MotoGP, Jack Miller: «Il vero penalizzato in Argentina sono stato io»

Jack Miller è stato probabilmente una delle vittime più danneggiate dalla procedura di partenza in Argentina

L’australiano della Pramac, dopo aver raccolto una magnifica pole position, si era anche reso protagonista della scelta perfetta per quanto riguarda le gomme da utilizzare in gara, montando le slick mentre il resto della griglia era sulle rain. Conosciamo bene il caos che si è verificato dopo, ma vale la pena sottolineare che proprio Jack Miller, unico a fare la scelta giusta, sia stato protagonista di una scenetta assolutamente ridicola per un campionato di altro livello come la MotoGP. Vederlo schierato da solo, in prima posizione in griglia mentre gli altri erano una cinquantina di metri indietro, ha ricordato alcuni meme comici che spesso girano sui Social.

Attraverso la sua rubrica sul sito australiano della Red Bull, Miller ha commentato con queste parole il folle GP di Argentina, che gli ha regalato una pole e un quarto posto, ma che ha ugualmente lasciato tanto amaro in bocca per la grandissima opportunità sfumata non per sua colpa:

«Ciao a tutti! Vi sto parlando quando non è passata neanche un’ora dal mio quarto posto in Argentina ed è davvero difficile capire da dove cominciare. Voglio dire, avete visto tutti com’è andata… quindi cominciamo dalla partenza. Davvero non ho completamente capito cosa stesse succedendo… ad essere onesti è stato un caos.

Siamo andati in griglia, ed ho pensato che non avrebbe più piovuto quindi sono rimasto sulle slicks. Gli altri non hanno pensato la stessa cosa, almeno credo, quindi sono corsi in corsia box lasciandomi da solo in griglia. Secondo me, le slicks erano la scelta giusta, non era il caso di partire con le gomme da bagnato e il meteo successivamente ha confermato questo. Una volta visto quanto velocemente si stesse asciugando, era chiaro che fosse da gomma slick. Gli altri sono corsi di nuovo ai box e io stavo seduto lì, in pole position, domandandomi dove diavolo fossero tutti e poi la partenza è stata ritardata di quindici minuti.

Tutti gli altri hanno sbagliato la scelta delle gomme, noi no. Quindi perché proprio io sono stato penalizzato? Capisco che in quel momento ci fosse molta pressione su chi era nella stanza dei bottoni, ma è stato un peccato per noi perché abbiamo fatto la scelta migliore e alla fine “i got dicked for this” (vi lasciamo il piacere di interpretare liberamente il testo di Jack – NDR).

Le mie gomme erano molto affaticate verso la fine della gara, ma la cosa che mi ha dato più fastidio è che ho commesso due errori che di certo mi sono costati un podio e forse una vittoria. Non lo so, magari gli altri ragazzi, Cal, Johann e Alex hanno avuto problemi con le gomme e una vittoria sarebbe stata possibile. Ma detto ciò, sono finito quarto, che il mio secondo miglior risultato in MotoGP, quindi c’è molto di cui essere felici. Noi piloti vogliamo sempre di più e niente ci convincerà a pensarla diversamente. Ma se mi avessi detto che sarei stato quarto al traguardo dopo essere partito dalla pole, avrei detto che stavi sognando. Perciò quello che è successo è grande.

Come potete immaginare, tutti qui hanno una opinione sulla gara di Marc e ancora non so se ho capito tutto quello che è successo. So dell’incidente con Valentino, ma sembra che ci siano state anche altre cose. Anche se questo (con Rossi – NDR) avrà conseguenze per sempre. Quello che so è quando mi ha raggiunto e superato al secondo giro, sono stato contento, perché così avevo qualcuno da seguire e un riferimento per capire quanto potessi spingere forte. Sei sempre una sorta di pioniere quando sei primo con quelle condizioni di asfalto. E’ stato un peccato quando è rientrato ai box per scontare la penalità. Non capita spesso di vedere qualcuno penalizzato 3 volte in 24 giri, dico solo questo. Sulla griglia, quando ha stallato il motore e poi è andato contromano facendo due o tre manovre, è stato assurdo. Io stavo pensando alle mie gomme che si stavano raffreddando mentre lui si sistemava in griglia. “Che diavolo stai facendo?” è una versione pulita di cosa mi stava passando per la testa in quel momento. In ogni caso è stata una corsa molto stancante e probabilmente sarà stata la stessa cosa per tutti quelli che l’hanno vista. C’è ovviamente una sorta di processo dopo una gara come questa. Questo è un circuito in un punto abbastanza remoto dell’Argentina e ognuno di noi ha storie da raccontare riguardo il viaggio che abbiamo fatto per arrivare qui la scorsa settimana.   

Da adesso e fino ad Austin, io mi andrò ad allenare in bicicletta in California, perciò adesso devo guardare avanti. Ne parleremo di nuovo dopo la prossima gara, che di certo sarà meno pazza di questa. Cheers Jack».