La lunga settimana dei test a Jerez

scott redding pramac test a Jerez

La stagione di gare si è conclusa con la tempesta di Valencia ma il lavoro in vista della prossima stagione è proseguito per piloti ufficiali e tester. Il 2016 è alle porte e chi si ferma è perduto

La prossima stagione porterà tantissime novità in MotoGP, con la necessità per tutti di resettare i parametri e prepararsi ad utilizzare gomme ed elettronica nuovi in gara. Grandissimo lavoro nei giorni di test a Jerez De La Frontera per Ducati, Aprilia e Honda, che hanno schierato piloti ufficiali e tester mettendo alla frusta le moto per trovare il corretto bilanciamento con le Michelin.

Marquez e Pedrosa si sono impegnati a lungo, mettendo a paragone tantissime novità di motore e telaio, cercando di non ripetere gli errori commessi durante l’inverno scorso che hanno pregiudicato la stagione appena conclusa, con scelte sbagliate in fatto di telaio. I tempi sono stati buoni come sempre, con Marquez che è stato a lungo il più veloce in pista ma ha anche accusato diverse cadute nel tentativo di trovare il limite con le nuove gomme. Anche Pedrosa è andato forte, ma si è lamentato di scarso feeling soprattutto con il motore evoluto portato in pista da HRC.

In casa Ducati le migliori notizie sono giunte dal nuovo arrivato Scott Redding che pare aver trovato immediatamente un feeling incredibile con la GP15. La moto di Borgo Panigale sembra essere quella maggiormente a proprio agio con le gomme francesi e il britannico di Pramac ha segnato il miglior tempo della sessione, lasciandosi alle spalle per più di mezzo secondo proprio Marc Marquez. Buon lavoro anche di Danilo Petrucci che ha finalmente messo le mani sulla moto utilizzata da Iannone e Dovizioso nel 2015. I due ufficiali Ducati non hanno mai spinto realmente al limite, ma la sensazione generale è che la Ducati si adatti meglio di altre moto alle Michelin.

A Jerez c’era anche l’Aprilia, in attesa di mettere in pista la nuova e tanto attesa moto. La Casa di Noale ha corso per tutto il 2015 con una moto ibrida, che aveva tantissime parti in comune con la RSV4 SBK e non poteva essere considerata un vero prototipo MotoGP a tutti gli effetti. La RS-GP ha però mostrato grandi segni di crescita sul finale di stagione, regalando diverse belle soddisfazioni grazie alle performance di Bradl, che ha cancellato la brutta stagione del predecessore Melandri a suon di risultati. Anche per la Casa veneta i test si sono concentrati sulle nuove gomme, nel tentativo di costruire un prototipo che possa sfruttarle al massimo.

Oltre alla MotoGP, a Jerez hanno girato anche le SBK di Kawasaki, Ducati, BMW, Honda e Yamaha. Le verdone hanno ripreso esattamente da dove avevano lasciato, dominando i test con tempi da riferimento, perfettamente in linea con quelli delle MotoGP. Sykes e Rea sono stati spesso più veloci di alcuni prototipi in pista ed hanno staccato i rivali in maniera piuttosto importante.
Il primo inseguitore è risultato Xavi Fores, nuovo pilota del Team Barni, che ha incassato oltre un secondo di distacco. Lo spagnolo è stato più veloce dei titolari Davies e Giugliano, finalmente di nuovo in sella alla Panigale ed attento soprattutto a fare tanti km senza inutili cadute.

A Jerez ci sono stati anche importantissime novità nel paddock SBK e una delle più importanti è stata dire il debutto di Althea nella gestione delle BMW ufficiali con Torres e Reitemberger. La compagine gestita da Genesio Bevilacqua ha fatto girare i piloti a lungo, raccogliendo anche ottimi riscontri cronometrici.

Nicky Hayden ha affrontato per la prima volta la muta di avversari al completo, trovandosi bene con la CBR di Ten Kate, che ha valutato addirittura più raffinata dal punto di vista dell’elettronica rispetto alla RCV Open con cui ha corso lo scorso anno.

Debutto anche per la Yamaha con Lowes e Guintoli, che hanno girato senza trasponder ma sono accreditati di ottimi tempi. Sembra che il britannico si sia reso protagonista di una brutta caduta proprio mentre teneva la ruota di Marquez con la RCV, il che potrebbe dare il senso della misura riguardo la competitività della R1 di Iwata al rientro in SBK. L’infortunio rimediato non ha spento gli entusiasmi dell’inglese, che si è detto entusiasta delle sensazioni incassate durante i test e non vede l’ora di portare in gara la nuova arma Yamaha.

Grandissima curiosità c’era poi per il test MV Agusta che ha portato in pista Marco Melandri. Macio non saliva in sella da cinque mesi ma ci ha messo poco a ritrovare il feeling grazie alla confidenza ricevuta dalla SBK varesina, girando come l’ufficiale Leon Camier. Le moto sono attualmente gestite da Giovanni Cuzari e dalla Forward e sembra che la strada imboccata sia quella giusta. Per un pilota come Melandri la confidenza con la moto è tutto e sembra che il pilota ravennate abbia trovato grande complicità con il granitico anteriore della F4, moto che evidentemente si sposa bene con le necessità di Marco. Ad oggi, non è stato confermato nessun impegno ulteriore per la coppia MV-Melandri, ma i presupposti sono ottimi e le possibilità di rivedere il 33 in gara l’anno prossimo sui circuiti del WSBK sono abbastanza forti.

Adesso il lavoro si ferma per tutti e i prossimi test si svolgeranno direttamente a gennaio sia per MotoGP che per SBK.