Iannone primo nelle FP3, Petrucci out

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Continua l’ottimo momento di forma del pilota di Vasto in sella alla Desmosedici GP, che segna velocità massime e ottiene il miglior tempo nelle FP3 in Qatar. Lorenzo conferma il passo, Petrucci non correrà

Da questi due giorni di prove libere del mondiale MotoGP 2016 emerge un dato certo: in Ducati hanno costruito un motore semplicemente mostruoso. Adesso il senso delle appendici aerodinamiche così accentuate assume contorni molto più definiti. Con tanta potenza da dover gestire, è naturale che gli ingegneri Ducati abbiano fatto il massimo per tenere l’anteriore della moto a terra.

Andrea Iannone ha segnato lo stratosferico traguardo di 350 km/h sul lungo rettilineo di Losail, e questo valore stacca di netto tutte le altre moto, compresa la Yamaha di un Jorge Lorenzo che in questa sessione è tornato il pilota da battere. Lo spagnolo non avrà segnato il miglior tempo della sessione, ma si è reso autore di un run di sei giri davvero impressionanti, che confermano come l’uomo su cui puntare per la vittoria sia lui.

Torna con forza nelle zone alte della classifica Marc Marquez, che guida una Honda finalmente a punto nella terza sessione di libere e si piazza terzo ad appena due decimi da Iannone. Questo risulta sembrava un miraggio dopo le prove del giovedì, ma evidentemente in HRC stanno iniziando a far lavorare in sintonia la nuova elettronica ed il motore, come conferma anche l’ottimo Pedrosa sesto e costantemente veloce.

Valentino Rossi non ha cercato la prestazione assoluta, preferendo lavorare ancora sulla ricerca del feeling in ottica gara. Secondo il pilota di Tavullia un fattore determinante per la gara sarà la scelta della giusta soluzione di mescola da adottare. Nell’era Bridgestone si era arrivati a conoscere perfettamente pregi e difetti di tutte le soluzioni possibili in relazione a pista e meteo, mentre con le Michelin in quest’ambito si è ancora in fase pioneristica. Scegliere la corretta combinazione tra anteriore e posteriore potrebbe garantire un vantaggio tangibile soprattutto negli ultimi giri di gara.

La sessione ha anche confermato l’ottimo stato di forma di Maverick Vinàles, quinto alle spalle di Dovizioso ed in sella ad una Suzuki finalmente a posto anche di motore e capace di tenere testa alle rivali in rettilineo, cosa assolutamente impossibile l’anno scorso.

La Ducati piazza ben quattro moto nella top ten, con Hector Barbera ottavo e Scott Redding nono, a conferma che le scelte tecniche fatte a Bologna stanno pagando, soprattutto guardando quanto sono lontane le Honda non ufficiali con Crutchlow quindicesimo e Miller diciassettesimo.

L’unica nota dolente, letteralmente, giunge dal box Pramac di Danilo Petrucci. Il pilota ternano ha tenuto duro per le prime tre sessioni, migliorando sempre di più il feeling in sella. Ma un dolore improvviso alla mano destra dopo la fine della sessione l’ha portato ad effettuare dei controlli che hanno confermato uno spostamento di una delle fratture alla mano destra. Il pilota ha deciso di alzare bandiera bianca ed evitare di aggravare l’infortunio. Ovviamente si è subito fatto il nome di Casey Stoner per sostituire il pilota in sella alla GP15 del Pramac, ma ci ha pensato Paolo Ciabatti a negare questa possibilità, affermando che non è stata presa ancora alcuna decisione in merito.

Se da un lato questa affermazione potrebbe spegnere gli entusiasmi, resta il dubbio sul perché non sia stato immediatamente confermata la sostituzione di Danilo Petrucci con il pilota di riserva e tester ufficiale Michele Pirro, che proprio qui in Qatar aveva condotto i test in sella alla GP15 solo due settimane fa. La situazione è in costante sviluppo ed è attesa una conferma sul nome del sostituto nella mattinata di oggi.