L’impresa di Rossi e Lorenzo ad Assen 2013

valentino rossi assen motogp
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Il Dutch GP ha sempre regalato gare fantastiche, che faranno parte per sempre della storia di questo magnifico sport. Ma l’edizione 2013 ha regalato emozioni particolari, che portano le firme di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo

Il meteo di fine giugno in Olanda non è proprio il massimo. Per chi conosce la zona, è facile associare la pioggia a questo periodo dell’anno, con qualche rara e desideratissima apparizione del sole, vera guest star del periodo. Giugno 2013 rispettava la tradizione, con tante giornate di pioggia intensa intervallate da un sole timido e con la spicca tendenza a sparizioni improvvise. Il circus della MotoGP nel 2013 giunse in Olanda per la settima tappa del campionato con gli spagnoli nel ruolo di padroni del campionato. Valentino Rossi era appena tornato al suo vero amore, la M1 di Iwata ed il marziano Marc Marquez era giunto direttamente in HRC per non far rimpiangere il pensionato più veloce e giovane della storia, Casey Stoner.

In testa al campionato la partita è tra due veterani, cioè un Jorge Lorenzo leader assoluto anche in Yamaha e Dani Pedrosa, che ha l’ennesima occasione di fare suo un titolo che gli sfugge da sempre. Ad accogliere gli sfidanti nel giovedì di Assen, una pioggia di quelle micidiali, che inondano il tracciato e che su una pista con una media elevatissima come questa dovrebbe far giungere a miti consiglio il più anfibio tra i piloti.

A miti consigli però non giunge Jorge Lorenzo, che nella FP2 fa un volo degno dei suoi tempi d’oro al debutto in MotoGP, quando cercava di spalmarsi su ogni cm di pista che il mondiale gli offrisse con sommo disdegno per la propria incolumità. Risultato del doppio carpiato è una clavicola rotta, con probabile addio alla gara da parte del maiorchino. Ma il maiorchino in questione è di quelli tosti, di quelli che ne nasce uno ogni 100 anni. Jorge vuole infatti tentare una pazzia e vola in Spagna per farsi operare a Barcellona dal dottor Mir, che ha il nome di un supercattivo degno della Marvel, ma che in realtà ha rimesso in piedi fior di piloti destinati ad issare bandiera bianca.

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Il gesto viene etichettato come follia mista a coraggio ma in tanti si dimenticano che per portare al limite una MotoGP in curva a 230 km/h su pochi cm di gomma e in perfetta derapata, ci devono essere doti abbondanti di entrambi gli elementi ad accompagnare il polso destro del pilota. Mentre tutti i ragazzacci della MotoGP si danno battaglia nelle qualifiche, Jorge lotta con un gigante, nel tentativo di compiere una vera impresa. Torna ad Assen e i medici gli pronunciano la parola magica tanto desiderata: Fit. Abile. Un pilota appena operato alla spalla, prenderà parte al GP di Assen. L’impresa è già scritta, Jorge Lorenzo potrebbe non andare neanche in griglia.

Jorge Lorenzo in griglia ci va. Per la precisione occupa la dodicesima casella allo start. L’obiettivo è fare qualche punto, per non concedere troppo spazio ai rivali nella lotta per il titolo. L’attenzione è tutta per lui ovviamente, per vedere cosa sarà in grado di fare. Eppure quando le luci del semaforo si spengono, si sta per consumare un’altra grandissima impresa di sport e anche questa è compiuta da un uomo in sella ad una Yamaha.

Valentino Rossi ad Assen è in forma, sente la M1 come non era ancora capitato in stagione. In qualifica è quarto, ma il miglior tempo del warm up potrebbe suggerire che ci si trova in una di quelle domeniche. Una di quelle in cui Il Dottore non si batte. Allo start, il dream team, questa coppia di incredibili campioni che corrono entrambi in sella ad una Yamaha M1, scrivono le proprie imprese. Jorge Lorenzo scatta bene e in progressione salta pilota su pilota. Al termine del primo giro è incredibilmente settimo, al secondo passaggio è quinto ed al quarto passaggio è già quarto, ad appena due secondi e mezzo dai tre battistrada, che sono Pedrosa, Rossi e Marquez.

Jorge ha già reso possibile quello che sembrava un miracolo nella serata di giovedì. Adesso gli tocca stringere i denti e tirare dritto fino al traguardo senza soccombere al dolore, che è fortissimo.
Il suo compagno di team Valentino Rossi si trova a battagliare invece con i rivali della HRC Pedrosa e Marquez, ed al sesto passaggio prende la testa della gara. Valentino Rossi sta conducendo un Gran Premio in MotoGP in sella alla sua M1. Un pilota che in tanti davano per finito, distrutto dai due anni bui in Ducati, è in testa ad un GP ad Assen.

Il popolo di appassionati è tutto per lui, perché tutti vogliono vedere Valentino vincere, lottare per i primissimi posti. Ad ogni passaggio sul traguardo la folla urla, lo spinge, soffre per lui. Rossi inizia a prendere sempre più margine sui due inseguitori della Honda mentre il suo compagno Lorenzo resta miracolosamente quarto fino al quattordicesimo giro. Il fisico del maiorchino regge, ma dopo metà gara Jorge Lorenzo è costretto a rallentare, a cedere sotto la pressione di un veloce Cal Crutchlow, che lo passa e mette nel mirino Dani Pedrosa, in crisi di gomme. Valentino Rossi guadagna secondi su Marquez, e Lorenzo è quinto, non troppo lontano da Pedrosa.

La gara si conclude così, con una magnifica vittoria di Valentino Rossi che riassapora il primo gradino del podio dopo la vittoria a Sepang del 2010. Sembra passato un secolo, ma Valentino con questa vittoria dimostra che il talento cristallino è intatto, e che è pronto a lottare ancora per vincere. Jorge Lorenzo negli ultimi giri crolla, la spalla fa troppo male per girare come quelli davanti. Ma la prima parte di gara gli basta per mettere al sicuro un quinto posto che vale oro. Dani Pedrosa è infatti solo quarto e ha recuperato appena due punti al rivale nella lotta per il titolo in questo scorcio di stagione. Marc Marquez dopo Assen prenderà il volo, ma questa è un’altra storia.

Assen 2013 finisce con due uomini in blu che scrivono nella stessa giornata due magnifiche imprese di sport, coraggio e passione. Due modi diversi per dire la stessa cosa, per annunciare con la stessa forza che Jorge Lorenzo e Valentino Rossi non sono dei semplici piloti molto. Sono dei veri campioni e degli uomini incredibilmente coraggiosi e determinati.

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