Leon Camier e il suo futuro in SBK

leon camier sbk 2016
@Giandomenico Papello

La MV Agusta F4 non è certamente la più recente tra le sportive in pista, ma il grande lavoro di sviluppo e il talento di Leon Camier stanno facendo la differenza. Dopo il quarto posto di Assen resta da conquistare il primo podio in SBK

Leon Camier è un pilota che ha corso con tante moto, da Ducati, Honda e Yamaha nel BSB alle Aprilia e Suzuki in WSBK. Dal 2015 porta in gara la bellissima F4 e con tenacia ha fatto crescere la moto tantissimo, tanto da essere spesso tra i più veloci in pista. In questa intervista ci parla del suo futuro e dei team che vorrebbero prenderlo nel 2017. Lui per ora aspetta le decisioni MV Agusta: è determinato a fare il massimo con la Casa di Schiranna.

Nella gara di Assen hai raccolto il miglior risultato da quando corri in SBK con la MV Agusta. Quale pensi sia il vero livello attuale della moto?

La moto ha un potenziale molto elevato, anche se non ha fatto molti progressi da quest’inverno. Ma in quel periodo abbiamo fatto alcuni cambiamenti davvero fondamentali. Abbiamo cambiato il serbatoio, che ora è leggermente più arretrato per portare il peso in basso. Il telaio, che ha una rigidità leggermente differente. Queste sono le differenze più grandi, assieme all’elettronica e ci hanno permesso di fare un buon passo avanti. Per ora la potenza non è cresciuta molto, abbiamo ancora bisogno di maggiore potenza. Questo è il vero problema adesso, il telaio è a posto. Dobbiamo fare qualche altro passo avanti con l’elettronica e con il motore, che è la cosa più importante. Penso che con qualche piccolo miglioramento possiamo essere davvero forti, perché ad Assen stavo venendo da una lunga rimonta, ma il tempo sul giro è stato davvero ottimo. Spesso sono stato anche il più veloce in pista e la seconda parte di gara non è stata affatto male. Perciò penso che abbiamo bisogno di un altro passo avanti. Anche qui ad Imola siamo stati veloci, ma adesso abbiamo individuato il punto in cui perdiamo più tempo, ed è il momento in cui apriamo il gas. Ma se la ciclistica funziona davvero bene come sempre, penso che potremmo essere molto forti.

Si parla da tanto tempo di una nuova MV Agusta sportiva a cilindrata piena. Esiste, tu hai avuto modo di vederla?

Si, la moto c’è. L’ho vista, ma non so cosa succederà perché la mia prima impressione sulla moto è che si tratta di una moto da strada, e non una moto pensata per le gare. Con le regole che ci sono oggi in SBK, penso che dovranno cambiarla parecchio. Questo perché i costruttori oggi devono produrre moto che siano già pronte per andare in gara. Per essere competitivi nelle gare, è necessario che la configurazione di base sia davvero ottima. Questo non è esattamente la situazione che ho visto, ma so che stanno cambiando delle cose. Non so se saranno pronti in pochi mesi o meno, ma ci stanno lavorando. Secondo me il telaio non è affatto male, non ha bisogno di chissà quali cambiamenti. Per il motore la situazione è diversa.

Tu hai iniziato nella BSB, che ha tracciati molto diversi da quelli del mondiale. Credi che su quel tipo di tracciati sia più facile per un talento emergere, rispetto a quelli del Mondiale SBK?

Non credo sia così. Penso che se una moto funziona bene tu puoi fare vedere il tuo talento. Guarda cosa ha fatto Johnny Rea, o anche Chaz, Lowes o proprio io. Veniamo tutti dalla stessa situazione, abbiamo corso assieme per tanto tempi spingendoci l’un l’altro sempre più in alto. Secondo me dipende tutto dal pacchetto che è la cosa più importante. Se quello è ok, tu puoi fare il resto.

Hai già preso accordi per la stagione 2017? Le tue performance dell’ultimo periodo ti stanno aiutando nelle trattative per il futuro?

Adesso c’è un grande interesse verso di me, il che è ovviamente un’ottima notizia che mi rende felice. Ci sono costruttori che stanno spingendo per chiudere con me, ma prima voglio capire cosa farà MV. Dobbiamo ancora parlarne ma voglio una moto competitiva. Il mio obiettivo è tornare a competere per le prime posizioni, avere le chance per vincere ogni fine settimana. Qui può capitare di essere tra i primi qualche volta anche con questo pacchetto. I costruttori stanno notando quello che sto facendo in MV e spero che questo venga considerato nelle discussioni per l’anno prossimo. Sto esplorando varie strade, vorrei capire il budget di MV e se ci saranno sviluppi importanti sulla moto. Ora il team che corre è completamente separato dalla fabbrica e il proprietario e boss del team Andrea Quadranti sta facendo un lavoro davvero fantastico. Penso che se potremo continuare a sviluppare la moto potremmo restare ancora forti.

Durante l’inverso scorso si è parlato tanto della possibilità di avere in squadra con te Marco Melandri. Poi non si è concretizzato nulla, ma tu hai detto che è stato meglio così perché pensi che non ci fossero le condizioni per avere due moto. Cosa ne pensi oggi?

Questo è esattamente il punto. Se Marco fosse arrivato nel team, forse non ci sarebbero state risorse sufficienti per tutti. Non perché stiamo parlando di Marco ma è solo perché non c’erano le risorse. Non c’erano abbastanza soldi per la moto, per i tecnici, per niente. Neanche per sviluppare la moto e questo sarebbe stato un grosso problema. Non parlo di me, perché siamo due piloti molto diversi, ma perché senza soldi per sviluppare, per avere uno staff completo e pagare un altro pilota, sarebbe stato davvero una situazione pessima per tutto il team e per la moto.

Ormai corri da tanti anni e hai avuto tanti rivali in squadra con te. Dal BSB alla WSBK, qual è stato il compagno di team che ti ha impressionato di più in questi anni?

E’ una domanda molto difficile. Quando ero nel BSB in Inghilterra avevo con me in squadra Shane Byrne, che era davvero molto forte. Io ero ancora molto giovane, stavo imparando e venivo da un brutto infortunio alla gamba. Poi ad inizio anno mi feci anche male alla spalla, quindi non ero al top. Ma lui era davvero forte. Anche Biaggi ovviamente è stato un compagno velocissimo. Ricordo che una volta stavo seguendo Max in pista ma ero in Suzuki, proprio alle sue spalle. Lo avevo preso e lo stavo per passare. Ricordo che eravamo alla curva 13 di Portimao e lui frenò. Fece una striscia nera a terra con l’anteriore della moto che cercava di chiudersi, ma non cadde e rimase davanti. Se fai una cosa del genere, di solito cadi. Ma Max riusciva a tenere la moto in piedi ed era impressionante. Biaggi era di certo un grande pilota, anche se le situazione in Aprilia quando eravamo assieme non era il massimo, perchè le due moto erano molto diverse.

MV Agusta F4 RC promo with Leon Camier [VIDEO]