F1, McLaren: il 2018 sarà l’anno della rinascita?

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Dopo le stagioni buie con Honda, il leggendario team di Woking vuole tornare ai vertici a partire dal 2018. L’obiettivo è stupire tutti già in Australia, con la power unit Renault e una nuova livrea

25 novembre 2012. Il prossimo 25 marzo, quando scatterà ufficialmente la nuova stagione della F1 targata 2018, saranno passati da quel giorno esattamente 5 anni e 4 mesi: quel giorno altro non è che la data della 182^ e ultima vittoria della McLaren in Formula 1. Quel successo arrivò nell’ultima gara della stagione e lo ottenne Jenson Button, nel Gran Premio in cui Sebastian Vettel si laureò per la terza volta consecutiva campione del mondo. Da quel momento lo storico team di Woking ha visto i suoi piloti raggiungere la top 3 solo in un’altra occasione, nel Gran Premio d’Australia 2014 con Kevin Magnussen 2° e lo stesso Button 3°. Da lì in poi il nulla, accentuato e favorito dalla collaborazione con Honda, che ha fatto piombare la seconda scuderia più vincente della storia della Formula 1 in fondo alla griglia, nonostante al volante ci fosse un due volte campione del mondo come Fernando Alonso. La partnership con i giapponesi si è però finalmente conclusa ed il nuovo legame con Renault, che per la prima volta si è unita al team di Woking come motorista, sembra il giusto viatico per fare del 2018 l’anno della rinascita. Se lo aspettano tutti: partendo dallo stesso Alonso, che tra una 500 miglia di Indianapolis e un test su vetture Endurance continua a ribadire che il suo obiettivo principale è conquistare il 3° titolo mondiale e farlo con la McLaren, per arrivare a Zak Brown, direttore esecutivo del McLaren Technology Group, che crede fortemente nella resurrezione di uno dei brand più famosi del motorsport mondiale.

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L’obiettivo realistico per il 2018 è quello di tornare ad emergere, non navigando più sul fondo della griglia ma restando stabilmente in zona punti ed inseguendo se possibile almeno dei piazzamenti a podi. D’altronde il motore Renault è lo stesso che ha permesso quest’anno alla Red Bull di conquistare 3 vittorie e 13 podi: proprio il team austriaco, insieme alla ‘casa madre’ Renault, sarà la rivale principale della McLaren, in una sorta di ‘triello’ tra vetture motorizzate allo stesso modo dal quale dovrebbe scaturire il principale avversario per Mercedes e Ferrari. Da grande esperto di marketing e comunicazione però, l’obiettivo di Brown è quello di far emergere la scuderia non solo in pista, ma anche fuori. E’ chiaro che i risultati ottenuti da Alonso e Vandoorne in stagione saranno la discriminante fondamentale per far tornare gli addetti ai lavori a parlare in maniera lusinghiera della McLaren, ma l’idea è quella di fare un passo in avanti anche a livello commerciale; a partire dalla livrea, su cui si infittisce il mistero.

Brown ha detto testualmente che: «La macchina non avrà lo stesso aspetto dell’anno scorso. L’intero brand, la visibilità di McLaren, passerà a un livello superiore. Ci sarà un legame con la nostra storia e dipenderà anche dallo sponsor». In molti auspicano un ritorno al mitico colore Papaya Orange, utilizzato dal team tra il ’68 e il ’71 e ripreso a Indianapolis lo scorso anno da Alonso, ma non sono escluse novità. Un title sponsor invece non ci sarà, così come accaduto negli ultimi anni, perché la strategia di Brown è differente e vuole puntare a rafforzare il marchio McLaren: «Non ci interessa un title sponsor, preferiamo avere dei partner commerciali importanti che ci permettano di trovare il modo migliore per noi di commercializzare il marchio McLaren». C’è poi una curiosità sui numeri: nel 1988, 1998 e 2008 il mondiale è stato vinto da un pilota al volante di una McLaren…a Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne non resta che incrociare le dita e sperare che la storia si ripeta. Ne sapremo qualcosa di più dopo i primi test, in programma dal 25 febbraio al 1° marzo a Barcellona.