MotoGP, Jorge Lorenzo e la Ducati: manca poco alla vetta

@DUCATI

Jorge Lorenzo continua nel suo percorso di apprendistato in sella alla Ducati Desmosedici e sembra sempre più vicino alla vittoria

Quando si scala una montagna, ci vuole molta calma. C’è bisogno di forza fisica, di una morsa d’acciaio nelle mani. E serve soprattutto una concentrazione assoluta, che ti consenta di individuare gli ostacoli ed affrontarli senza fretta. Non è una lotta per arrivare quanto prima in vetta. Non c’è un podio che ti attende in cima all’Everest, ma se sbagli una presa o sottovaluti un minimo aspetto dell’impresa, troverai ad attenderti una delle peggiori cadute nel vuoto che tu possa immaginare. Jorge Lorenzo ha compreso perfettamente quanto sia alta e difficile la montagna da scalare per riuscire a portare la Desmosedici al limite. Qualche passo falso l’ha compiuto, soprattutto all’inizio, e in alcune occasioni, come nella gara di Misano, ha peccato di eccesso di sicurezza.

Lorenzo si sta prendendo sempre più spesso il lusso di partire fortissimo con la Ducati, di prendere il comando delle operazioni in pista. E’ impressionante sottolineare che il maiorchino stia anche trovando in sella alla GP17 quel feeling con il bagnato che è spesso mancato in sella alla M1, la moto più “amichevole” del paddock in tutte le condizioni. Jorge Lorenzo sta costruendo un rapporto con la moto sempre più solido ed i magnifici primi giri di Misano lo confermano. Confermano che Giorgio, come lo chiama affettuosamente Dall’Igna, è quasi alla fine del suo processo di crescita, e sta diventando sempre più padrone della situazione.

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Quella fuga in solitaria, che l’ha portato ad accumulare un vantaggio di quattro secondi sui rivali, è il manifesto della volontà di Jorge di tornare stabilmente a lottare per la vittoria, sono la fame vorace di primeggiare, di tornare ad essere quel pilota capace di scappare al primo giro e rivedere gli avversari solo alla bandiera a scacchi. Il cinque volte campione del mondo sta soffrendo le prestazioni del suo compagno Dovizioso, ancora leader del mondiale a pari punti con il fenomeno Marquez ad appena cinque gare dal termine della stagione. Il 2017 per Jorge è stato difficile, ma i frutti ci sono e la sua velocità inizia a materializzarsi anche in sella alla GP17, che sta imparando a gestire sempre di più.

A questo punto, è naturale che se ci fosse bisogno di farlo, Jorge si renderà disponibile ad aiutare Dovizioso nella lotta per il titolo, ma è altrettanto chiaro che questa situazione perdurerà solo fino ai test 2018. Siamo certi che Lorenzo, all’indomani della gara di Valencia, scenderà in pista con la fame e la voglia di battere tutti. Si preparerà a raccogliere nel 2018 tutti i frutti della fatica immensa fatta nel 2017. C’è stata anche tensione nel box, e qualche momento di sconforto in questo 2017. Ma Lorenzo, da diligente scalatore, ha tenuto duro e vede la cima, che prima appariva un puntino lontano, sempre più vicina.

Senza quella singola distrazione a Misano, forse avrebbe vinto ed avrebbe piazzato la bandierina in cima al suo Everest personale. Noi non possiamo che apprezzare l’immenso sforzo profuso, la totale dedizione e la grande umiltà che Jorge Lorenzo sta dimostrando durante le sue continue tappe di avvicinamento alla tanto desiderata vetta. Visto il clima che si è saputo costruire in Ducati, cosa tutt’altro che scontata, è anche plausibile immaginare che un domani ci possa essere lo stesso Dovizioso a ricambiare ed applaudire Jorge sul podio. Anche se con una Ducati così, è probabile che presto sullo stesso podio ci salgano entrambi, ed a quel punto saremo tutti noia dover fare un fragoroso applauso per la Ducati e per il grandissimo lavoro che sta svolgendo in MotoGP. E’ già successo di avere due Ducati sul podio, grazie alle grandi prestazioni di Petrucci. Il sogno? Avere le tre GP18 di Lorenzo, Dovizioso e Petrucci allineate nel parco chiuso dopo il Mugello nel 2018. Un sogno irrealizzabile? Reinhold Messner ha dimostrato che qualsiasi montagna si può scalare. E per avere quelle tre Ducati sul podio, manca davvero poco alla vetta della montagna.