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Ciao Nicky, persona luminosa, campione e grande amico

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Tanti anni passati a raccontare il talento e la classe di Nicky Hayden, ora è assurdo scrivere un addio per un destino così crudele

Addio Nicky. Addio campione, amico, talento e persona luminosa e illuminata. E’ davvero assurdo e senza logica scrivere della tua morte dopo aver appena passato tre giorni a Imola a ridere e scherzare come sempre negli ultimi 20 anni da quando ragazzino ti ho conosciuto in California. Eppure è successo e per chi ha trascorso la sua vita a 300 all’ora è davvero come una brutta beffa di un destino molto crudele. Non mi sento di scrivere quanto eri una vera bella persona perché per fortuna anche chi non ti conosceva di persona percepiva subito tutte le tue doti umane di simpatia positività lealtà e grande serietà e rigore. Posso solo ricordare la nostra lunghissima frequentazione iniziata nel campionato AMA SBK che a Laguna si correva in concomitanza con il Mondiale.

Giovanissimo arrivasti nell’AMA SBK come una meteora e riuscisti a vincere riportando la Honda dopo 14 anni alla vittoria del titolo 2002 spezzando l’egemonia del fortissimo Matt Mladin con la Suzuki. Mi colpì subito il clan che ti seguiva con papà mamma due fratelli e due sorelle e tutti piloti di moto tranne la sorella maggiore. Poi sei arrivato nel mondiale ed ero li a Laguna quando vincesti la tua prima gara portandoti nel giro d’onore in sella papà Earl al quale avevi preso il numero 69.

Addio hayden

Non vogliamo immaginare il dolore di Earl che è stato bloccato dai medici a casa per una grave cardiopatia che gli ha impedito di venire a darti l’ultimo saluto. Dopo Laguna finisti terzo e l’anno successivo ci siamo trovati a Valencia per quella incredibile gara che ti fece vincere il titolo GP. Anche in questo caso spezzando l’egemonia di Rossi. Mi ricordo i festeggiamenti la domenica sera pieni di gioia e stupore ma senza tutti gli eccessi a cui ci avevano abituato i colleghi americani come Russell o Edwards.

Il Lunedì mi hai preso a lungo in giro quando ho girato con la tua moto a oltre 17 secondi. Alla 8 Ore di Suzuka siamo rimasti praticamente sempre insieme a seguire la battaglia in Pista perché il tuo compagno ha schiantato la moto alla prima curva. Mi ricordo le due bellissime vittorie a Daytona dove ho iniziato a capire che avevamo trovato un erede dei vari Roberts, Schwantz, Spencer etc.. Prima della gara di Laguna GP hai invitato tutta la stampa a Santa Monica per presentare un bellissimo libro che parlava della incredibile famiglia tutta votata alla velocità e alle moto. Siamo rimasti il pomeriggio intero a parlare con tutti i fratelli le sorelle ma anche papà e mamma deliziosi.

Una passione fantastica vissuta come un’avventura corale e in perfetto stile americano. Per 5 anni abbiamo iniziato l’anno nuovo insieme a Madonna di Campiglio dove la Ducati apriva la stagione sulle nevi ed eri sempre l’attrazione principale per la semplicità e la spontaneità con cui affrontavi la settimana con la stampa mondiale. E quanto hai riso a Phoenix per il dritto che ho fatto alla presentazione della CBR1000RR quando uno Stealth mi ha affiancato atterrando su una pista a pochi metri dal rettilineo della nostra Pista!!! E nessuno ci aveva avvisato e io sono rientrato ai box bianco come un cencio. Potei andare avanti per giorni perché mi stanno affiorando decine di ricordi tutti belli solari e mai banali esattamente come te, grande amico nostro che ci hai lasciato qui a piangere per questa tragedia che ti ha strappato al mondo dello sport e della moto.

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