La versione Senna – Prost 2.0

Il Mondiale di Formula 1 2015 è una faccenda privata tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton. Una versione aggiornata della coppia Senna – Prost

Nel GP d’Austria abbiamo assistito all’ennesimo assolo delle frecce d’argento tedesche. Dopo averci illusi con il passo mostrato nelle prove libere, la Rossa sul circuito austriaco del Red Bull Ring è tornata presto tra i ranghi. Il GP ha solo confermato che questo Mondiale F1 2015 è una faccenda privata tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton.

Negli ultimi due anni, si sono sprecati paragoni tra questa coppia di drivers ed altre che hanno scritto la storia della F1. Il primo confronto, che nasce assolutamente spontaneo, è quello con la coppia per eccellenza. Parliamo ovviamente di Sua Maestà Ayrton Senna ed il Professore Alain Prost.

Velocità, istinto e talento carioca contro razionalità, intelligenza tattica e cattiveria agonistica francese. Hamilton è inglese eppure ritroviamo in lui tutto il sangue latino di Senna ed uno spiccatissimo feeling con la velocità pura. Poche balle e piede pesantissimo sempre. Rosberg mixa sapientemente le doti che hanno reso celebre Prost, aggiungendo un pizzico di fortuna che non guasta mai.

Due episodi da soli bastano per disegnare il confronto tra queste due coppie. Ricordo che le scaramucce tra i due piloti McLaren sono iniziate subito, al primo test del magico 1988. Quell’anno Prost vede arrivare in squadra Ayrton, che negli ultimi anni aveva portato la Lotus Honda dove assolutamente non poteva stare. Spesso era partito in pole ma non sempre aveva concretizzato. Grandi soddisfazioni ma una fame di vittoria immensa. I giapponesi della Honda conoscono bene il valore di Ayrton e lo portano in McLaren. La macchina è la stellare Mp4/4, la ragazza cattiva, quella che su sedici gare corse ne ha vinte quindici. Stessa cosa per la questione qualifiche. Imbarazzante per tutti gli altri.

Ma siamo ad Imola e la stagione non è ancora iniziata. La F1 era una cosa seria ma non c’erano i soldi di oggi. In Inghilterra a Gennaio piove sempre così la McLaren porta la macchina a fare una sgambata e la fa provare ad entrambi i piloti in Italia. Quando scrivo la macchina, è proprio perché di Mp4/4 complete ce n’è una sola. Se la devono dividere i due piloti: è il primo test per Senna in McLaren. Prost è caposquadra, tocca a lui inaugurare la macchina. Fa la mattinata, gira in lungo e largo. Quando arriva il momento del cambio pilota si posiziona la pedaliera per Ayrton, sedile dentro ed è tutto pronto. Senna chiede all’ingegnere se Prost ha detto qualcosa sulla macchina. “Tutto ok Ayrton, la macchina è perfetta”. Non è la voce dell’ingegnere, ma direttamente quella di Alain che si avvicina al carioca e gli da anche il pollice in su. Potrebbe sembrare un benvenuto affettuoso. Il brasiliano ingrana la marcia e parte. Il rumore di quel V6 Turbo è lancinante ed essendo solo in pista è possibile seguirlo per tutto il giro. Senti i giri del motore che vanno su e giù, gli scoppi in rilascio del gas e se chiudi gli occhi puoi immaginare tutto il giro e sai sempre esattamente dove si trova la macchina. Il GPS non l’hanno inventato ancora quindi ci si affida all’udito per localizzare la macchina. Il vantaggio è che non si scarica neanche la batteria del cervello perché l’impostazione “udito” è sempre attiva nei cervelli dei meccanici al box. Bei tempi. Imola è ancora pura, non ci sono le varianti e Senna affronta il Tamburello in pieno. Corsi e ricorsi storici e brividi solo a pensarci.  Dopo il giro di lancio, dal box si vede la macchina passare il rettilineo e lanciarsi verso la staccata della Tosa. Le marce scalate, lo scarico che urla e poi silenzio. Motore spento, macchina nella ghiaia. Quando lo recuperano Senna è incazzatissimo. L’ingegnere gli fa: “Sbagliato la staccata?”. Lui lo fa avvicinare ai dischi dei freni. Il buon professor Alain, durante la mattinata aveva messo ko l’impianto. E si era ben guardato dal comunicarlo. Ayrton guarda l’ingegnere e gli fa: “Se questo è il benvenuto affettuoso, siamo a posto”. Il resto è storia.

Salto in avanti di ventisei anni e siamo nel 2014. Hamilton è arrivato in Mercedes e ha trovato un osso molto più duro del previsto in Rosberg. Che Nico fosse un cliente tosto era già stato percepito da tutti, soprattutto dal cannibale Schumacher. Sono proprio le prestazioni di Nico che convincono il tedesco a deporre le armi definitivamente. La costanza e la tenacia di Nico gli hanno permesso di conquistare la prima vittoria per la Mercedes GP in Cina nel 2013 e di chiudere il Mondiale a meno di venti punti dal più blasonato compagno di squadra.

La F1 del 2014 è appena passata attraverso il terremoto regolamentare che ha cambiato per sempre la faccia di questo sport. Le macchine non fanno più rumore, vanno dieci secondi al giro più lente e sono pure brutte. Ma brutte sul serio. Complimenti agli ingegneri che hanno ideato il regolamento tecnico deturpando il viso di Monna Lisa e dandole pure la voce di una piccola sportiva turbo dei primi anni 80’ truccata. Il termine Tuning l’hanno inventato dopo!

L’unico vero vantaggio di un grande cambiamento regolamentare è che si rimescolano le carte ed ecco che la Red Bull perde la sua imbattibilità, la Lotus passa da outsider di ogni GP al ruolo di comprimaria ma per la Ferrari non cambia praticamente nulla. Le prendeva prima continua a prenderle anche adesso. La vera vincitrice è la Mercedes che interpreta al meglio il regolamento e fa un motore stellare. Riesce anche a fare un telaio stellare ed ecco che il Mondiale F1 diventa un affare privato tra Nico e Lewis praticamente subito.

In Australia Hamilton fa la pole ma la macchina non parte e Rosberg vince il primo GP. Lewis rimedia subito e cala un poker di vittorie fantastico. Nico colleziona quattro arrivi in seconda posizione e non molla neanche un centimetro al Figlio del vento inglese. La simpatia e la complicità stanno iniziando ad essere sostituiti da sguardi che potrebbero scambiarsi Tyson ed Holyfield. Dopo il morso.

La sesta gara è a Monaco e per il tedeschino è un GP di casa. Rosberg ha già mostrato di saper andare forte nel toboga monegasco e stampa un giro velocissimo che lo piazza in pole provvisoria. Subito dopo si lancia Lewis che aspettava solo il momento buono. Ma passata la salita della Santa Devota, ecco spuntare bandiere gialle da tutte le parti. Su il piede, possibile pole andata e sicura bastardata subita. Al Mirabeau, una curva in discesa che non presenta difficoltà particolari, Rosberg si è piantato. Non ci sono le condizioni di sicurezza per lasciare via libera ai piloti e la bandiera gialla è obbligatoria. Nico conquista la pole con la manovra più difficile della sua carriera, piantandosi in una curva da 80 all’ora. Il 2 davanti non l’ho mancato, non c’è proprio. Chapeau.

Fine dell’amicizia ed inizio del duello vero, crudo e genuino che anima il Mondiale F1 dell’ultimo biennio. Intervistato sulla coppia Senna–Prost, Dennis rilasciò questa dichiarazione: ”Tra i due sul piano della velocità pura non c’è storia. Ayrton asfalta Alain nove volte su dieci. Ma se guardiamo ad un Campionato F1 intero, la faccenda cambia ed il contronto si fa molto più equilibrato”.

Credo che Lewis sul piano della velocità, sia superiore a Nico. Ma durante il campionato può capitare di tutto, anche di girarsi al Mirabeau proprio venti secondi dopo aver fatto la pole. In Austria il distacco tra i due si è ridotto a dieci punti e il Mondiale sembra di nuovo apertissimo. Non sappiamo quando riuscirà ad infilarsi qualcun altro nella lotta per il titolo ma intanto godiamoci questo confronto Hamilton- Rosberg, che in alcuni frangenti sembra un Senna–Prost 2.0.

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