MotoGP, Jorge Lorenzo in Qatar per ritrovare l’equilibrio con Ducati

jorge lorenzo

Lo spagnolo Jorge Lorenzo è pronto per il terzo test del 2018, che potrebbe essere fondamentale per ricucire il rapporto strappato con la Ducati GP18 a Buriram. Un test che vale tantissimo per la Ducati e il suo rider

Si dice sempre che sono solo test, che non significano niente, che tutto è destinato a cambiare nei weekend di gara. Ma tutti sanno benissimo che queste sono frasi di circostanza, che servono ad attenuare la rabbia per una classifica che non sorride. Di solito queste frasi vengono pronunciate in modo inversamente proporzionale rispetto alla posizione occupata da pilota nella giornata di test. Basta rileggere con calma tutte le dichiarazioni dopo i test di Sepang e di Buriram per poter ricostruire le classifiche delle sessioni. Da Rossi a Marquez, passando per Pedrosa, troverete conferma a questa frase.  Un esempio particolarmente lampante in merito è dettato proprio dalle dichiarazioni di Jorge Lorenzo dopo i due test. In Malesia, lo spagnolo aveva impressionato al termine della tre giorni, segnando il nuovo record del tracciato ed andando via da Sepang con la soddisfazione di essere stato l’unico ad abbattere il muro del 1’59. Soddisfazione incredibile e grandissimi complimenti agli ingegneri sono stati il leit motiv di tutte le dichiarazioni dello spagnolo al termine del test.

Avanti veloce al termine del secondo test di stagione, sul nuovo tracciato tailandese di Buriram, ed ecco che ad una desolante ventiduesima posizione in classifica a quasi due secondi di distacco dai migliori, corrispondono frasi di tutt’altro spessore. La moto che era stata definita “Un capolavoro” a Sepang, d’improvviso è diventata talmente sbagliata da essere relegata nel box nell’ultima giornata, con lo spagnolo che ha letteralmente strappato una GP17 dai cugini di Pramac per dimostrare che il distacco non era imputabile ad una sua brutta prestazione, bensì a qualcosa che non funzionava sulla moto. Missione purtroppo fallita per lo spagnolo, che al termine del test ha dovuto spiegare che quella comparazione gli serviva per togliersi dei dubbi ed avere la certezza che la GP18 fosse migliore. La realtà è che Jorge Lorenzo non vedeva l’ora di schiodarsi dal fondo della classifica e rientrare almeno in top ten. Sono solo test?

Certo, andatelo a dire ad un cinque volte campione del mondo che legge il suo nome solo dopo aver letto 21 altri nomi di colleghi che hanno, nella maggior parte dei casi, neanche l’unghia del suo palmares. Andatelo a spiegare voi a Lorenzo che il giapponese Nakagami, con una Honda privata e da Rookie nella categoria e sul tracciato, è andato più forte di lui di oltre un secondo. Voi provate a sottolineare che si tratta solo di test, che non significano niente. Di fronte a voi vi ritroverete un pilota che non si sfila il casco, che vi osserva con sguardo furente e che con rabbia risalirà sulla moto per dimostrare che si, è vero che sono solo test, ma che uscirne così male non è assolutamente contemplato per uno che si chiama Jorge Lorenzo. In realtà non è contemplabile per nessun pilota, perché ognuno di questi magnifici cavalieri ha sempre e solo questa singola ossessione, ovvero battere tutti gli altri piloti. Essere il migliore, il più veloce. Che siano prove libere, qualifiche, warm up, test, shake down, gara. Cambia poco, nessuno vuole essere in coda alla classifica, nessuno vuole dare la percezione di essere lento, di essere diventato debole. Le altre belve presenti in pista sono pronte ad azzannare e nessuno vuole mostrarsi vulnerabile.

Se poi aggiungete il mix di sensazioni che derivano dal fatto di essere sul punto di firmare o meno un contratto sostanzialmente diverso rispetto al precedente, se aggiungete che in ballo c’è una vera questione d’onore con Lorenzo che non vuole assolutamente essere asfaltato da Dovizioso per la seconda stagione consecutiva, avrete un quadro abbastanza chiaro della situazione. Per questo il test del Qatar assume un peso molto diverso, dai contorni difficili da definire. Jorge Lorenzo in Qatar è sempre andato forte, spesso fortissimo. Con un anno di esperienza in più sulle spalle in sella alla Ducati e con la consapevolezza che le caratteristiche del tracciato si sposano bene con quelle della Desmosedici, è chiaro che l’obiettivo possa essere uno soltanto, ovvero stare davanti. Stare davanti a Dovizioso, stare davanti a tutti i rivali. Forse Lorenzo non si aspettava di arrivare in Qatar con l’obiettivo di stare anche davanti ai Rookie della categoria, ma se è vero che è concesso un passo falso come quello di Buriram, è altrettanto vero che andare male in Qatar equivarrebbe a giocarsi una grossa fetta di tranquillità mentale per lo spagnolo e per la metà del box Ducati che segue le Rosse con il n°99 sul cupolino.

Sono solo test? Onestamente, abbiamo i nostri legittimi dubbi.