Jordi Torres, la scommessa vinta da Althea

jordi-torres-imola-sbk-2016
@Giandomenico Papello

Lo spagnolo Jordi Torres su cui ha puntato il Team Althea BMW sta ripagando la fiducia con risultati all’altezza delle aspettative. Sempre concreto, sta iniziando sempre più spesso ad affacciarsi nelle zone alte della classifica

Gran sorpresa della stagione 2015 in sella alla velocissima Aprilia RSV4 del team Red Devils, Jordi Torres ha trovato una sella ufficiale su cui correre in questo 2016. In Althea ha trovato un team manager appassionato e determinato, un responsabile tecnico che è una leggenda del paddock ed un compagno di squadra giovane e velocissimo. Queste sono le sue parole a questo punto della stagione di esordio con la moto di Monaco di Baviera.

L’ultima volta che ne abbiamo parlato eravamo a Vallelunga per i test invernali sulla BMW S1000 rr. Com’è progredita la moto da allora?

Abbiamo fatto un bel passo in avanti nella conoscenza della moto. Adesso sappiamo che cosa serve, che cosa va meglio, in cosa invece va peggio. La moto deve migliorare ma secondo me la cosa più importante è sapere cosa succede sulla moto. Noi adesso dobbiamo risolvere tanti problemi ma la cosa importante è sapere qual è la strada per risolverli. Abbiamo modificato tante volte la ciclistica e grazie a questo ci siamo fatti un’idea precisa di come si lavora sulla moto. E’ importante fare nuovi componenti come piastre, leveraggi o altro, ma la cosa più importante è sapere come farli. Se non sai in che modo fare il materiale nuovo, è come perdere il tempo. Qui non si può perdere il tempo, mai.

E’ la prima volta che lavori con Jan Witteveen, un vero guru delle moto. Che impressione ti sei fatto di lui?

Quello che Jan Witteveen ha di più rispetto a chiunque altro, è che lui ha una conoscenza di tutto in generale. Ti faccio un esempio. All’inizio della nostra collaborazione, io non avevo mai provato una Kawasaki o una Honda. Solo l’Aprilia, che ha un V4. E lui mi ha detto “occhio, che una moto con un 4 in linea, ogni volta che prendi in mano il gas, cerca di raddrizzarsi immediatamente a causa della forte inerzia del motore”. Io onestamente mi sono detto che non avevo mai sentito una cosa del genere. Poi mi ha anche detto che il freno motore di questo propulsore, quando hai il gas chiuso, ti può aiutare molto. Aveva ragione e in generale lui è sempre predisposto a dare tanti consigli e a condividere i tanti anni di conoscenza nelle gare. E’ chiaro che lavorare su un progetto nuovo, far crescere una moto è sempre difficile. Ancora di più se non sei un reparto corse ufficiale. Noi siamo un team che sta cercando di fare il massimo, con l’aiuto di BMW ovviamente. Cerchiamo di fare il massimo per noi e per loro, però non siamo una Factory.

Pensi che la presenza di Genesio Bevilacqua nel team possa essere una spinta in più per tutti, con la sua passione e la sua determinazione?

Secondo me Genesio porta avanti tutto questo progetto e lui non ha il bisogno di sentirsi in un team Factory. Lui ha il suo team, vuole fare come con Carlo Checa quando vinse il titolo con la Ducati. Se metti assieme un buon team di tecnici e fai il massimo, qualche volta puoi anche fregare qualcuno degli ufficialissimi. Ed è esattamente quello che vuole fare lui, vuole vincere sempre. E’ il suo riferimento ed è il motivo per cui fa sempre il massimo e chiede il massimo a tutti. Vuole che tutti migliorino, che le cose vadano sempre meglio.

Pensi che quest’anno sia presto, oppure le condizioni per ambire ad una vittoria ci sono?

Per noi è abbastanza dura, perché la BMW è abbastanza difficile da imparare e da mettere a punto al meglio. Però noi abbiamo voglia di essere avanti, di confrontarci con i migliori e lottare con loro. Sappiamo che gli altri hanno più esperienza, hanno prestazioni migliori e hanno anche fatto più test all’inizio della stagione. Quando capita che hanno problemi, sanno perfettamente come sistemarli. Noi invece abbiamo bisogno di più tempo per capire che strada prendere quando c’è un problema. Siamo sempre un passo avanti rispetto al team Milwaukee, perché abbiamo tutto più chiaro. Finora ci siam limitati a conoscere la moto al meglio, a sistemare solo la ciclistica. Per ora vogliamo andare al limite con quello che abbiamo, come stiamo facendo in queste gare. Solo dopo penseremo a costruire pezzi nuovi. Facciamo sempre passi avanti, anche piccoli. Perché facciamo tutti miglioramenti che si possono fare in poco tempo.

Pensi che la pausa lunga di questa estate possa essere di aiuto per la vostra fase di crescita?

Un mese e mezzo di pausa è decisamente troppo. Ma forse è anche troppo correre un weekend si e uno no. Penso che faremo qualche test nella pausa, che sarebbe importantissimo. Io ho tanta voglia di farne. I primi test li abbiamo fatti a Vallelunga perché è un tracciato vicino alla sede del team ed anche perché in inverno si possono sfruttare tre o quattro ore della giornata per stare in pista. I prossimi non so dove li faremo, gli ultimi li abbiamo fatti a Jerez.

Quest’anno hai in squadra un pilota giovane, ma che ha una grande esperienza con questa moto. Come procede la convivenza con questo pilota?

Va benissimo tra noi, parliamo molto e ci aiutiamo a vicenda. Lui ha una grandissima esperienza con questa moto, la guida in Germania dal 2011 se non sbaglio e la conosce tantissimo. Lui sa portarla subito al limite, sa essere cattivo, sa come guidarla anche sui circuiti nuovi per lui. Questo aiuta anche me, perché mi aiuta molto a mettere a posto la moto prima, a percepire il limite. Noi abbiamo due setup e due stili di guida molto diversi, ma questo ci aiuta tanto nel confrontare le prestazioni. Nel nostro box c’è totale trasparenza di dati tra l’uno e l’altro, possiamo collaborare. Lo facciamo, parlando e confrontandoci su quello che va bene o male sulla moto. Nessuno si aspettava che Markus potesse andare tanto forte, perché nessuno aveva realmente capito quanto si andava forte nell’IDM. Fores l’anno scorso è partito nei primi in Qatar e nell’IDM ha fatto secondo dietro Markus. Ad Assen se non ricordo male Xavi in SBK ha fatto quinto e sesto e in IDM era arrivato secondo sempre alle spalle di Markus. In ogni caso è palese che girava molto forte anche l’anno scorso, poi è passato in SBK ed ha continuato a farlo.

1 COMMENTO