Motegi, Pedrosa trionfa e Rossi allunga su Lorenzo

In Giappone Dani Pedrosa conquista il suo primo trionfo del 2015. Dietro di lui le due Yamaha di Rossi e Lorenzo e il compagno di scuderia Marquez

La domenica mattina di Motegi è accompagnata dalla pioggia tipica dell’autunno giapponese. Condizioni della pista tutte da scoprire e grande rimescolata alle carte. La supremazia mostrata da Jorge Lorenzo viene nuovamente messa in discussione dal meteo e Valentino Rossi ha l’opportunità di fare un bel colpaccio per la classifica del mondiale.

L’asfalto bagnato ha visto un tonico Dani Pedrosa dominare il warm up del mattino, mostrando grandissimo feeling con queste condizioni della pista e lanciando lo spagnolo tra i protagonisti più attesi della gara. Alle spalle dell’alfiere di casa Honda è l’accoppiata Yamaha con Lorenzo davanti a Rossi per meno di un decimo, esattamente come accaduto nelle qualificazioni del sabato.

A seguire le due Ducati ufficiali con Iannone e Dovizioso che sembrano a posto anche sul bagnato, e da cui ci si aspetta una bella gara oggi dopo quanto di buono hanno mostrato le Desmosedici finora nel weekend in casa del nemico Honda. Chi invece ha mostrato di soffrire queste condizioni a Motegi è Marquez, che incassa quasi un secondo di distacco da Pedrosa nel Wup e non va oltre la settima posizione, preceduto anche dalla Suzuki di Aleix Espargaro.

Quando arriva il momento dello start, è Valentino che segna l’holeshot alla prima curva tentando di andare subito ad imporre il ritmo, ma il buon Lorenzo oggi è in modalità Martillo e gli bastano due curve per passarlo ed iniziare a girare fortissimo, guadagnando decimo su decimo da subito sul rivale per la lotta al titolo. Ottima partenza per Dovizioso che si mette alle spalle del duo Yamaha mentre il compagno Iannone inizia una bella scaramuccia con Marquez, rinverdendo i fasti dei tempi della Moto2, in cui ogni domenica questo era un duello fisso. Davanti ai duellanti è Pedrosa ad occupare la quarta posizione lanciandosi all’inseguimento dei battistrada.

Bastano quattro giri al gruppo per sgranarsi e vedere Lorenzo portare il proprio vantaggio a quota tre secondi, imponendo da subito un ritmo davvero impressionante ed insostenibile per gli altri, ricordando molto da vicino le prime battute del GP di Aragon. Le posizioni restano invariate, tranne per Iannone che perde terreno facendosi passare da Marquez, Espargaro e Crutchlow. Ma lo spagnolo della Suzuki commette un errore e dopo un lungo molto pericoloso nelle vie di fuga si ritrova nono alle spalle anche di Petrucci. Ed è proprio il ternano della Ducati a rendersi protagonista di un altro errore, cadendo alla curva sette e lasciando la propria GP14.2 nella ghiaia quando mancano sedici giri al traguardo.

Al nono passaggio sul traguardo le posizioni sono cristallizzate, ma il distacco di Lorenzo che è arrivato fino a quasi quattro secondi inizia a diminuire, con lo spagnolo che sembra meno efficace dei primi giri. Rossi si avvicina al rivale, limando decimo su decimo e il pilota più veloce in pista è Dani Pedrosa, che dal quarto posto inizia a risalire la china recuperando a vista d’occhio sulla Desmosedici di Dovizioso.

Ed è proprio in questo frangente che la Ducati perde un altro pilota in gara dopo Petrucci, quando le telecamere inquadrano Iannone fermo con la sua GP15 nelle vie di fuga dopo essere incappato in un problema tecnico che sembra aver ammutolito il motore della sua Ducati. Ma le notizie negative in casa Ducati continuano, perché un Dovizioso in affanno commette un errore entrando largo in una staccata e si fa sfilare da Pedrosa e dalla sua RCV Repsol.

Quando ci si avvicina agli ultimi dieci giri il vantaggio di Lorenzo inizia a scendere in maniera importante, e Rossi riesce a riportare il proprio distacco sotto i tre secondi. Alle sue spalle anche Pedrosa continua il proprio recupero, segnando i giri più veloci in pista e guadagnando sul duo Yamaha in ogni curva. A dieci giri dalla fine la gara perde un altro protagonista con la scivolata di Maverick Vinales che subisce una brutta chiusura di sterzo all’ingresso della destra in discesa ed abbbandona il GP.

Pedrosa nel frattempo agguanta la coda della M1 di Valentino e lo passa in scioltezza lanciandosi verso l’altra Yamaha di Lorenzo, che tra i tre sembra quello maggiormente in difficoltà con le gomme e segna i tempi più alti. Il tifo italiano è ovviamente tutto per Pedrosa in questo momento, nella speranza che si metta dietro il maiorchino rivale di Rossi nella lotta al titolo e il fantino della Honda non sembra avere intenzione di deluderli, guadagnando anche tre decimi ad intermedio fino a portarsi alle spalle di Lorenzo.

Anche Valentino sfrutta il traino dello spagnolo e si riforma un trenino come nelle prime battute di gara, con Pedrosa che inizia anche a pungere Jorge facendosi vedere in qualche staccata e Valentino che si porta a meno di un secondo dal compagno di team. Daniel rompe gli indugi e nel momento in cui mancano solo sei giri alla bandiera a scacchi, passa Lorenzo ed inizia a guadagnare sui rivali Yamaha. Valentino inizia ad imitarlo nella sua marcia di avvicinamento a Jorge e si porta immediatamente alle spalle del rivale proprio sul traguardo che segna l’inizio degli ultimi cinque giri.

Dopo poche curve è Lorenzo a regalare la seconda posizione a Rossi, non riuscendo a tenere in traiettoria la propria M1 in una staccata e lasciando via libera a Valentino verso un meritato secondo posto che gli consente di aumentare il vantaggio in classifica. Alle spalle dei battistrada c’è una bella battaglia in corso tra Dovizioso e Marquez che vede lo spagnolo avere la meglio sull’italiano nella lotta per il quarto posto.

Ultimi giri in completo relax per Pedrosa che gira fluido in pista e sembra danzare con la propria RCV sull’asfalto bagnato di Motegi, mentre Valentino si limita a contenere il rientro di Lorenzo e mette in cassaforte un risultato fantastico in ottica campionato. Pedrosa taglia quindi il traguardo per una vittoria che ha un significato davvero particolare per lo spagnolo. Basta ripensare ai propositi di ritiro dopo il Qatar ed all’inizio di stagione tribolato per comprendere il valore di questa fantastica vittoria, che restituisce definitivamente il sorriso a Daniel e dimostra quanto il suo talento cristallino non sia assolutamente appannato.

Ottimo risultato per Rossi che batte Lorenzo agguantando un secondo gradino sul podio dal sapore particolare. Alla vigilia del GP Valentino non avrebbe scommesso di uscire dal Giappone con il proprio vantaggio in classifica aumentato sullo spagnolo, ma questo risultato gli regala un distacco di 18 punti nei confronti dello spagnolo restituendo tranquillità e dando fiducia al campione di Tavullia per le ultime tre gare del campionato.

Grande sconfitto del GP è proprio il maiorchino della Yamaha, che dopo aver dominato le prove per tutto il week end è stato protagonista di una tattica di gara che non ha pagato, distruggendo le gomme e non riuscendo ad arrivare agli ultimi passaggi in condizioni tali da potersi difendere dagli attacchi del rivale.

Positivo anche il GP di Marquez che conquista un buon quarto posto considerando le condizioni fisiche dello spagnolo, e soprattutto approfitta del problema di Iannone per consolidare la terza posizione in classifica generale ed aumentare il proprio vantaggio sull’italiano.

Il risultato di questo gran premio del Giappone è davvero oro per Valentino Rossi e per la sua rincorsa al decimo titolo mondiale. E’ probabile che nel trittico asiatico, quella di Motegi fosse la pista più indigesta al talento di Tavullia che confida moltissimo nelle prossime due trasferte di Phillip Island e Sepang, due circuiti che hanno sempre regalato bellissime perle ai tifosi del Dottore durante la sua carriera.

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