Michele Pirro, il pilota operaio

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Michele Pirro ha portato la Desmosedici al settimo posto a Misano, con una gara concreta e una velocità che un tester non dovrebbe avere. La sua gara è stata la vera nota positiva del weekend Ducati

Il firmamento del motociclismo è costellato di stelle. Piloti che ci hanno fatto saltare sulla sedia per le loro gesta, per dei sorpassi impossibili come quello di Troy Bayliss a Monza in cui infilò 5 piloti, oppure la staccata a ruote bloccate di Kevin Schwantz su Wayne Rainey ad Hockenheim. Gesta che li hanno resi famosi, che li hanno consacrati come eroi sportivi ancor di più dei titoli mondiali conquistati.

Perchè nel cuore degli appassionati, ancor prima del palmarès, contano il cuore e l’audacia del pilota che non si arrende mai. Poi ci sono quei piloti, più o meno bravi, che non raggiungeranno mai la notorietà dei colleghi più talentuosi, ma che si faranno notare e resteranno nei cuori dei tifosi per l’impegno e la serietà che applicano al loro lavoro. Uno di questi è sicuramente Michele Pirro.

Michele Pirro è uno stacanovista della motocicletta, salito alla ribalta nelle ultime settimane per la squalifica inflittagli dalla direzione gara del CIV per un particolare fuori regolamento sulla sua Panigale. Michele è un vero operaio della moto, si alterna alla guida di moto differenti ed equipaggiate con gomme differenti (Superbike CIV, World Superbike, Motogp) senza apparente difficoltà.

E’ un velocissimo macinatore di chilometri. E’ stato campione italiano superstock 1000 per due volte e campione italiano Superbike. In una settimana è passato dal CIV in cui ha conquistato la pole ed entrambe le gare, alla MotoGP. Qui, dopo aver conquistato direttamente il passaggio alla Q2 come wild card, si è visto costretto a ripartire dalla Q1 per la cancellazione dei suoi tempi, dovendo sostituire l’infortunato Andrea Iannone. In seguito ha conquistato il 5° posto sulla griglia di partenza,  risultando il miglior ducatista in qualifica a Misano.

In gara ha finito al settimo posto, subito dietro al  compagno ufficiale Andrea Dovizioso. Un risultato forse non esaltante, considerati i quasi 23 secondi dal primo, ma vogliamo veramente chiedere ancora di più a questo ragazzo? In tutta sincerità, per essere un collaudatore è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Michele Pirro ha dimostrato il perchè nel CIV vada così forte: non è la sua moto ad essere irregolare, ma il suo polso destro. Un ragazzo semplice con la testa sulle spalle, mai un lamento o un commento fuori posto, sempre pronto a sostituire i compagni nel momento del bisogno, un talento che meriterebbe una possibilità da ufficiale almeno nella WSBK, se non addirittura in MotoGP. Purtroppo le selle sono contate, e per la favola del pilota operaio bisognerà attendere ancora un po’.

Con Andrea Iannone fuori dai giochi per l’infortunio e Andrea Dovizioso sotto tono e tutte le Ducati satellite non pervenute, Michele Pirro rimane l’unica nota positiva di questo weekend.

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