MotoGP | Esami di guida al Sachsenring 2015

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Sopravvissuti all’effetto soporifero del Sachsenring, è l’ora delle pagelle di pista

Marc Marquez 10 – Quel salutista incallito di Livio Suppo in questi giorni ha fatto una battuta divertentissima, sostenendo che Marquez potrebbe vincere tutte le gare che mancano da qui alla fine dell’anno. Mentre tutti ridevano, Marc l’ha preso sul serio. In settimana è andato a vedere Terminator e ha trovato l’ispirazione per gustarsi la prelibata miscela arabica alla faccia di chi si apprestava a definirlo cotto. Senza zucchero, grazie.

Daniel Pedrosa 9 – Il micro pilota super raccomandato riceve dalla Honda il piano ferie e ci resta male perché la seconda quindicina di agosto non gli piace. Per farsi Ferragosto tranquillo con gli altri Minion gli chiedono di mettersi tra Marc e le Yamaha. Pedrosino accetta ed alla fine ci resta pure male. Avesse vinto, il premio produzione era un ticket mensa all’Hospitality Ducati.

Valentino Rossi 7 – Per tutta la settimana sente Marquez dichiarare “Ho imparato qualcosa da lui, la prossima volta saprò cosa fare”. Evidentemente spaventato da queste chiare e malcelate minacce teme per la propria incolumità e si tiene a debita distanza da Marc per tutta la gara. Resta incollato a Pedrosa come un avvoltoio che sente l’odore di una preda. Ma in Honda a pranzo hanno mangiato fagioli, quindi niente odore di vittima sacrificale per il Dottore, bensì olezzo di tutt’altra natura. Daniel sta solo aspettando il momento buono per lasciarlo lì. E lì lo lascia.

Jorge Lorenzo 6 – Gli perdono il Martillo nel tragitto aeroporto-albergo. Entra in un negozio che vende cianfrusaglie per turisti e ne esce con una copia bellissima del Martello di Thor. All’ingresso in griglia, gli dicono “Tu non sei degno” e tentano di strapparglielo. Ma questa volta Lorenzo non vuole sentire ragioni e infila il Martello nuovo nello scarico della M1. Partenza bruciante, scatto felino e ne passa tre all’esterno della prima curva. Alla secondo curva il Martello vola via dallo scarico. Il Marshall tedesco che lo raccoglie dichiara: “Gli afefo detto di non ezere degnen” .

Andrea Iannone 7 – Uno che come soprannome sceglie The Maniac non dovrebbe garantire grande affidabilità e costanza nelle prestazioni. Ma Andrea evidentemente si è scambiato la personalità con il Dovi e finisce tutte le gare raccogliendo tanti punti come una brava formichina. Domenicali in griglia dichiara che c’è da soffrire e tutti in Ducati si toccano i gioielli di famiglia. Iannone che è proprio lì a due passi fa finta di non aver sentito e fa il massimo a dispetto della Sfiga.

Andrea Dovizioso 5 – Desmodovi invece non sente le beneauguranti parole del Capo Supremo Ducati. Nonostante abbia ripetuto passo dopo passo con Barbetta in settimana le complicate manovre da compiere prima della partenza, si dimentica il cornetto rosso e quando Domenicali parla, non si fa neanche una grattatina. Nemmeno piccola. Nada, il duello è impari. Sfiga 4 – Dovi 0.

Aleix Espargaro 5 – Nei giorni precedenti il Gran Premio tutti parlano di grandi aspettative per la Suzuki, che qui non soffrirà per il motore e potrà utilizzare al massimo la propria ciclistica. Aleix dichiara che gli piace tantissimo la colorazione 30th anniversario per la GSX-R e che vuole ottenere il migliore risultato di stagione. Ovviamente va tutto a donne di facili costumi ed a fine gara chiede ai tecnici di fare la moto gialla, che questa colorazione gli fa schifo.

Honda 10 – Qualche stagista della HRC non ancora completamente in sintonia con la mentalità del grande reparto corse dice al suo tutor: ” Scusa ma se la 2014 andava meglio e le vinceva tutte, non possiamo toglierla dalla vetrina del Museo Honda ed usiamo quella? Tanto chi se ne accorge che ne manca una?” . Detto fatto. Lo dicono sempre che puntano sui giovani tecnici i giapponesi. Quelli vecchi ormai sono tutti rimbambiti.

Yamaha 9 – Negli anni della 500 la classifica dei primi dieci spesso vedeva sei o sette moto di Iwata dominare. Su questa pista le davano veramente a tutti. Infatti, tentano di iscrivere Valentino con la YZR 500 di Biaggi. Un Marshall con uno strano martello in mano ed un cappellino col numero 3 , all’ingresso in griglia gli dice “Neeein”. Voto alto alla fantasia ci hanno comunque provato.

Suzuki 7 – In Suzuki si sa che sono degli entusiasti. Sono trent’anni che fanno le sportive più fighe, le GSX-R. Ci deve essere stato qualche evidente problema di comunicazione tra Reparto Corse e Marketing in azienda. E oltre alla colorazione anniversario celebrativo, ecco che danno a Vinales ed Espargarò una GSX-R del 1985. E’ pure 750, non ha speranze! Vanno comunque più forte dell’Aprilia.

Aprilia 4 – In settimana la notizia di aver perso Melandri, il vero punto di riferimento della squadra, lascia il team in evidente difficoltà. Ma prendono il collaudatore e gli danno la moto di Macio. Tutti salvi, l’ultima posizione è ancora saldamente a Noale. Ma arrivati a sto punto, perché non gli danno una pettorina giallo fluo, tipo quelle che usano i motociclisti che chiudono la fila di moto durante un raduno? Pensa che visibilità in TV.

Menzione speciale ai fratelli Laverty
Michele ed Eugenio 10 – In settimana la notizia che Melandri ed Aprilia si separano permette ai due fratelli di correre assieme. Eugene, più esperto di Michael, lo invita a seguirlo e fare esattamente le stesse cose che fa lui. Michael esegue e quando vede il fratello stendersi durante le prove, lo imita alla perfezione stendendosi esattamente nello stesso modo nella stessa curva. Tutti e due in punizione e niente merendina fino a giovedì.