Lewis Hamilton alla ricerca del Poker

Lewis Hamilton

Una poltrona per quattro: la carriera e le probabilità di vittoria dei principali candidati all’iride 2016 di Formula 1 in questo speciale diviso in quattro appuntamenti. Il primo pretendente non può che essere il campione in carica Lewis Hamilton

Non si assiste tutti gli anni ad un esordio fulminante come quello di Lewis Hamilton. Siamo nel 2007, la McLaren è quella del dopo Raikkonen, con il finlandese passato al “lato Rosso della Forza”, e una squadra ansiosa di tornare a lottare per il mondiale dopo anni in cui l’affidabilità precaria della monoposto, e soprattutto del motore Mercedes, avevano proibito allo storico team inglese ogni velleità.

L’anglocaraibico, classe ’85, approda quindi in Formula 1 a soli 21 anni, sotto l’ala protettiva del suo “papà sportivo” Ron Dennis, e stupisce subito tutti con il suo talento cristallino, la sua innata velocità e le sue capacità in fase di sorpasso. Certo, non è un’opportunità concessa a molti quella di poter esordire nella massima formula automobilistica con un top team e una vettura da prime posizioni come la MP4-22, ma Lewis aveva già dimostrato, dalle categorie minori fino al dominio assoluto del campionato GP2 nel 2006, di meritare quel posto e quella possibilità. Di certo non era previsto che Lewis Hamilton potesse lottare per il titolo nell’anno dell’esordio, non solo perché si trattava di un debuttante senza esperienza, ma anche perché nel box di fianco c’era un certo Fernando Alonso, fresco di doppietta iridata con la Renault ed accasatosi in McLaren con i galloni di prima guida.

Ma le cose vanno diversamente. Già nella prima gara, in Australia, Lewis Hamilton alla partenza mette le sue ruote davanti a quelle del compagno, mettendo subito in chiaro che non gli avrebbe reso vita facile. È così nel corso della stagione, con il crescere dei dissapori tra la McLaren e lo spagnolo, Lewis Hamilton riesce a tenere testa ad Alonso e a stargli davanti in classifica, ponendosi come principale candidato al titolo iridato nella sua stagione d’esordio. Le ultime due gare, però, riservano ad un Lewis già in odore di mondiale una serie di amare sorprese, con il ritiro nella ghiaia all’entrata dei box in Cina e il problema di affidabilità al cambio in Brasile che consentono infine a Raikkonen di avere la meglio su entrambi i piloti McLaren e di aggiudicarsi il mondiale. Sfuma il titolo quindi, ma il debutto di Hamilton resta ugualmente nella storia.

L’anno successivo, liberatosi dello spagnolo e con un compagno di squadra decisamente meno ingombrante come Kovalainen, Hamilton si sfida con il ferrarista Felipe Massa, arrivando all’ultima gara in testa al mondiale con un buon vantaggio di punti sul rivale. Ma anche stavolta le cose non girano per il verso giusto, il Gran Premio del Brasile si rivela infatti una gara rocambolesca con la pioggia che cambia le carte in tavola, e Lewis Hamilton che rischia di perdere nuovamente il mondiale negli ultimi giri, quando un certo Sebastian Vettel, a bordo della Toro Rosso, gli toglie l’ultima posizione utile per portare a casa il titolo. Stavolta però la sorte è benevola, e mentre Massa va a vincere la gara con il titolo ormai in tasca, Hamilton con un sorpasso in extremis su Glock porta a casa la quinta posizione e quindi i punti necessari a diventare, finalmente, campione del mondo per la prima volta.

Nel 2009, con il cambio delle regolamento tecnico, la McLaren perde competitività ed Hamilton non può difendere il titolo appena conquistato, dovendo accontentarsi di lottare per i piazzamenti alle spalle di Brawn GP e Red Bull. Durante l’anno riesce comunque a cogliere due insperate vittorie. Le stagioni successive vedono Lewis Hamilton avere fortune alterne. Nel 2010, con una monoposto meno competitiva della rivale Red Bull, resta in lotta per il titolo fino all’ultima gara, ma due ritiri consecutivi per incidente, nella fase cruciale del campionato, riducono drasticamente le sue possibilità di vittoria finale, con Vettel che conquista il primo dei suoi quattro titoli consecutivi. Il 2011 è probabilmente la sua stagione peggiore, ottiene comunque tre successi ma commette una serie di errori e termina l’anno per la prima volta alle spalle del compagno di squadra, Jenson Button, meno veloce ma più consistente. Siamo al 2012, la McLaren è tra le vetture più competitive, ma una serie di errori ai box e problemi di affidabilità escludono ancora una volta Lewis Hamilton dalla lotta al titolo. All’inglese l’ambiente McLaren comincia a stare stretto e, a sorpresa, decide di passare alla Mercedes a partire dalla stagione successiva. Una scelta rischiosa considerando che la casa di Stoccarda, tornata in Formula 1 in prima persona dal 2010, non aveva mai brillato particolarmente, finendo in classifica sempre dietro alla “cliente” McLaren, alla quale continuava a fornire i propulsori.

Così nel 2013 inizia la nuova avventura di Lewis Hamilton, che si ritrova come compagno di squadra l’amico Nico Rosberg. Per la Mercedes si tratta di un anno di transizione, la vettura si dimostra abbastanza valida ma non in grado di lottare per il titolo e Lewis chiude il campionato in una buona quarta posizione, ottenendo anche una vittoria.

L’anno successivo, con la rivoluzione tecnica e l’introduzione delle power unit, Lewis Hamilton raccoglie i frutti della sua decisione di cambiare team. La Mercedes si dimostra infatti una vettura dominante, capace di vincere quasi tutte le gare in programma. Quell’anno l’inglese affronta un coriaceo Rosberg, che gli contende il mondiale fino all’ultima gara pur ottenendo la metà delle vittorie di Lewis. Ad Abu Dhabi Hamilton si laurea quindi campione del mondo per la seconda volta in carriera con ben undici vittorie complessive.

Siamo al presente, la stagione 2015 appena conclusa e la musica non è cambiata. La Mercedes è sugli scudi e Lewis Hamilton, a differenza dell’anno precedente, riesce a vincere nettamente il confronto con Rosberg e a portare a casa un altro mondiale con ben 3 gare di anticipo e con altre 10 vittorie all’attivo. Da quel momento Lewis, forse già soddisfatto della vittoria iridata e meno motivato, o distratto dalle sue frequenti incursioni negli ambienti del mondo dello spettacolo, sembra quasi aver lasciato spazio a Rosberg, che è riuscito a batterlo negli ultimi tre appuntamenti.

Cosa possiamo aspettarci da Lewis Hamilton in questo mondiale 2016 ormai alle porte? La Mercedes sarà ancora protagonista, con la sola la Ferrari, forse, in grado di impensierirla, l’inglese potrà quindi puntare quest’anno al poker iridato se mostrerà lo stato di forma visto nell’arco della scorsa stagione e non quello mostrato nelle ultime gare dopo la vittoria del titolo. Bisognerà valutare che tipo di sfida rappresenteranno per lui il compagno Rosberg e i due ferraristi, Vettel in particolare, e quanto potranno influire sui suoi risultati in pista le sue passioni per il glamour e la musica.

Ad ogni modo con la sua velocità e il suo talento, uniti a quella che è attesa ancora una volta come la migliore vettura in pista, Lewis Hamilton rappresenta al momento il principale candidato alla conquista del mondiale di Formula 1 2016.

2016 Season Preview con Lewis Hamilton [VIDEO]

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