La profonda crisi di Melandri in Aprilia

Il Mugello ha rappresentato il periodo più alto della crisi tra Melandri e Aprilia

La gara del Mugello ha rappresentato forse il punto più basso di una crisi che si protrae dall’inizio della stagione tra un grande pilota italiano e una grandissima casa italiana: 54 titoli mondiali sono un pezzo di storia del motociclismo mondiale incredibile! Naturalmente parliamo di Aprilia. All’inizio di questa stagione hanno deciso di chiudere i battenti con la Superbike dove sono i più vincitori degli ultimi sette anni e di tentare la carta della MotoGP spostando due piloti come Bautista e Marco Melandri con un mega team glorioso come quello di Gresini.

Questa mossa si è rivelata un boomerang per l’immagine di una casa così vittoriosa. Non sono riusciti a ottenere nessun tipo di risultato. Melandri zero motivato, Bautista che tenta di spremere il poco che c’è da questa strana moto derivata dalla Superbike. Una mossa insomma difficile da decifrare e da capire. Quindi bisognerebbe davvero chiedere ad Aprilia come possiamo aiutarla, come possiamo dargli una mano.

Il Mugello ha rappresentato anche il periodo più alto della crisi fra un grande talento vice campione del mondo GP come Marco Melandri e la casa che lo aveva fatto diventare campione del mondo della 250. Insomma è una situazione che rischia una brutta frattura prima dell’inizio dell’anno. Viene da chiedersi ma perché non avete lasciato Melandri in Superbike al posto di Haslam o di Torres e perché non avete messo un Michel Fabrizio o Scassa, un ragazzo giovane italiano a fare questo sviluppo che pare lontanissimo da dare i suoi frutti.

Evidentemente la fuga di Dall’Igna ha creato un effetto domino tremendo però bisogna rimboccarsi le maniche perché non si può perdere un pilota come Melandri e non si può certo vedere in questa situazione una casa meravigliosa leggendaria storica come l’Aprilia.

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