Iannone a cannone rovina la festa Ducati

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Il GP d’Argentina sarà ricordato come il disastro Ducati: il sorpasso all’ultima staccata fallito miseramente da parte di Andrea Iannone ha rovinato la festa rossa

Il weekend di gare appena concluso poteva essere davvero un momento di soddisfazione immensa per gli uomini diretti da Gigi Dall’Igna. L’ingegnere ha preso in mano la gestione di un reparto corse che era indubbiamente in difficoltà e l’ha letteralmente trasformato, alzando enormemente le aspettative. Solo due anni fa, sarebbe stata impossibile da pronosticare una doppietta in SBK, seguita dalla vittoria in Stock della Panigale. Se poi aggiungiamo un doppio podio in MotoGP, è chiaro che a chiunque si fosse reso protagonista di un pronostico del genere sarebbe quanto meno stata misurata la febbre. In quel periodo la Panigale arrancava in SBK e in Stock e la GP14 era ben lontana dall’essere una moto appetibile per un pilota come Jorge Lorenzo. Ma in questi due anni tante cose sono cambiate e per grande fortuna di tutti i tifosi italiani, lo hanno fatto in meglio.

E’ stato un GP decisamente intenso e ricco di soddisfazioni per i tifosi delle moto made in Bologna, ai quali purtroppo è stata negata la gioia finale, la classica ciliegina sulla torta. Una ciliegina a forma di podio, con ben due piloti vestiti di rosso a festeggiare su questo. Chaz Davies ha aperto le danze da subito, regalando la consapevolezza che la Panigale è finalmente pronta a competere per il titolo mondiale in SBK. Un’affermazione perentoria quella del gallese ad Aragon, con sorpassi maestosi ed una supremazia tutta da godere. Non contento, il fenomeno ha regalato la seconda grande gioia agli uomini in rosso con la doppietta centrata ieri, dopo aver domato le Kawasaki per la seconda volta. A questa doppietta ha poi fatto seguito un’altra grandissima gioia ottenuta in Stock con un favoloso uno-due portato a casa da Mercado e Rinaldi sulla Panigale. Fino a quel momento era davvero difficile pretendere di più dalla Ducati, protagonista di vittorie in tre gare su tre.

Ma i tifosi sono passionali e allo start del GP di Argentina il fatto di vedere una Desmosedici scattare davanti a tutti ha ovviamente fatto crescere ulteriormente le aspettative. Dovizioso e Iannone hanno duellato con Marquez e Rossi e hanno illuso per gran parte della gara di poter essere davvero in lizza per la vittoria. La supremazia messa in pista da Marquez ha infranto questi sogni di gloria, ma restava la soddisfazione di vedere due Ducati lottare per il podio senza problemi, confermando quanto di buono mostrato in Qatar. I giri passavano, e la caduta di Vinàles ha spalancato la porta al podio per almeno uno dei due piloti in rosso. Poi un calo di Rossi ha reso ancora più ricca la domenica bolognese con la possibilità per i due alfieri di fare un grande risultato di squadra e dimostrare quanto siano lontani gli anni bui di Rossi sulla rossa.

Esattamente sul più bello che è arrivato l’ice bucket più gelato della storia. Si può definire solo così la secchiata d’acqua ghiacciata che ha risvegliato i tifosi Ducati prendendo le sembianze di un attacco finito malissimo. Va bene gettare il cuore oltre l’ostacolo. Va bene sognare in grande e sperare sempre di ottenere il massimo. Ma la manovra compiuta da Andrea Iannone davvero non ha alcuna scusante. Un sorpasso impossibile si può sempre tentare, perché le grandi imprese si costruiscono anche così. Ma quando davanti a te c’è il tuo compagno di team, e in gioco non c’è la vittoria ma solo 4 punti in più, onestamente diventa davvero difficile giustificare un azzardo del genere.

Durante il weekend sono state spese tantissime parole sul contratto di Lorenzo con la Ducati, facendo comprendere che ormai si parla di qualcosa di già abbondantemente esistente e che attende solo un annuncio ufficiale. Ecco allora che l’attacco di Iannone assume dei contorni un po’ diversi. Probabilmente in quel momento non c’erano in gioco solo i 4 punti in più del secondo posto, ma molto di più. C’era tutta la volontà di mostrarsi migliore del compagno di team e meritevole di avere la conferma in Ducati per il 2017 ed oltre. C’era la voglia di riscattarsi dopo la caduta in Qatar e c’era anche la voglia di avere maggior forza nel trattare un ingaggio con tanti zeri.

Ma l’unico zero in più ottenuto ieri da Andrea Iannone è quello in classifica generale, che tra l’altro è il quarto di seguito se si considerano anche gli ultimi due GP della passata stagione. Al prossimo GP Iannone sarà inoltre penalizzato di tre posti in griglia. Gli ingegneri Ducati lasciano l’Argentina con la consapevolezza di aver fatto un grande lavoro, di aver finalmente messo in pista moto che possono davvero vincere in tutte le categoria. Alle porte c’è un contratto con Jorge Lorenzo e Casey Stoner probabilmente ci farà divertire con qualche comparsata di quelle da ricordare durante l’anno. Ma resta un amaro in bocca difficile da far passare, che solo una prestazione maiuscola ad Austin potrà in parte addolcire. Ora non resta che sperare che il nervosismo non aumenti oltre i livelli di guardia nel box condiviso da Dovizioso e Iannone.

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