La Superbike ha cambiato volto

A Phillip Island è andato in scena un inizio del Mondiale pirotecnico: duelli e sorpassi esaltanti che fanno prevedere una stagione ben diversa da quella precedente

Inizio spaziale per la Superbike che ci ha regalato tre splendide gare che hanno di colpo cancellato la noiosissima stagione 2015. In grossissimo affanno rispetto ad una GP che con una stagione culminata col “Biscotto di Valencia” ha letteralmente tenuto banco e offuscato una SBK prevedibile e dominata da Rea senza emozioni. Con un’apertura pirotecnica come questa di Phillip Island è assolutamente lecito prevedere una stagione ben diversa da quella passata. Era davvero un pezzo che non si vedevano tre gare di gruppo, combattute e incerte dal primo all’ultimo giro con duelli e sorpassi da far drizzare i capelli e soprattutto con scivolate e cadute dovute ad uno spirito agonistico accesissimo. Come la caduta di Davies che ha preferito sdraiarsi all’ultimo giro piuttosto che cedere per la seconda volta a Rea. Questo è il vero spirito SBK andato perso nelle ultime stagioni annacquate da gare noiose e mancanza di confronti diretti. Inoltre non sono mancati i motivi tecnici molto interessanti come la resurrezione della nonnina Honda FireBlade che con ben 12 anni di carriera ha permesso allo scatenato Van Der Mark di fare due gare stupende.

Sicuramente l’arrivo di Hayden ha costretto l’HRC ha tirare fuori qualche pezzo della moto usata a Suzuka e molto diversa dalla solita CBR Ten Kate. Ottimo il ritorno in forze della BMW con due squadre top e piloti di ottimo livello. Come era ipotizzabile la splendida Yamaha R1m affidata a due piloti tranquilli e gestita da un team inconsistente non potrà puntare al titolo 2016. Ha impressionato di più il ritorno della splendida RSV4 Aprilia con uno stratosferico Lorenzo Savadori che al debutto con una moto tirata fuori dalle cantine solo due settimane prima del via del Mondiale ha mostrato una notevole grinta e velocità. Ancora di più ha impressionato il debutto di Caricasulo che termina sul podio una gara selvaggia e combattutissima dove i due top rider sono finiti fuoripista. Soufoglu in terra e Clusel nelle vie di fuga. Nel complesso uno splendido inizio per una SBK e una WSS in cerca di un rilancio e soprattutto di una nuova collocazione dopo cambiamenti regolamentari e di orari che hanno spaesato e disinnamorato gli appassionati di queste splendide moto.