possedere a questo livello.

Alla luce della gara del Qatar si capisce anche la scelta, da molti criticata, di lasciare Dovizioso al posto di Iannone in Ducati. Al Team Ducati serviva, per affiancare la punta di diamante Jorge Lorenzo, un pilota regolare e sensibile come il Dovizioso, invece di un altro combattente come Iannone, capace di guizzi incredibili ma anche di errori notevoli.

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