Honda RC30, la più bella di sempre

HONDA RC30
@HONDA

Il rapporto di vero amore tra Oscar Rumi e la Honda RC30, che ha portato allo storico doppio trionfo mondiale con Fred Merkel. Il grande manager ci racconta la sua passione per questa iconica moto

Ho deciso di parlare della Honda RC30, una moto che alla sua presentazione sbalordì tutti. Riuscì a stabilire nuovi riferimenti per la linea e per tutta la serie di novità tecniche mai viste prima su una moto stradale. Questa moto fu anche capace di colpire me, spostando la mia passione per i motori dalle auto alle moto. Arrivai anche a chiedere al mio preparatore dell’epoca Carlo Facetti, di lavorare sui motori di questa moto, cosa mai fatta da questa famiglia di maghi dei motori per auto.

Ho deciso di scrivere questo pezzo anche per rispondere al mio amico Giovanni Di Pillo, che ha scritto un pezzo sulla Ducati 916, nel quale decanta questo modello come la moto più bella del mondo e il modello che avrebbe portato novità tecniche mai utilizzate prima. Su qualcuna di queste novità siamo d’accordo, ma non su tutte. Secondo me il buon Di Pillo si è fatto prendere dal suo amore sviscerato nei confronti di questa moto, ma io vedo le cose in maniera diversa. Mia convinzione è che ogni epoca ha la sua moto più bella, ma non concordo con il fatto che sia la 916, arrivata nel 1993. Sicuramente è una delle più belle, assieme alla Honda RC30, ma ce ne sono anche tante altre costruite prima e dopo altrettanto belle. Di certo la 916 fu la prima Ducati a montare il forcellone monobraccio, ma le 4 valvole, l’accensione e l’iniezione elettronica c’erano già sulla Ducati 851 e sui vari modelli fino alla 916. Resta in ogni caso una splendida moto, e di certo la più vittoriosa della storia SBK. Ma torniamo alla RC30. Questo gioiello è la prima moto Honda costruita a mano pezzo per pezzo da tecnici selezionati, e non in catena di montaggio. Basta guardare questo magnifico filmato che innamorarsi di questo modello:

Il motore della Honda RC30 ha un albero a 360 gradi come sulla RVF, e monta bielle in titanio, per la prima volta presenti su un modello stradale. Anche il cambio è particolare, avendo una prima lunghissima e tutti gli altri rapporti ravvicinati, il primo cambio racing insomma.  Per quanto riguarda la ciclistica appare anche qui per la prima volta il forcellone monobraccio, brevetto acquistato da Honda dalla Elf. All’avantreno ci sono le forcelle con sgancio rapido e regolazione in precarica,compressione ed estensione. I tecnici della HRC infine fanno apparizione anche i radiatori dell’acqua curvi su questo modello, tutte cose che nessuno aveva mai usato in precedenza su moto stradali.

Inutile dire che l’estetica lascia ancora oggi stupiti per linea e grafica, in un perfetto equilibrio stilistico. Questa moto dal 1988 al 1990 vince tutto: mondiale SBK, campionato AMA, mondiale F1, Bol D’Or , Tourist Trophy e la 8 ore di Suzuka, la gara più importante per i Giapponesi. Io ebbi la fortuna di far correre e vincere Fred Merkel in SBK, in sella a quella che per me resterà la più bella di sempre.

HONDA RC-30

Con piccole modifiche avrebbe potuto essere competitiva ancora per qualche anno anche dopo il suo pensionamento, in attesa dello sviluppo della RC45. Ma i numeri richiesti dalla federazione per l’omologazione, che variava a secondo della produzione delle singole Case, hanno favorito chi poteva costruire piccole serie di racing ogni anno. In Honda purtroppo non hanno avuto questo coraggio ma in compenso nel 1994 è arrivata una moto che con il kit HRC aveva meno cavalli dell’ultima versione della RC30.

@F.PORROZZI – Fred Merkel e Oscar Rumi