Perchè ho cambiato idea sulle moto elettriche

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Ebbene sì: ho cambiato completamente idea sulle moto elettriche!

Come è  avvenuto che il più grande nemico di questi veicoli abbia radicalmente cambiato opinione? È molto semplice. È bastato che Josef Morat mi chiamasse una mattina per propormi un lungo test su una moto completamente elettrica. Alla mia risposta se fosse a conoscenza del fatto che io ero totalmente contrario alle moto senza motore a scoppio lui mi ha candidamente risposto che lo sapeva benissimo e proprio per questo mi aveva selezionato per questo lungo test. Convinto che solo una vera prova mi avrebbe fatto cambiare idea. Molto scettico e convinto che avrei invece mantenuto le mie idee ho subito accettato. Così dopo poco si è presentato alla mia porta con un furgone dal quale ha fatto scendere una motocicletta dalle linee moderne ma dalle dimensioni di un’ agile 250.

La Zero SR, modello di punta di una casa californiana fondata da un ex ingegnere della NASA. Da poco importata in Europa stanno cercando di capire se il mercato italiano è pronto per questa novità assoluta. Io gli ho spiegato che secondo me le convinzioni e le tradizioni del motociclista italiano sono troppo legate al motore tradizionale e che molto difficilmente avrebbe convinto un biker italiano a questo passaggio epocale. Con grandissimo entusiasmo Josef mi ha elencato tutte le caratteristiche ed i numerosi pregi di questa motocicletta ma il dato che mi ha colpito di più è stato sicuramente quello inerente il tempo di accelerazione da zero a 100 in meno di quattro secondi. Decisamente da Superbike. Vista la notevole autonomia di oltre 160 km senza il pacchetto di batterie aggiuntive, ho iniziato subito ad usarla quotidianamente per i normali spostamenti ma anche per viaggi fino al Mugello o al mare. Ho messo da parte ogni pregiudizio e ho affrontato il test come se fosse una normale moto nuova. Ma fin dai primi metri si capisce immediatamente che non è propriamente una moto ma un veicolo che assomiglia ad una moto ma nella sostanza è profondamente diversa. È un agile e velocissimo commuter elettrico a due ruote.

La Zero SR è molto semplice da usare non avendo nè cambio nè frizione e va da zero a 160 km/h con un solo rapporto di trasmissione. È dotata di un ottimo sistema ABS e sole tre mappature elettroniche. La prima denominata Eco, eroga il minimo della potenza e soprattutto della coppia per preservare la batteria ma anche per muoversi in tutta sicurezza nel traffico cittadino a bassa velocità. La seconda mappatura denominata custom, si deve invece configurare totalmente dal proprio smartphone dopo aver scaricato la sua applicazione. Come fosse un videogames si possono scegliere tutti i parametri che servono per adattare la moto al proprio stile di guida e ad ogni differente esigenza. Oltre naturalmente alla potenza e alla coppia si può regolare il freno motore che tra l’altro permette di ricaricare le batterie allungando la percorrenza. La terza mappatura denominata sport è invece quella che permette di avere il massimo delle prestazioni in fatto di potenza di coppia. Questa è quella che lascia letteralmente a bocca aperta tanto che ho voluto subito un doppio parere da amici piloti ex campioni del mondo. Anche loro hanno confermato le mie impressioni sul fatto che le prestazioni di questa moto elettrica in modalità sport sono veramente notevoli e richiedono grande perizia e prudenza nella guida al limite. Soprattutto per l’incredibile coppia che viene erogata in modo brutale ad ogni velocità.

Ma se le prestazioni pure convincono anche lo smanettone più incallito, sono ben altre le caratteristiche che fanno realmente capire che ci si trova di fronte ad una svolta epocale come quando fu presentata per la prima volta la Tesla a 4 ruote. Usando la Zero SR in mezzo al traffico cittadino si ha subito la sensazione di quanto sia anni luce lontana dai normali scooter e moto. Innanzitutto è impagabile il silenzio assoluto con il quale questo avveniristico modello si muove. Ai semafori le auto e gli scooter intorno sembrano dei mezzi del paleolitico con tutti quei mostruosi decibel che scaturiscono ad ogni ripartenza ma anche da fermi!

Inoltre avendo la fortuna di vivere a Firenze dove posso trovare numerosissime colonnine di ricarica gratuite al momento ho percorso più di 5000 km spendendo zero euro! Se invece l’avessi ricaricata nel mio garage avrei speso meno di un euro ogni 200 KM. Mi è capitato anche di finire l’autonomia e doverla ricaricare per tornare a casa. Ma questo non mi ha creato nessun problema perché sul cruscotto sono ben visibili gli strumenti che indicano la percentuale esatta di carica delle batterie e i relativi kilometri che si possono percorrere.  E per fortuna sono esatti al millimetro quindi il guidatore non rischia mai di rimanere bloccato. L’economia di utilizzo di un veicolo di questo tipo è assolutamente impossibile da paragonare a una normale motocicletta o ad uno scooter. Il primo vero intervento da effettuare sul motore elettrico è previsto dopo due anni o 100.000 km. Le batterie sono garantite per cinque anni.  Quindi con una moto di questo tipo uno saluta definitivamente il proprio benzinaio e il proprio meccanico dovendo sostituire solamente pneumatici e pasticche dei freni. Usando davvero questa moto elettrica non si può non apprezzare il modo assolutamente ecologico e rispettoso dell’ambiente che un veicolo di questo tipo ha rispetto ai mezzi tradizionali anche se cosiddetti ibridi.

La domanda che ci si pone immediatamente dopo aver usato un veicolo completamente elettrico è per quale motivo nessuna grande casa non abbia ancora deciso di puntare veramente su questa categoria di veicoli. Sicuramente la lobby dei petrolieri sta giocando un ruolo fondamentale che impedisce ad una grande casa di costruire veicoli a due o quattro ruote completamente elettrici a prezzi competitivi. Con le attuali autonomie di percorrenza nessuno avrebbe più il minimo dubbio sulla scelta di acquisto. Insomma ancora non ho terminato il mio lungo test ma mi premeva comunicare a tutti che dietro questi rari veicoli completamente elettrici si nasconde un mondo completamente nuovo che nessuna persona cosciente potrà più ignorare. Sto cercando in modo approfondito qualche serio difetto della mia Zero SR perché al momento ho scoperto solo incredibili pregi e caratteristiche assolutamente uniche che anche un motociclista incallito come me non può assolutamente ignorare.  Sicuramente è molto difficile paragonare una moto ad una moto elettrica. In comune hanno solo il nome. La moto elettrica ha caratteristiche talmente personali e uniche che non sono paragonabili a nessun’ altra motocicletta tradizionale. Me ne accorgo quando affianco e poi supero un normale motociclista che mi vede arrivare accanto e poi sparire nel silenzio più assoluto! Sono felice di aver cambiato idea a 180° su questo tipo di veicoli e sono grato a Morat per avermi scelto come “talebano” del motore a scoppio per questa prova approfondita. Aveva perfettamente ragione. Bisogna assolutamente provarle per iniziare a capire che anche senza il meraviglioso motore a scoppio si ottengono notevoli emozioni e grande gioia di guida.

6 Commenti

  1. Io penso questo, che essere motociclista, è anche godere del piacere di condurre due ruote montate su un telaio e disporre della trazione alla ruota posteriore. Elettrica? Direi di si. Appena posso la proverò.
    Davide