Moto-E World Cup, intervista a Livia Cevolini di Energica Motor

Livia Cevolini

E’ vicino il debutto della Moto-E World Cup e il Costruttore italiano Energica Motor potrebbe essere protagonista di questa rivoluzione. Intervista a Livia Cevolini, amministratore delegato dell’azienda di Modena

La Dorna ha annunciato che entro il 2019 sarà in pista una prima serie di gare a motorizzazione elettrica che correrà in concomitanza con la MotoGP. Il nome scelto dovrebbe essere Moto-E World Cup, che ricorda molto da vicino quello scelto dalla serie a quattro ruote, la Formula-E. La propulsione elettrica sta diventando un must in ambito automobilistico, come sta insegnando la storia della Tesla ed i proclami recenti di giganti quali Volkswagen, BMW e Mercedes. La Casa di Stoccarda ha addirittura deciso di rinunciare al DTM per concentrare risorse sulla Formula-E, dimostrando che questo tema riscuote sempre più attenzione. In ambito motociclistico, in Italia possiamo vantare tecnologia di altissimo livello nell’applicazione della propulsione elettrica a mezzi a due ruote, soprattutto grazie all’azienda Energica Motor, che ha sede nel cuore della Motor Valley, di preciso a Modena. Abbiamo intervistato l’Amministratore Delegato del Costruttore, Livia Cevolini, che oltre ad avere le redini dell’azienda ha partecipato attivamente alla definizione di progetti come la Energica Evo e la Ego, i due fiori all’occhiello della produzione di una realtà industriale in costante ascesa.

Siete stati dei pionieri della propulsione elettrica a due ruote. Quando è stato il momento preciso, lo step numero uno, di questa iniziativa che negli anni è cresciuta fino a rendervi un punto di riferimento del settore?

«Energica nasce da una visione imprenditoriale della mia famiglia tra il 2008 e il 2009. In quegli anni cominciammo a capire che qualcosa iniziava a muoversi nel mondo della propulsione elettrica. Ci siamo mossi con calma e abbiamo fatto quello che sappiamo fare meglio: ricerca e innovazione. Nel 2009 abbiamo colto l’occasione per sviluppare una moto da competizione completamente elettrica e siamo quindi partiti con il progetto eCRP. Abbiamo fatto due anni di gare che ci sono serviti soprattutto come scouting tecnologico, poi nel 2011 abbiamo iniziato a lavorare sulla versione stradale. Abbiamo iniziato ad adattare le esigenze di una stradale alla nuova tecnologia e alla differenza del mercato rispetto a quello racing: da qui siamo arrivati ad Energica. Abbiamo lavorato bene sul Ride-by-Wire, l’interfaccia elettronica tra il motore e la manopola del gas, un elemento cruciale per ‘domare’ e dosare l’enorme potenza dei motori elettrici. Ce lo ha riconosciuto anche Martin Eberhard, CTO di Tesla fino al 2008, che abbiamo incontrato a San Francisco durante il Where is my EGO Tour».

Il mondo del motociclismo è destinato a cambiare, sulla scia di quanto avvenuto nell’industria automobilistica. Il futuro sembra sempre più elettrico e voi siete una delle industrie all’avanguardia. Quando inizierà una diffusione sempre più capillare di moto sportive elettriche ad alte prestazioni?

«La diffusione è già in atto! Il pubblico ha un interesse sempre più crescente ed è ovviamente seguito dall’interesse degli operatori di settore. Ne è la prova la nostra rete vendita in continua espansione: al momento le moto Energica possono essere acquistate quasi in tutta Europa, fiore all’occhiello la Germania che annovera 3 concessionari Energica. In America invece abbiamo una divisione dedicata, Energica Motor Company Inc., con un team americano, un General manager, un Dealer&Service Centre nel cuore della Bay Area ed una rete di concessionari in crescita».

moto elettrica
@Energica

In un certo modo, voi rappresentate per il mercato moto, ciò che Tesla rappresenta per quello auto. Quanto made in Italy c’è nei vostri prodotti, ed a che punto è la tecnologia in Italia in questo ambito rispetto agli altri paesi?

«La supply chain dei nostri prodotti è per circa l’80% italiana, per quanto possibile cerchiamo di mantenere i nostri veicoli orgogliosamente made in Italy. Per quanto riguarda la tecnologia Energica ha saputo introdurre sul mercato un nuovo know-how senza precedenti rispetto agli altri paesi. Abbiamo creato da zero un veicolo ad elevate prestazioni lavorando moltissimo sull’elettronica e portando “innovazione” su componenti cruciali come le batterie. Al momento il nostro R&D ha ottenuto 3 brevetti: supply unit (cassa batterie), VCU (Vehicle Control Unit) e eABS. Siamo molto soddisfatti di ciò che abbiamo raggiunto e di aver portato avanti il nostro lavoro nel nostro territorio, l’Italian Motor Valley. Abbiamo ricevuto molto consenso da parte della comunità scientifica, siamo quindi orgogliosi che la nostra innovazione e ricerca stia trasformando l’Italia in un polo per la mobilità sostenibile a due ruote».

Carmelo Ezpeleta sta facendo sempre più spesso riferimento ad una categoria a propulsione elettrica che correrà assieme alla MotoGP già a partire dal 2019. Siete stati coinvolti in questo progetto?

«Siamo al corrente, come ormai tutti, del progetto e crediamo sia davvero un ottimo progetto. Del resto era quello che auspicavamo partisse fin dagli anni del TTXGP, ora potrà essere gestito in maniera professionale come solo Dorna sa fare grazie alla sua esperienza unica e di lunghissima data».

Avete già avuto modo di “ragionare” su un regolamento sportivo, sui dati tecnici che caratterizzeranno la categoria? Si punta al fornitore unico?

«No, questo è di competenza Dorna, siamo sicuri che faranno un lavoro eccellente come sempre. Ovviamente se dovessero richiedere il nostro supporto saremo ben lieti di darlo».

Qualche anno fa le moto elettriche apparivano molto lontane, ma il progresso tecnologico dimostra che le prestazioni e la sfruttabilità di questi mezzi è sempre più vicina a quello di propulsioni tradizionali. Ragionando in ambito sportivo, oggi quel’è il principale limite di questi mezzi?

«Sicuramente strutturare i circuiti con delle colonnine di ricarica Fast potrà essere un valido elemento di aiuto. In parallelo, al futuro debutto della Moto-e, l’innovazione sarà andata avanti e ci saranno immagino nuovi accorgimenti e miglioramenti tecnici sul range a pari potenza».

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@Energica – Ph. Giancarlo Muratori

I passi avanti dal punto di vista delle prestazioni negli ultimi anni sono stati enormi. Al TT, nella categoria Zero, piloti come Anstey e McGuinnes hanno girato a medie incredibili. Quale potrebbe essere un target realistico per un best lap nel 2019 su un tracciato del mondiale? Pensa sia plausibile competere con i tempi della Moto2 e poi arrivare in scia alle MotoGP in futuro?

«Non è un traguardo lontano, tutto dipende dal numero dei giri. Comunque attualmente direi un lap time tra Moto3 e Moto2».

Nel caso in cui la Dorna dovesse varare questa competizione, scegliendovi come partner, ritiene che la tecnica di guida possa determinare la necessità di stabilire nuove classi formative specifiche, replicando il percorso fatto attraverso Moto3, Moto2 e Motogp?

«Per motivi tecnici siamo ancora lontani dalla possibilità di fare 3 classi. Certo potrebbe essere formativo ma prima occorre raggiungere la motoGP dopodiché si potranno declinare le classi minori».

Sappiamo che uno dei limiti maggiori dal punto di vista tecnica è sempre stata la batteria, ma negli ultimi anni i passi avanti sono stati notevoli. Attualmente quali sono le percorrenze ipotizzabili per una moto sportiva come la vostra Energica Ego, che replica le prestazioni di una media Supersport ed in alcuni frangenti le batte anche?

«Circa una media di 150 km ma dipende dalla tipologia di guida».

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@Energica

E’ lontano il giorno in cui durante una giornata di prove libere private, tra i piloti amatoriali ci sarà qualcuno in pista con una versione dedicata completamente alla pista della vostra moto?

«Le nostre moto sono coperte da garanzia ovviamente, quindi chi procede con modifiche e guide in pista perde la garanzia. Se non si intacca la sicurezza della moto un giro in pista è già fattibile, ma sottolineo che non è il tipo di uso per cui è stata studiata. I parametri elettronici sono stati impostati per dare una garanzia molto lunga (NB. Value plan), e quindi abbiamo dovuto limitare per forza di poco le prestazioni massime in condizioni estreme, come per esempio la pista».

Siete a Modena, nel cuore della terra del mutor. Pensa che sia fantascientifica una ipotesi di collaborazione con altri attori presenti sul territorio che attualmente non operano in questo settore? Esempio concreto: La Ducati decide di investire nell’elettrico. Lo fa rivolgendosi a voi, oppure parte da zero?

«Saremmo ben lieti di collaborare con aziende illustri e di massima esperienza come Ducati. Certo non siamo in attesa di nessuno, continuiamo sulla nostra strada con la massima velocità di sviluppo. Se in futuro ci fosse l’occasione di una collaborazione che rinforzi maggiormente l’azienda tanto meglio. Siamo sicuramente inclini alle sinergie, come dimostrano le collaborazioni che già abbiamo per lo sviluppo della fast charge (ChairIn, Chargepoint, Enel – NB Energica è l’unica moto al mondo ad integrare la tecnologia di ricarica rapida DC sulla base CCS Combo) o dell’abs e degli impianti frenanti con Bosch e Brembo».