MotoGP, buon compleanno Desmodovi! Le tappe fondamentali di una crescita inarrestabile

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Andrea Dovizioso spegne oggi le candeline del suo trentaduesimo compleanno. La maggior parte li ha passati in pista ed è forse l’unico pilota amato semplicemente da tutti

Uno come Andrea Dovizioso è merce davvero rara. Non parliamo di una valutazione rivolta al ristretto numero di piloti che compongono la griglia di partenza della MotoGP. Il Dovi nazionale è proprio una bella persona, un uomo gentile ed un ragazzo che merita tutta la fortuna che ha, e al mondo di oggi trovare persone così è realmente difficile. Oggi compie trentadue anni e vale la pena ripercorrere assieme tutte le tappe fondamentali di una carriera tutta in ascesa, che lo ha proiettato nell’Olimpo dei Top Rider del motociclismo, assieme ai pesantissimi nomi di Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Manca ancora la chicca, quel titolo MotoGP tanto desiderato e inseguito, ma la sua inarrestabile crescita, frutto di un lavoro incessante e meticoloso, regaleranno anche questa perla ad una collezione di trofei e risultati sempre più ricca. Dai duelli in minimoto con Simoncelli, alle prime soddisfazioni in 125 GP.

Andrea Dovizioso iniziò a mostrare il proprio talento prestissimo, correndo in Minimoto per le piste sparse in tutt’Italia, con la spinta sempre presente del papà Antonio, appassionatissimo ed ex pilota. Negli anni corsi nella categoria di ingresso per il mondo del motociclismo nasce una rivalità con Marco Simoncelli che si è poi trascinata per tutta la carriera. Una rivalità pura, mai sfociata in frasi o attacchi, ma sempre tenuta all’interno delle piste, dove ha sempre regnato un grandissimo rispetto reciproco tra i due piloti, consapevoli ognuno del talento del proprio rivale.

I successi in Minimoto hanno aperto la strada verso le moto più grandi a Dovizioso sul finire degli anni 90’, e nel 2001 si prende il titolo Europeo Velocità 125 in sella ad un’Aprilia gestita dal Mago Guido Mancini, protagonista tra l’altro di un docufilm di Jeffrey Zani assolutamente imperdibile per gli appassionati. Il talento di Dovizioso è palese e presto arriva il debutto nel motomondiale. Nel 2003 alla quarta gara della sua seconda stagione completa di motomondiale, Andrea sale per la prima volta sul podio e lo fa in Francia, battuto da Dani Pedrosa e da Lucio Cecchinello, all’epoca ancora pilota in piena attività. Sarà quella del 2004 la stagione del trionfo iridato, con un titolo di campione del mondo 125 che arriva grazie a cinque vittoria di tappa ed un numero complessivo di undici podi. Una stagione semplicemente perfetta, corsa con classe e regolarità che gli regala la gioia del titolo.

Da campione del mondo in carica della 125, Dovizioso passa nel 2005 alla 250 GP, da tantissimi ritenuta autentica fucina di campioni. E il feeling tra questa moto e il pilota italiano è immediato. Dovizioso sale sul secondo gradino del podio già alla sua seconda apparizione nella middle class, dimostrando di essere immediatamente un grande interprete della categoria. Andrea continua a correre per la Honda, che spesso non riesce a competere con l’Aprilia nella categoria in cui la Casa di Noale fa la parte del leone. Il bottino al termine di tre stagioni iridate recita un ruolino di  quattro vittorie di tappa. Dovizioso in 250 arriva terzo nella classifica finale del 2005, anno del debutto e poi secondo sia nel 2006 che nel 2007. Per uno strano gioco di ironia della sorte, a batterlo in entrambe le stagioni è proprio quel Jorge Lorenzo che oggi condivide il box Ducati con il rider italiano, recitando ben altro ruolo rispetto a quello della lepre.

Nel 2008 i tempi sono maturi per il passaggio alla MotoGP, sempre sotto l’egida della Honda per cui Andrea corre dal 2002. Lo accompagna sempre il Team JiR Scot, ma è palese sin dalla stagione di debutto che Dovizioso abbia un destino da pilota ufficiale. Una stagione vissuta con regolarità in top five trova il punto migliore a Sepang, con il podio conquistato che gli consegna anche la quinta posizione nella classifica generale al debutto in MotoGP, conquistando il titolo di miglior pilota privato. Un risultato che gli vale la promozione per il 2009 nel Team Honda Repsol da pilota ufficiale HRC. E’ proprio la pilota ufficiale Honda che arriva la prima vittoria in MotoGP a Donington, sotto un autentico diluvio e dopo una gara corsa con classe immensa. Dovizioso non sbaglia e vince conquistando un’affermazione importantissima che purtroppo dovrà attendere diversi anni prima di ripetersi. Dovizioso infatti, invece di riuscire ad effettuare il definitivo step in avanti in sella alla Honda e lottare costantemente per il podio, inizia ad incontrare difficoltà che lo relegano al sesto posto della classifica 2009, con un punteggio anche inferiore a quello della stagione di debutto in Top Class.

Alla terza stagione di MotoGP, Dovizioso si insedia stabilmente al top con ben quattro podi in cinque gare. E’ in lotta per tutta la stagione per un posto sul podio iridato, che però purtroppo gli sfugge nel finale di stagione costringendolo ad accontentarsi di nuovo del quinto posto con un parziale di 206 punti ed il ragguardevole numero di sette podi complessivi conquistati in stagione. Nel 2011 in Honda HRC sbarca anche Casey Stoner, e gli equilibri cambiano ancora. La Casa di Tokyo onora il contratto con Dovizioso e lo tiene in squadra assieme a Pedrosa e all’australiano, ma appare chiaro che le attenzioni dei vertici HRC siano tutte per Stoner, che si laurea campione per la seconda volta in questa stagione.

Dovizioso corre una stagione in ogni caso esemplare, salendo sul podio sette volte e prendendosi il terzo posto della classifica iridata, alle spalle di Stoner e di Jorge Lorenzo. Nonostante questi risultati molto solidi e concreti e la sensazione da parte di molti che Dovizioso sia un ottimo collaudatore in grado di fornire informazioni importanti per lo sviluppo, nel 2012 l’opportunità di restare in MotoGP arriva dal Team Tech3 che gestisce le Yamaha M1 in forma privata. Andrea è consapevole che per tornare nel novero dei piloti ufficiali sarebbe stato necessario correre una grande stagione, e raggiunge perfettamente il traguardo: il bottino di sei podi e la bellezza di 218 punti lo issano al quarto posto della classifica generale del 2012 e attirando le attenzioni della Ducati che in quel momento sta passando il peggior momento della sua storia da quando corre in MotoGP.

Il matrimonio tra Dovizioso e la Ducati inizia nel 2013, e tutte le parti in gioco sono perfettamente consapevoli che la parete da scalare assieme è ripidissima. C’è letteralmente da ricostruire un Reparto Corse e c’è da soffrire parecchio almeno all’inizio. Dovizioso diventa immediatamente Desmodovi ed accetta il ruolo di punta di diamante di un progetto che confida molto anche nelle sue doti di collaudatore. La prima stagione scorre senza sussulti, con tantissimi problemi ed il miglior risultato rappresentato da un quarto posto in Francia. L’ottava posizione nella classifica finale è il massimo target raggiungibile con quel pacchetto tecnico, ma si gettano le basi per un futuro profondamente diverso con l’approdo di Gigi Dall’Igna alla guida di Ducati nel Racing.

I primi segnali di cambiamento si vedono con forza già nel 2014: Dovizioso è sul podio già alla seconda gara, la Desmosedici è costantemente più competitiva e una buona stagione proietta l’italiano verso  un quinto posto in classifica che ripaga dei tanti sforzi profusi nell’avventura. La strada sembra finalmente in discesa per il binomio, e quella del 2015 potrebbe essere l’anno della consacrazione al top. Dovizioso incassa la conferma da parte di Ducati per il 2015 e il 2016, in squadra assieme ad Andrea Iannone, con cui non riesce però mai a creare un grande rapporto. Quando Iannone è andato via dalla Ducati, in tanti hanno anche sostenuto che il suo approccio non fosse propriamente “costruttivo” all’interno del box.

Nonostante degli ottimi test invernali ed un buon inizio di stagione però, quella del 2015 non si rivela una grande stagione per Dovizioso. L’inizio è splendido, con ben quattro podi in cinque gare. Poi la sfortuna sembra accanisci a partire dal Mugello con il pilota italiano che non riesce a continuare su questi ritmi, accontentandosi a fine stagione di una settima posizione in classifica generale che non sembra affatto rendere giustizia al potenziale velocistico espresso. I 162 punti messi assieme non rispecchiano il valore reale del binomio formato da Dovizioso e la Desmosedici e in Ducati sono perfettamente consapevoli di questo.

Nel 2016, il progetto Ducati diventa ancora più estremo, con la moto che sfoggia una ricerca aerodinamica assolutamente impressionante, segnando nuovi standard per chiunque in questo ambito. La Desmosedici è competitiva nella sua incarnazione GP16 ma la sfortuna non molla di nuovo Dovizioso: il round di apertura in Qatar regala un magnifico secondo posto, ma in Argentina viene abbattuto da Iannone mentre è ancora secondo, ad Austin la scena si ripete con protagonista Pedrosa e la stagione è almeno in parte compromessa. La gioia però arriva a Sepang, la gara del ritorno alla vittoria per Dovizioso a distanza di sette anni dal successo di Donington targato Honda del 2009.

La Ducati decide di premiare l’impegno di Dovizioso anche per il biennio successivo e fa la scelta migliore dello sport in tempi recenti, tenendosi in casa un Dovizioso ormai al culmine del proprio potenziale, perfettamente consapevole dei propri mezzi e fine conoscitore di una Desmosedici che richiede moltissima esperienza per essere compresa. Il risultato di questo mix è che una stagione che in apparenza poteva rischiare di essere vissuta nell’ombra di Jorge Lorenzo, fresco di contratto faraonico in quel di Borgo Panigale, diventa invece l’entusiasmante cavalcata che regala ben sei vittoria di tappa ed un mondiale aperto fino all’ultima tappa di Valencia contro il mastino Marquez.

Di questo magnifico 2017 resteranno per sempre nella memoria degli appassionati l’incredibile vittoria del Mugello, i meravigliosi duelli dell’A1 Ring e di Motegi con Marquez, ed anche la consapevolezza di avere finalmente trovato la strada per essere competitivi con costanza in MotoGP. Tutte cose ampiamente confermate dalla vittoria di Losail che ha aperto la stagione 2018. Dovizioso e la Ducati sono ancora assieme, e tutto suggerisce che la storia di questa magnifica coppia sia destinata a continuare anche in futuro, per scrivere altre splendide pagine di una storia assolutamente affascinante e romantica.

Tutto questo per scrivere di nuovo una frase semplice e sincera: Buon compleanno Desmodovi!