Bye bye 2016. Welcome 2017!

analisi stagione 2016 jorge lorenzo
@YAMAHA-RACING

Il Ducatista Integralista saluta la stagione 2016 ed accoglie in Ducati un Jorge Lorenzo strepitoso. Una frecciata alla KTM, che dovrebbe ripensare alla strategia di comunicazione

“Un bel tacer non fu mai scritto” .Mai proverbio fu più calzante per descrivere l’esordio della KTM in Motogp. Dopo proclami esagerati sulla loro competitività, per il team austriaco è arrivata la doccia fredda e il conseguente ritorno con i piedi per terra: la Motogp non è un campionato di minimoto. Se Ducati, Suzuki e Aprilia ancora arrancano per essere competitivi su tutti i tracciati, per togliere decimi preziosi per potersi avvicinare ai migliori, in KTM hanno solo dimostrato una grande presunzione, credendo di essere migliori, senza riuscire a tradurre le chiacchiere in prestazioni consistenti in pista.

Sempre a oltre due secondi dai tempi di riferimento in prova, mentre in gara sono incappati in un ritiro. Nessuno aveva particolari aspettative da questo debutto, sopratutto con un collaudatore lontano dalle gare ormai da tempo. Qualsiasi risultato sarebbe stato un passo avanti per il vero ingresso nel 2017, ma con le dichiarazioni rilasciate dai vertici austriaci si solo ridicolizzati da soli. Urge un bagno d’umiltà in vista della prossima stagione. Se la favola di KTM non ha avuto un lieto fine, quella di Jorge Lorenzo ha avuto in finale pirotecnico.

Il maiorchino dopo una lettera d’addio alla Yamaha da vero signore, ha condotto un week end veramente esemplare: pole conquistata con tre uscite e altrettanti record del circuito, giro veloce in gara e vittoria. La degna conclusione per una storia d’amore travagliata lunga 9 anni, il miglior biglietto da visita da consegnare alla nuova fiamma.

Conclusa nei migliori dei modi anche l’avventura di Andrea Iannone con la Ducati. Un podio conquistato con grinta, combattendo curva dopo curva, senza alcun timore reverenziali nei confronti di Rossi e Marquez. Per lui una maglia celebrativa per festeggiare sul podio e ringraziare la Ducati per gli anni trascorsi insieme.  Solo nel dopo gara le sue dichiarazioni hanno assunto un tono polemico, subito smorzato da Gigi Dall’Igna. Il pilota di Vasto ha esternato la sua delusione per le ultime gare, dove si è sentito emarginato e trattato con freddezza dal team.

@YAMAHA-RACING.  PASSATO E PRESENTE DUCATI
@YAMAHA-RACING. PASSATO E PRESENTE DUCATI

Archiviato questo 2016 all’insegna di un nuovo Marc Marquez, più freddo e calcolatore che in passato, incline a tante cadute ma solo durante le qualifiche, quando bisogna trovare il limite e la caduta non pesa con uno zero in classifica. Un campionato succube della Michelin, rea di non aver sempre fornito gomme all’altezza della situazione per tutti i team in ogni GP. Gomme fallate, gomme non in grado di reggere l’intera durata di una competizione, e quindi gomme che non hanno permesso di vedere il reale potenziale dei contendenti. Un campionato afflitto dal maltempo, in cui ci sono stati ben 9 vincitori differenti proprio per le condizioni climatiche atipiche.

Un campionato in cui la Ducati per sfortune ed errori vari, avrebbe potuto raccogliere molto di più, sia in termini di podi che di vittorie. Abbiamo portato a casa un quinto posto finale con Andrea Dovizioso, e il terzo posto nella classifica costruttori, conquistando le due vittorie prefissate ad inizio campionato. Rimane solo un pò di amaro in bocca per i due incidenti subiti da Dovizioso, che avrebbero potuto far prendere al campionato una strada differente. Ma con i se e con i ma….

Da martedì saremo già proiettati nel 2017, almeno su piano motociclistico. I cambi di casacca saranno molteplici e interessanti, con molti spunti su cui riflettere, ma ovviamente tutti gli occhi saranno puntati su Jorge Lorenzo e la sua nuova “fidanzata”. Cosa dobbiamo aspettarci da questi test?

@YAMAHA-RACING
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Come scrivevo sul mio blog, credo che il primo giorno sarà semplicemente una giornata di conoscenza tra i due nuovi fidanzatini. Un approccio timido del tipo: vorrei, ma non posso.
Un ritardo nell’ordine del secondo, per un pilota che ha appena sbriciolato il record di Valencia, non dovrebbe essere così difficile da ottenere con una moto nuova, se pur ostica come la Desmosedici. Il secondo giorno è un’altra storia, il secondo giorno non ci si aspetta certamente il record del tracciato, ma il tifoso si aspetta di vederlo nelle prime tre posizioni o quanto meno con già gli stessi tempi di Dovizioso, che lascerebbe sperare ad un buon margine di miglioramento nel proseguo dei test invernali.

Non nascondiamoci dietro ad un dito, dopo aver nuovamente speso una fortuna per un ingaggio, è il minimo sindacale che ci si aspetta, altrimenti non avrebbe senso tutto questo. La Desmosedici, dall’abbandono di Stoner, è ancora in cerca di qualcuno che la sappia sfruttare a dovere, per poter tornare nuovamente sul tetto del mondo. Tutto il Popolo Rosso è in trepida attesa e spera che sia la volta buona.