MotoGP, i tre team in lizza per correre con Yamaha nel 2019

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Yamaha è stata colta quasi impreparata dalla notizia della separazione con il team Tech3 dal 2019 e non c’è ancora nessun accordo per chi gestirà le due M1. Ecco quali sono le possibilità

La Yamaha M1 ha sofferto con i due piloti ufficiali una serie di problemi nel 2017, spesso ai limiti dell’inspiegabile. Eppure il prototipo di Iwata resta senza dubbio una delle moto più desiderate nel Paddock MotoGP. Il francese Hervè Poncharal ha avuto il l’onore e anche l’onere di gestire due M1 in pista dal 2003, ovvero la seconda stagione della storia a 4 tempi della MotoGP. Nella prima stagione infatti, i francesi avevano ancora a disposizione le YZR 500, portate in pista da Shinya Nakano e Olivier Jacque. In seguito nei box dei francesi sono arrivate le M1, portate in pista in anche dal Team D’Antin. Ma il connubio tra Tech3 e Yamaha è sempre stato di tipo diverso, con uno spessore di alto livello. In Tech3 hanno corso piloti di altissimo livello, rappresentando l’incarnazione perfetta di tutto ciò che dovrebbe essere un Team satellite per un Costruttore.

Tornano in mente le stagioni di Colin Edwards o l’approdo di Ben Spies prima di passare nel Team Factory. C’è stata anche la magnifica parentesi di Andrea Dovizioso nel 2012, stagione in cui il pilota riuscì a prendersi 6 podi meritandosi il posto di capitano in Ducati a partire dalla stagione successiva. Tech3 è stato un punto fermo per Yamaha, un partner tecnico e sportivo importantissimo. Adesso che la separazione è un dato di fatto, sarà molto difficile ricostruire lo stesso rapporto con altre squadre, anche perché il panorama non offre moltissime possibilità.

Dando per scontato che l’annuncio dell’accordo di Poncharal con KTM sia solo questione di giorni, la lista di papabili ad ereditare le due M1 è piuttosto esigua e conta soprattutto su tre nomi:

Marc VDS

La compagine del belga Michael Bartholemy ha sempre avuto un ottimo rapporto con la Honda, ma da quando il Team LCR è stato scelto per collaborare allo sviluppo della RCV 213 con Cal Crutchlow, i rapporti tra le parti si sono raffreddati. Le stagioni non esaltanti di Miller e Rabat, con l’australiano che in ogni caso han regalato la vittoria di Assen nel 2016, hanno senza dubbio contribuito a spegnere determinati entusiasmi. Di fatto le ambizioni di tornare ad essere un punto di riferimento per la Honda sono in questo momento vicine all’utopia. Morbidelli e Luthi sono due ottimi piloti, potenzialmente dei top rider. Ma sono dei Rookie in MotoGP e non iniziano la stagione con il target del risultato ad effetto. Al momento la squadra sembra la più solida dal punto di vista economico tra le candidate e probabilmente il fatto di avere sotto contratto Morbidelli potrebbe avere il proprio peso per i piani Yamaha. In tanti ipotizzano che l’italiano sia predestinato a correre in MotoGP in quello che sarà il Team di Valentino Rossi. Avere la possibilità di correre nel 2019 con una M1 potrebbe essere il viatico perfetto in vista dello sbarco sulla moto di Iwata gestita dalla VR46 nel 2020, se il timing dovesse essere questo. Probabilmente il Marc VDS in questo momento è in pole position per prendere in gestione le due M1 ex Tech3.

Aspar – Angel Nieto Team

Aspar corre con Ducati ma non ha assolutamente lo stesso rapporto con la Casa di Borgo Panigale che può vantare il Team Pramac. Il materiale tecnico a disposizione dei Team “privati” Ducati è di alto livello da quando c’è Dall’Igna al ponte di comando. L’ingegnere veneto ha replicato in qualche modo il sistema di lavoro che metteva in pista Aprilia Racing ai tempi d’oro della 250 GP, e chiunque vuole correre in MotoGP con un budget adeguato sa che può trovare nella Desmosedici un ottimo mezzo, che garantisce prestazioni di alto livello sulla maggior parte dei tracciati. Sembra però che il rapporto stia diventando molto difficile da tenere vivo, e la squadra spagnola potrebbe ambire a rilevare il ruolo di Tech3 per Yamaha. Non è riuscita a farlo in Ducati, quindi sarebbe un passaggio naturale quello di cercare di diventare uno Junior Team per un altro Costruttore. C’è anche da sottolineare che se dovesse essere confermato il passaggio di Tech3 a KTM, è palese che la Monster sia disponibile a sposare la causa di un team alternativo, cosa non scontata con Marc VDS visto il legame del team belga con Estrella Galicia.

Avintia

La compagine spagnola sembra attualmente la meno accreditata, quella che ha meno possibilità in questa partita. La scelta dei piloti 2018 rivela una ricerca di budget da attingere proprio dalle valigie dei piloti stessi. Non ce ne vogliano Tito RabatXavier Simeon, ma è palese che questa coppia non sia stata scelta per particolari meriti sportivi. Lo spagnolo per fortuna ha dimostrato nei test di digerire la Desmosedici molto meglio di quanto non digerisse la Honda RCV, ma è chiaro che la squadra non abbia al momento ambizioni da podio. Forse non è al momento la miglior scelta per Yamaha, ma è pur sempre uno dei Team liberi da vincoli particolari e quindi papabile al pari degli altri presenti in lista.

Questi sono i tre team in lizza per accaparrarsi i favori di Yamaha e bisogna tenere a mente che nei piani di Dorna, ogni Costruttore presente in griglia dovrebbe avere almeno 4 moto. Al momento, nella stagione 2018 MotoGP, correranno 8 Ducati, 6 Honda, 4 Yamaha e 2 moto per Aprilia, KTM e Suzuki, salvo sporadiche Wild Card durante la stagione. Con il passaggio di Tech3 a KTM, resterebbero due moto solo a Aprilia e Suzuki, sempre che Yamaha trovi l’accordo con uno dei tre Team elencati. Di fatto è probabile che la Yamaha resti in pista con 4 moto, quindi resterà da capire chi tra Ducati e Honda ne perderà due. Con la presenza di sei Costruttori in griglia, non dovrebbe in ogni caso essere un problema per Dorna riempire adeguatamente la griglia di partenza, se anche la Yamaha non dovesse trovare un partner tecnico nel 2019. E’ un’ipotesi abbastanza remota, ma è pur sempre realistica.