MotoGP, Kevin Schwantz è impressionato dai progressi di KTM

KEVIN SCHWANTZ
@SUZUKI

Il progetto KTM in MotoGP è in netta crescita, dimostrando grande concretezza nella stagione d’esordio. Lo ha sottolineato anche Kevin Schwantz

Kevin Schwantz ha espresso le sue opinioni sui risultati KTM nel mondiale MotoGP, definendo impressionanti i progressi fatti dalla Casa austriaca. Le prestazioni messe in mostra da Espargarò e Smith negli ultimi Gran Premi stanno senza dubbio dimostrando che il progetto RC-16 è molto competitivo, ed anche i rumors di un eventuale accordo con Marquez per il futuro trovano fondamento in una competitività sempre crescente. Schwantz in un passato recente aveva anche criticato aspramente l’approccio alle gare di Andrea Iannone, bocciando su tutta la linea il suo comportamento dentro e fuori la pista.

Il texano campione del mondo della 500 nel 1993 ha espresso così le sue opinioni sulla KTM: «Credo che tutti nel Paddock stiano tenendo moto d’occhio la KTM. La MotoGP non è una categoria semplice, soprattutto per un nuovo arrivato. Non ci si può aspettare grandi cose nella stagione d’esordio in questo campionato. Ma la KTM è costantemente al top, spesso nei primi dieci e stanno facendo un ottimo lavoro».

KTM MOTEGI
@KTM

Parole d’elogio sottolineate da una valutazione molto interessante sui piloti scelti dalla KTM per la stagione d’esordio: «Nella loro prima stagione, entrambi i piloti sembrano avere grandi capacità di sviluppo, anche se nessuno dei due ha fatto molto in Tech3. Credo che lì abbiano imparato a dare il meglio. Entrambi hanno dato una direzione chiara a KTM. Poi, Pol Espargarò e Bradley Smith sono piloti molto diversi tra loro, ma se la KTM è stata in grado di fare una moto con cui vanno forte entrambi, vuol dire che sarà una moto amichevole per tutti i piloti. Dobbiamo anche ricordare che quando KTM è arrivata nel motocross negli Stati Uniti, non erano vicini al top. Poi hanno preso Roger De Coster e Ryan Dungey e ora dominano il Supercross. Anche per questo non pensavo assolutamente che avrebbero portato in MotoGP una moto senza potenziale di sviluppo».