MotoGP, Andrea Dovizioso: «La pressione cresce ma resto concentrato»

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@Red Bull

Andrea Dovizioso ha toccatomi vari aspetti della sua crescita in MotoGP mostrando di essere concentrato e sereno come al solito

La crescita di Andrea Dovizioso è uno degli aspetti più belli di questa stagione MotoGP, il pilota della Ducati ha sempre lavorato a testa bassa, senza polemiche, senza cercare di essere troppo protagonista ma con un grande impegno. «Dovizioso è un gran lavoratore» questa frase nel paddock passava di bocca in bocca, ma forse nessuno si sarebbe aspettato un cambiamento così repentino del pilota di Forlì; quest’anno il ducatista è più concreto ed aggressivo in pista, in bagarre ha acquisito sicurezza e riesce a gestire al meglio i progressi del suo bolide rosso.

Su la Gazzetta dello Sport una lunga intervista ha toccato vari aspetti della vita di Dovizioso, compreso il rapporto con il compagno di team Jorge Lorenzo. Le parole del pilota fanno capire quanto ancora sia un uomo normale, per niente accecato dai successi in pista e soprattutto sempre concentrato sul lavoro da fare per poter migliorare ancora: «So che in molti si aspettavano di più a Misano, forse li ho abituati troppo bene! Se finisci la gara in calando c’è sempre un effetto psicologico, ma io per 20 giri ho sempre guidato troppo vicino all’errore e Petrucci alla fine non è riuscito a contrastare Marquez, che con un’azione di forza si è preso un rischio pazzesco. Capisco la delusione, ma io ero arrabbiato perché prima del via ero convinto di essere nella situazione giusta per vincere un’altra gara, e invece non ero a posto per provarci» ha dichiarato Dovizioso parlando della tappa di Misano, dove il pubblico ha supportato la sua corsa per tutti i 28 giri: «Mai avuto tanto tifo. Non c’entra la pressione, quella la gestisco sempre bene, ma gli occhi su di te, la gente che ti vuole in ogni minuto. E, anche se io sono ancora molto lontano da quello che vive lui abitualmente, capisco quanto sia difficile essere Valentino Rossi in tutto quello che fa. E capisco come sia stato obbligato a isolarsi. Devi creare uno scudo se vuoi sopravvivere, perché se non hai i tuoi spazi e tempi per fare quello che ti serve per rendere al massimo livello, alla fine vieni spremuto e devi smettere».

La prossima gara si terrà sulla pista di Aragon e poi la MotoGP volerà in Asia per il trittico, un momento cruciale del campionato: «Di sicuro meno gare resteranno e più la pressione verrà fuori e arriveranno i momenti in cui dover rischiare tanto per non perdere punti nei confronti di Marquez e Viñales. Si parla solo di me e Marc ultimamente, ma Maverick è vicinissimo e molto pericoloso. Essere primo è una situazione nuova per me, almeno in MotoGP. Ma già dopo Assen ero in testa e l’ho vissuta molto bene. Sono tanti anni che corro in MotoGP, la gente si ricorda solo questo, ma in tutti i campionati in cui ho corso ho lottato per vincere, e ora che sono in questa situazione mi trovo più che mai a mio agio». Strano trovarsi oggi a parlare della prima posizione in classifica di Dovizioso sulla Ducati, dato che lo scorso anno, per molti mesi, il suo rapporto con la casa di Borgo Panigale è stato in forse: «Per me sarebbe stato come interrompere un matrimonio a metà, una gran delusione. Però tutto questo ti fa capire che anche le cose che sembrano impossibili, in realtà non lo sono, che se lavori e lavori si può arrivare al risultato. Avessi cambiato moto, magari sarebbe venuto anche a me il dubbio che non avrei potuto farcela».

Qual è quindi il segreto della crescita di Dovizioso in questo 2017? «A volte differenze piccolissime danno risultati enormi. Sembra che io abbia fatto 20° per 10 anni, prima, anche per il mio stile di vita, ero invisibile a tutti, tifosi, giornali, televisioni…La mia vita è sempre normalissima, come quella di un ragazzo qualsiasi che a casa ricarica le energie velocemente. Ho pochi pensieri in testa, non voglio passare per chissà chi o atteggiarmi in modi strani. Faccio il padre, mi alleno in cross con gente che corre nel campionato regionale, ho amici veri intorno a me. Non mi serve fare vita mondana».

Il pilota della Ducati ha parlato anche di cosa si aspetta dal resto della stagione e del rapporto con Jorge Lorenzo: «E‘ tranquillo, lui si fa gli affari suoi. C’è tanta attenzione su di lui, ma non mi interessa. È normale che in Ducati lo abbiano voluto per vincere e crescere, ma io so cosa serve a me, non ho mai dato importanza alla loro strategia, ho lavorato sui miei aspetti. Meno attenzione nei miei confronti? Era possibile, ma non ci ho mai creduto. Rimango concentrato sulla mia corsa, è impossibile dire come finirà il campionato, capita di faticare su piste dove prima andavi benissimo e viceversa. Ma da un lato è bello, prima magari arrivavo prevenuto su una pista ed ero condizionato, ora sono solo sereno». E per il futuro? «Ci penso da qualche anno, essere in MotoGP senza risultati per me sarebbe troppo pesante. Ho un bellissimo progetto in mente a cui sto lavorando, ha a che fare con le corse e non solo. Però, per ora, è segreto».