Giancarlo Falappa, il Leone di Jesi

giancarlo falappa

L’incredibile storia di Giancarlo Falappa, il leggendario pilota motociclistico marchigiano: un eroe romantico

Chi era Giancarlo Falappa? Non è tollerabile che quando parli con i giovani smanettoni al termine di una sessione in pista o al culmine del passo del Muraglione entrando nel dettaglio di moto e piloti, quasi nessuno conosca i nomi e le gesta di atleti che hanno compiuto imprese irripetibili ed eroiche come il Leone di Jesi e tanti altri come Ghiselli, Papa, Broccoli, Monti, Massimiani, Messere, Paci, Catalano, Mauro Ricci e Graziano Rossi.

Maledizione è solo colpa nostra, cioè della mia categoria che passa le giornate a contare le volte che il nuovo baby-fenomeno di turno va a fare la pipì invece di parlare sia dei nuovi piloti che di quelli che hanno fatto la storia di questo meraviglioso sport. Anche perché i piloti di qualche anno fa guidavano moto da criminali, senza freni e con gomme larghe come quelle di un maxiscooter. E lo facevano solo per passione al contrario dei giovanissimi talenti odierni che guadagnano in un anno quello che nessun pilota di 20 anni fa guadagnava in 5 vite.

Quindi ho deciso che scriverò un libro che fissi una volta per tutte gli episodi chiave della storia di questi veri eroi del motociclismo. Un libro che farà capire ai giovani di oggi perché chi ha 40 anni guarda con distacco e quasi fastidio le gesta dei moderni centauri tutti con Porsche turbo, Daytona con brillanti, due segretari, megavan miliardario e residenza istituzionale in paradisi fiscali. Il pilota acquista valore nell’immaginario collettivo solo in base alle gesta che riesce a compiere nella competizione e più sono eclatanti, audaci e folli, più vengono ingigantite e tramandate da bocca in bocca dagli appassionati.

La staccata di Schwantz a Rainey nel Motodrome di Hochenheim o il sorpasso di Ferrari a Sheene ad Assen sono l’emblema di quanto un gesto di audacia condito da un pizzico di follia facciano più di cinque titoli mondiali. Se questi due episodi sono diventati storia grazie alla televisione che li ha registrati, esistono centinaia di altre imprese che nessuno conosce tranne i testimoni oculari che le tramandano ad ogni occasione. Il leader assoluto di questa categoria di eroi romantici è sicuramente Giancarlo Falappa.

giancarlo falappa leone di jesi

Le sue gesta sono talmente eclatanti e incredibili che anche i testimoni oculari hanno difficoltà a farsi credere quando le raccontano. Ma ricordatevi che quando sentite qualcosa su Giancarlo Falappa, anche se assurda è rigorosamente vera. Per convincervi voglio raccontare solo alcuni episodi che hanno caratterizzato la breve ma fantastica carriera del Leone di Jesi. Per primo la leggenda narra di un Falappa che inizia a correre nel Motocross. Dopo aver vinto facilmente il campionato Italiano Cadetti BoyCross passa tra i senior con una moto non proprio competitiva come l’artigianale Villa.

Nella competizione mondiale “Coppa Intermarche” a Lovolo il nostro eroe si trova a correre per la squadra Villa con Orlando e Vicarelli e al via quando il polverone si abbassa lo troviamo a terra che si era agganciato con i suoi due compagni di squadra. Come un felino rimonta in sella e si getta all’inseguimento del gruppo di testa che ormai era a fine pista, con un certo Malherbe su Honda al comando! I suoi compagni di sventura più lenti del marchigiano cercano la moto ma ripartono a moto invertite perché Giancarlo Falappa nella fretta ha preso la moto di Orlando e con quella al termine del primo giro è ultimo al secondo è 20° al terzo a 15° fino a risalire alla 6° posizione finale dopo aver corso tutta la gara con una moto non sua!

Nonostante questa impresa Giancarlo Falappa non trovò moto più competitive e decise di smettere col motocross rimanendo fermo per 2 anni fino all’88, quando un concessionario gli affidò un Suzuki 1100 per provare a correre in pista nell’Italiano Sport Production. Falappa vinse tutte le 4 selettive e 2 finali arrivando alla finalissima del Mugello dove con la Bimota ufficiale vincendo avrebbe avuto il posto nel mondiale SBK dell’anno seguente. Giancarlo cadde nel giro di ricognizione e ruppe la pedana del cambio riuscendo lo stesso a partire conducendo la gara senza pedana e facendo segnare il record sul giro! A metà gara volò via alla esse in discesa ma il suo antagonista per l’emozione di vedere il rivale a terra volò via dopo poco, regalando il titolo e la promozione nel mondiale a Falappa.

giancarlo falappa ducati sbk

Quindi l’ex crossista con ben 6 gare di velocità alle spalle debuttò nel mondiale 89 come spalla del famoso Fabio Biliotti ex Camp. Europeo e buon pilota della 500. Il povero Biliotti non sapeva che diavolo di compagno di squadra aveva nel Team e rimase molto male quando Giancarlo Falappa segnò la Pole e conquistò la vittoria nella sua prima gara mondiale! Biliotti smise di correre e Falappa conquistò altre vittorie a Le Castelet e Mosport finendo la sua stagione d’esordio al sesto posto con le prime impennate in piedi al termine delle gare vittoriose. Ma oltre alle incredibili impennate, la leggenda di Falappa inizia a crescere grazie ad episodi come la vittoria su Baldwin in Francia!

Nella gara francese la Bimota chiama il velocissimo Mike Baldwin come compagno dello scatenato Giancarlo Falappa e l’americano si rivela subito veloce ingaggiando un duello stratosferico con il marchigiano. Nel lunghissimo rettilineo di partenza i due si sono più volte scontrati a 290 orari e proprio una botta più violenta delle altre convince l’americano a desistere lanciando Falappa verso la vittoria ottenuta senza un semimanubrio. Proprio così! Nell’ultimo scontro Giancarlo Falappa ha spezzato il semimanubrio sinistro finendo la gara con la mano sulla forcella! Bracco e Leo suoi meccanici dell’epoca (ora in forza alla Ducati) ancora si commuovono raccontando la faccia di Giancarlo che appena arrivato gli urla “cambiate il manubrio prima del parco chiuso sennò me squalificano!”. 

Ma non è finita qui perché il leone di Jesi passò l’anno seguente in Ducati e l’ingaggio è degno del personaggio. Mentre Marco Lucchinelli (allora team manager Ducati) si dirigeva  a 180 Kmh in autostrada verso la pista di Misano, si vide aprire la portiera destra da un pazzo in moto che lo salutò e ripartì impennando ad oltre 190 kmh. Scoccò l’amore a prima vista e con la 851 del team Lucchinelli, Giancarlo Falappa conquistò la Pole e la vittoria al suo debutto con la bicilindrica di Borgo Panigale. Il resto è scritto nell’albo d’oro del mondiale SBK con 16 vittorie 8 Pole e tanta ma tanta adrenalina regalata a tutti gli amanti del motociclismo, in soli 4 anni di gare.

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11 Commenti

  1. l’ho visto sabato scorso partecipando ad un raduno Ducati, il Desmospring. Ho seguito le sue gesta ed e’ vero quello che dici. Avendo 45 anni e da 30 in moto, seguendo le gesta degli anni 90 conosco questi campioni. Non e’ che non sia bella la motogp, ma sicuramente si e’ persa un po’ di poesia degli anni ruggenti.

  2. […] E’ tutto vero. I medici hanno chiamato Giovanni Di Pillo e gli hanno chiesto di fare questo nastro da farmi ascoltare in cuffia. L’hanno fatto perché avevano chiesto ai miei genitori e alla mia fidanzata, se c’era qualcosa che mi stesse particolarmente a cuore. La risposta è stata che io parlavo solo di Ducati e di corse Superbike e che ascoltavo soltanto Di Pillo. Questo è stato basilare perché la voce di Di Pillo registrata era una voce amica, che mi parlava di Ducati e di Superbike che mi ha riportato alla vita. […]