Da Assen ad Assen, un circuito mitico

Assen storia
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Il Mondiale Superbike fa tappa ad Assen, in Olanda, quarto round della stagione 2016. Tracciato di casa per il team Ten Kate Honda ma soprattutto per Van Der Mark, che l’anno scorso ha ottenuto un doppio terzo posto davanti a Haslam

Il tracciato di Assen fa parte di quella ristretta cerchia di circuiti (che comprende Monza, Misano, Donington Park e Phillip Island) sui quali si è scritta la storia del Mondiale Superbike stesso. La pista olandese è entrata in calendario nel 1992 e tutt’ora continua a farne parte grazie anche e soprattutto a duelli mitici che hanno infiammato il pubblico olandese nei 25 anni di storia d’amore tra il tracciato e il Mondiale Superbike. Assen è anche la gara di casa del team Ten Kate, storico partner di Honda per il Mondiale Superbike e Supersport ma anche del giovane pilota Michael Van Der Mark, campione Supersport 2014.

Assen debutta nel 1992 e subito propone in gara-1 una sfida pazzesca per la vittoria della gara: Giancarlo Falappa contro Carl Fogarty, il presente e il futuro della Ducati nel Mondiale Superbike con Polen ad inseguirli. La vittoria di gara-1 va a Giancarlo Falappa con Fogarty che le prova tutte per passare il Leone di Jesi ma deve desistere di fronte alle grandi staccate di Giancarlo. Era il 10° round di 13 previsti che poi avrebbe decretato Doug Polen campione del mondo. Si correva sulla vecchia configurazione da oltre 6 km veramente molto difficile e impegnativa per i piloti.

Il 1993 è l’anno del grande duello Fogarty-Russell per il titolo mondiale, titolo che andrà all’americano della Kawasaki. Assen è ancora il 10° dei 14 round previsti (13 effettivamente disputati visto l’annullamento del Gran Premio del Messico). Pole e doppietta per Carl Fogarty che dà il via al suo dominio sul tracciato olandese.

L’Olanda purtroppo non può schierare piloti di punta nel Mondiale Superbike di quegli anni ma solo wild card chiamate appositamente per quella gara. E’ il caso di Mile Paijc, wild card olandese che colleziona presenze solamente in occasione della gara di Assen cogliendo qualche piazzamento nei top 15. L’altro pilota olandese di quegli anni, Jeffrey de Vries ha sicuramente più fortuna del collega Paijc ottenendo più piazzamenti in zona punti.

Il 1994 è l’anno del primo titolo mondiale di Carl Fogarty con la Ducati 916 (contestualmente è l’ultimo anno di Giancarlo Falappa in Superbike). Mondiale che vive ancora del duello Fogarty-Russel per il titolo. In quell’anno Assen è l’8° di 11 round e vede ancora il dominio di Fogarty con pole e doppietta mentre Russell ottiene solamente un 6° e un 9° posto.

Nel 1995 Assen è il 10° di 12 round e conferma quanto visto negli anni precedenti con un dominio netto di Carl Fogarty ma la pole va al suo compagno di team Troy Corser. Il campionato di quell’anno vede la sfida tra i due galli in Ducati Fogarty-Corser con l’inglese che bissa il successo ottenuto l’anno prima.

Nel 1996 Fogarty va via dalla Ducati per provare l’esperienza con la Honda ma non smette comunque di stupire sulla pista amica di Assen. 10° dei 12 round previsti per la stagione 1996, il bicampione del mondo centra ancora la doppietta nonostante la pole fosse di John Kocinski. A fine stagione il titolo andrà a Troy Corser con Fogarty solamente quarto con la Honda.

Nel 1997 Assen è il 9° di 12 round di quella stagione. Si ferma la marcia trionfale di Fogarty sul tracciato olandese. L’inglese ottiene solamente una vittoria (in gara-2) mentre pole e gara-1 vanno a John Kocinski. Il titolo a fine stagione andrà proprio a Kocinski davanti a Fogarty.

Altra sfida epica sul tracciato di Assen nel 1998 . In gara-1 vince Chili davanti allo stesso Fogarty mentre gara-2 è un continuo scambio di posizioni tra Fogarty e lo stesso Chili per tutta la gara fino alle battute finali quando Chili scivola alla variante finale regalando la vittoria a Fogarty. Quello che succede dopo è da leggenda. Chili, in accappatoio, va a lamentarsi di una condotta scorretta dello stesso Fogarty arrivando quasi alle mani con il compagno di marca. Ancora oggi Fogarty racconta di quella scena nel box di Assen.

Nel 1999 Assen è l’11° di 13 round in programma in quella stagione. Riprende la marcia trionfale di Fogarty con una perentoria doppietta nonostante la pole fosse andata a Troy Corser. Il titolo a fine stagione va nuovamente a Fogarty, 4° ed ultimo titolo per l’inglese.

Nuovo millennio e nuove sfide all’orizzonte sul tracciato olandese. Con Fogarty costretto al ritiro per i postumi dell’incidente in Australia, in Ducati puntano forte su Troy Bayliss. L’australiano li ripaga con una staccata epocale a Monza e due belle gare ad Hockenheim. Assen nel 2000 è l’11° di 13 round in calendario e la stagione 2000 vive sul duello Edwards-Haga per il titolo mondiale. Gara-1 va al texano Colin Edwards mentre gara-2 è uno show tra Haga e Bayliss per la vittoria della gara. Sorpassi, staccate di traverso e quant’altro tra due funamboli del motociclismo. La vittoria va ad Haga grazie ad un errore proprio di Bayliss a pochi giri dalla fine.

Nel 2001 Bayliss lancia la sfida al campione in carica Colin Edwards. Assen è il penultimo round della stagione che vedrà trionfare alla fine proprio Troy Bayliss davanti a Texas Tornado. Dominio totale di Bayliss con pole e doppietta perentoria davanti al compagno di squadra Ruben Xaus.

2002. Si ripete la sfida Bayliss-Edwards ma quest’anno sarà il texano a riprendersi lo scettro di campione del Mondo davanti a Bayliss al termine di una cavalcata impressionante nella seconda parte di quella stagione. Assen è il penultimo appuntamento su 13 previsti nel calendario 2002. La pole va a Colin Edwards così come gara-1. In gara-2 è Bayliss ad essere in testa alla gara fino all’errore che gli costerà la testa del campionato e anche il mondiale. Doppietta per Colin Edwards che compie un passo decisivo verso il suo secondo titolo mondiale in Superbike.

2003. Il campionato è un monologo Ducati con le 999F03 del team Fila guidate da Neil Hodgson e Ruben Xaus che si spartiscono le vittorie grazie anche all’assenza in forma ufficiale di Honda con la sola Suzuki di Lavilla a tener testa alle imprendibili Ducati 999. Assen è il terzultimo appuntamento di 13 previsti dal calendario ed è un assoluto dominio Ducati: la pole è di Chili con la vecchia 998RS, gara-1 va a Xaus mentre Hodgson si rifà in gara-2 cogliendo la sua 12^ vittoria stagionale.

2004. Campionato ancora targato Ducati con 3 piloti diversi a giocarselo nei primi due appuntamenti ma che poi sarà una sfida in famiglia Ducati Fila tra Laconì e Toseland. La vittoria finale andrà a James Toseland davanti al compagno di box per 9 punti (336 per Jamie contro i 327 di Regis). Assen è il 9° di 11 round in calendario ed è ancora affare Ducati: pole di Chili e vittoria in gara-1 di James Toseland. Gara-2 va invece a Chris Vermeulen sulla Honda del team di casa Ten Kate.

2005. Ultimo anno della configurazione del tracciato da 6 km, dal 2006 si passerà alla nuova da 4,5 km. Campionato dominato dalla Suzuki di Corser davanti al connazionale Vermeulen con la Honda che nel finale di stagione gli darà parecchio filo da torcere. Assen 2005 parla doppia lingua: olandese ed australiano. Olandese perché sarà proprio il team Ten Kate a portarsi a casa la gara grazie a Chris Vermeulen che ottiene anche la superpole al sabato.

2006. Il campionato 2006 torna a sorridere alla Ducati. Troy Bayliss, rientrato in Superbike dalla MotoGP, vince il suo secondo titolo mondiale in carriera con la 999F06 davanti a James Toseland con la Honda del team Ten Kate. Anche il round di Assen torna a tingersi di rosso Ducati. Superpole e vittoria in gara-2 per Bayliss con Chris Walker che si porta a casa gara-1.

Anche nel nuovo millennio nessun pilota olandese degno di nota, ma solo wild card sporadiche. E’ il caso di Harry Van Beek che disputa il solo round di casa con la Suzuki ottenendo un 14° posto in gara-1. Sono gli anni dell’ascesa del team Ten Kate che in Supersport fa incetta di titoli mondiali e che pone le basi per i primi successi anche in Superbike.

Il 2007 è l’anno del primo successo in Superbike per il team Ten Kate e il secondo titolo in carriera di James Toseland. Stagione invece complicata per la Ducati con la 999 che non riesce a tenere il passo delle 4 cilindri ma è il solito Bayliss a metterci una pezza. Assen di quell’anno è il 5° round su 13 in programma. Pole e gara-1 vanno a Toseland mentre gli ultimi giri di gara-2 vedono un grandissimo duello tra Toseland e Bayliss con l’australiano che batte l’inglese all’ultimo giro approfittando di un errore impercettibile di Toseland nella variante finale del tracciato.

Nel 2008 Ducati porta in pista la nuovissima 1098F08 che sostituisce la 999 arrivata al limite dello sviluppo. Il Mondiale Superbike torna ancora nelle mani della Ducati grazie a Troy Bayliss ed è anche l’ultimo per il campione australiano che opta per il ritiro a fine stagione. Troy mette in pista il suo personalissimo show firmando 8 Superpole e 11 vittorie, tra queste 11 annoveriamo la doppietta sul tracciato di Assen. Assen nel 2008 è il 4° round di 14 previsti in calendario e torna ad essere totalmente feudo Ducati con Superpole di Bayliss e doppietta dell’asso australiano. A fine stagione sarà titolo con 460 punti davanti al connazionale Corser con la Yamaha.

2009. Nuovo anno e nuovi protagonisti. Il mondiale vede il duello Spies-Haga per il titolo mondiale. Titolo che andrà al rookie americano Ben Spies con la Yamaha davanti alla Ducati del giapponese. Assen 2009 è il 4° round su 14 previsti in calendario per quella stagione. La Superpole va a Spies così come gara-1 grazie ad un sorpasso capolavoro su Haga nel tratto finale del circuito nell’ultimo giro di gara, mentre gara-2 va ad Haga favorito dalla caduta di Spies dopo pochi metri dalla partenza.

Il 2010 è contraddistinto dal duello Biaggi-Haslam per il titolo mondiale. Titolo che andrà al romano dell’Aprilia con 451 punti contro i 376 dell’inglese della Suzuki. In quella stagione comincia anche a brillare la stella di Jonathan Rea, pilota del team Ten Kate Honda che si porta a casa le prime 3 vittorie in carriera e due di quelle sono sul tracciato di casa del team. Assen 2010 è ancora il 4° round sui 13 in calendario e viene letteralmente dominato dall’inglese della Honda con Superpole e due perentorie vittorie. Podio tutto british in gara-1 con Toseland e Camier a far compagnia a Rea mentre in gara-2 sono Haslam e Toseland a far compagnia al pilota Honda.

Nel 2011 la Ducati torna alla vittoria del Mondiale piloti e costruttori grazie a Carlos Checa e al team Althea. Il Toro domina letteralmente il campionato dal primo all’ultimo round firmando sei pole e conquistando 15 vittorie su 26 gare complessive. Assen è il terzo round della stagione sui 13 previsti in calendario e vede Checa portarsi a casa pole e vittoria in gara-2 mentre gara-1 va a Jonathan Rea con la Honda

2012. Così come nel 2007, anche nel 2012 la Ducati fatica a tenere il passo della rinata Kawasaki e Aprilia. Il titolo torna nelle mani di Max Biaggi per solo mezzo punto su Tom Sykes: 358 i punti di Biaggi contro i 357,5 dell’alfiere della Kawasaki. Assen 2012 è il 3° round di 14 previsti dal calendario. La pole al sabato va allo specialista Tom Sykes mentre gara-1 lo vede ritirato nella prima parte. Gara-1 vede quindi 3 Ducati davanti a tutti con Guintoli, Giugliano e Checa. Quella gara venne interrotta per pioggia al 13° giro e venne divisa in 2 manche con somma dei tempi. Gara-2 invece va a Jonathan Rea davanti a Guintoli e Laverty.

Il 2013 è l’anno del ritorno al successo finale di una Kawasaki. E’ Tom Sykes a riportare il titolo ad Akashi a 20 anni esatti dal titolo di Scott Russell. Il campionato vive tutto sul duello tra l’inglese della Kawasaki e l’irlandese dell’Aprilia Eugene Laverty che ha ereditato i galloni da prima guida da Max Biaggi. Assen è il 3° round sui 14 previsti in calendario e Tom Sykes mostra ancora la sua bravura sul giro secco firmando la pole e chiudendo gara-1 sul primo gradino del podio davanti a Melandri e Guintoli, mentre gara-2 va a Laverty davanti a Sykes e Baz.

Nel 2014 torna nuovamente al successo mondiale l’Aprilia grazie a Sylvain Guintoli in una stagione vissuta sul duello tra il francese e Tom Sykes con la Kawasaki. Assen 2014 è il terzo round della stagione e vede la prima pole in carriera in Superbike per Loris Baz con la Kawasaki. Le due gare vengono vinte da Guintoli e Rea in condizioni particolari: gara-1 fermata a 5 giri dalla fine per l’olio perso dalla EBR di Geoff May, gara-2 ridotta a 10 giri per pioggia.

Last but not least, l’edizione 2015 del Gran Premio d’Olanda. La stagione 2015 è letteralmente dominata dal neo pilota Kawasaki Jonathan Rea che vince 14 delle 26 gare in programma firmando anche 2 pole position. Assen 2015 è il 4° round di 13 previsti in calendario e vede la doppietta di Jonathan Rea davanti a Chaz Davies. Il pilota Ducati rende la vita difficile a Rea e lo tiene impegnato fino alla fine della gara costringendolo a tirare come un matto. Doppio terzo podio in gara per il pilota di casa Michael Van Der Mark che beffa in entrambe le occasioni il pilota Aprilia Leon Haslam.

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Se il passato si basava su wild card sporadiche, il presente e futuro si chiamano Ten Kate e Michael Van Der Mark. Se il team Ten Kate è una certezza, il futuro è rappresentato proprio dal campione Supersport 2014 che è uno dei giovani più interessanti degli ultimi 3 anni del Mondiale Superbike avendo vinto in sequenza Stock 600 e Supersport.

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