F1, Hamilton eguaglia Schumacher e Fangio: sempre a punti nel 2017

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Il britannico è andato a punti in tutti i GP del campionato, ma la stagione ‘perfetta’ resta quella di Michael Schumacher nel 2002: 17 podi in 17 gare

Venti gare, venti piazzamenti a punti. Lewis Hamilton ha conquistato il titolo mondiale 2017 così: vincendo tante gare, naturalmente, ma soprattutto riuscendo a terminare in zona punti ogni singolo Gran Premio della stagione. Merito suo e dell’incredibile affidabilità della Mercedes, che nell’arco di tutto il campionato non ha visto arrivare al traguardo  entrambe le W08 una sola volta, nel Gran Premio di Spagna, quando una rottura del motore fermò la corsa di Valtteri Bottas. E’ stata questa l’arma in più di Hamilton che gli ha permesso di prevalere nel testa a testa con Sebastian Vettel e la Ferrari: per il pilota tedesco infatti sono stati due gli zeri in stagione, a Singapore, con l’incidente al via che ha coinvolto anche Max Verstappen e Kimi Raikkonen, e in Giappone, dove invece a tradire Seb è stata l’affidabilità della sua SF70H. In quelle due occasioni Hamilton ha fatto bottino pieno, 50 punti, e si spiegano in gran parte così le 46 lunghezze di differenza tra i due rivali sancite dalla classifica finale del campionato.

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Con questo risultato Hamilton ha eguagliato il primato di Juan Manuel Fangio e Michael Schumacher, gli unici altri due piloti della storia In grado di conquistare punti in tutte le gare disputate durante una stagione, rispettivamente nel 1954 e nel 2002. Le tre imprese però sono molto diverse tra loro: quando riuscì Fangio nell’impresa, tra l’altro lui pure alla guida di una Mercedes, le gare in calendario erano solo 9 ed una di queste era la 500 miglia di Indianapolis, alla quale difficilmente i piloti non statunitensi prendevano parte. Fu così anche per Fangio, che non disputò la celebre corsa americana, vincendo 6 GP su 8 e terminando 4° e 3° negli altri due. All’epoca venivano attribuiti punti solo ai primi 5 classificati ma al tempo stesso era molto più complicato di oggi arrivare al traguardo, a causa degli innumerevoli problemi meccanici che potevano capitare e ovviamente degli incidenti, che spesso lasciavano i piloti feriti, o peggio. Più semplice invece confrontare i risultati di quest’anno di Hamilton con quelli di Michael Schumacher e della formidabile Ferrari F-2002; le gare all’epoca di Schumi erano leggermente di meno, 17 contro 20, ma l’impresa del tedesco supera per grandezza quella di Hamilton.

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Nei primi anni 2000 infatti i punti erano riservati solo ai primi 6 classificati e Michael non solo concluse tutte le gare a punti, ma centrò addirittura il podio in ogni GP di quel campionato con 11 vittorie, 5 secondi posti ed 1 terzo posto. Nessuno mai, né prima né dopo ha realizzato una simile impresa. Per rendere l’idea del dominio che esercitò Schumacher quell’anno basti pensare che, con il sistema di punteggio attualmente in vigore, che premia il vincitore con 25 punti anziché 10, il tedesco avrebbe terminato quell’annata con 380 punti; Hamilton quest’anno ne ha ottenuti 363 disputando 3 gare in più. Per chiudere questa carrellata di dominatori non possiamo non citare Jim Clark: il campionissimo della Lotus nel 1963 sfiorò l’impresa realizzata poi da Schumacher, chiudendo sul podio 9 gare sulle 10 in calendario quell’anno (con ben 7 vittorie), ritirandosi solo nella GP inaugurale, sulle tortuose stradine di Montecarlo; non si tratta di un record ma resta comunque qualcosa di sensazionale.