Honda, dove vai? Serve più impegno in Superbike

HONDA SBK CRISI
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Il Mondiale SBK ha infiammato gli appassionati per almeno 20 dei suoi 30 anni di storia per il bellissimo duello tra Honda e Ducati con battaglie epiche e duelli infiniti. Confronto tecnico raffinatissimo tra scuole tecniche differenti e affascinanti. Il colosso nipponico ha schierato magnifiche 4 cilindri a V come le RC30 e le RC45 prima di sfidare la Casa italiana sul terreno del bicilindrico a V con la VTR1000 SP. La Ducati è invece sempre rimasta fedele al suo bicilindrico ad elle, vera icona del motorismo mondiale. La battaglia infinita è invece terminata con l’ultimo titolo conquistato dalla Honda nel 2007 con Toseland e la tradizionale 4 cilindri frontemarcia CBR1000RR diventata l’arma Honda di questo ultimo decennio. Un’arma spuntata contro le nuove Aprilia, BMW, Kawasaki Yamaha e la solita Ducati.

Per il 2017, Honda decide di invertire questa tendenza negativa schierando una super squadra, forte di un grande Sponsor come Red Bull, di due piloti ex MotoGP come Hayden e Bradl e soprattutto una nuovissima base tecnica offerta dalla nuovissima CBR100RR SP2 2017 da 192HP e 195Kg nella configurazione di serie. Invece il verdetto dell’Australia tra test e gare è stato davvero deludente con il solo 11° posto di Nicky Hayden in gara uno. Che cosa non ha funzionato? Sicuramente la moto è arrivata con un grosso ritardo che non ha permesso nessun tipo di sviluppo o preparazione adeguati.

Stefan Bradl è assolutamente nuovo per la SBK e non ha avuto il tempo necessario per capire il nuovo format e le nuove gomme. Da ormai 15 anni la Honda si affida al team Olandese Ten Kate che ha portato 10 titoli tra WSS e uno WSBK ma ultimamente il rapporto si è logorato come confermano la fuga del loro pupillo Michael Van Der Mark alla Yamaha.

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Insomma abbiamo capito che la Honda non vuole inserire la WSBK nella sua lista ufficiale delle priorità agonistiche HRC che comprendono MotoGP, MXGP, SuperCross, Rally e addirittura il campionato Giapponese MX ma non la SBK e la SuperSport. Certo è che se continua a rimediare queste brutte figure in gara, la SBK potrebbe diventare un brutto Boomerang per la Casa nipponica che rischia di pregiudicare il lancio e le vendite della bellissima Fireblade per questo atteggiamento incomprensibile. Il mondiale SBK ha assoluto bisogno della prima Casa del mondo e ci auguriamo che in breve tempo e con un piccolissimo impegno diretto, la Honda, decida di correre ai ripari per riportarla ai fasti dal passato storico di questa categoria.