MotoGP, le pagelle di Misano

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Un Gran Premio folle come quello di Misano deve essere condito da pagelle altrettanto folli e da un’abbondante pizzico di passione italiana

Marc Marquez 10 – Sulla griglia di partenza sembra calmo e docile come un bue tibetano. Valentino nel frattempo si rifinisce la barba sulle alette della M1 e Lorenzo ascolta la quinta di Beethoven nelle cuffiette per ritrovare la calma dopo che la mattina ha visto un telegiornale in cui davano pioggia per le 14 a Misano. Per forza che Marc sia l’unico in pista a fare tutto bene, tanto può commettere qualsiasi casino a questo punto della stagione. Invece guida in modo sublime e indovina il momento per fare il saltello magico da una moto all’altra portandosi a -40 da Lorenzo. Ripete varie volte che non pensa più al Mondiale, ma solo a vincere le gare. Ma chi vince le gare di solito non vince pure il Mondiale? – Pericolosamente tranquillo

Bradley Smith 9 – Tutti pensano ad una tattica sopraffina, ad una grande strategia del muretto, all’esperienza dell’endurance che lo aiuta: tutte balle! Nel parco chiuso la verità viene rivelata quando gli chiedono come mai non si fosse fermato a cambiare moto. Bradley, che ha ancora gli occhi iniettati di sangue tipici di chi ha lottato 28 giri per non prendere facciate a terra, si gira verso i meccanici ed esclama innocente: “Ve l’avevo detto che si poteva cambiare moto, brutto branco di decerebrati!”. Svelato il mistero sul mancato cambio moto, bisogna fare un grandissimo plauso a quest’inglese che è riuscito a nascondere con incredibile velocità le rotelle montate sulla sua M1 che gli hanno permesso di restare in piedi sul bagnato con delle lucidissime gomme slick, ignorando ogni legge della fisica! – Sprezzante dei regolamenti.

Scott Redding 9 – Lo spilungone britannico tiene troppo a fare una bella figura davanti ai tifosi italiani dopo aver annunciato la firma con Pramac, così parte come un missile e logica conseguenza è che si stenda a velocità ipersonica nella ghiaia. Pervaso di un ignoto potere, si rialza e prende la via del box dove trova una moto munita di gomme slick ad attenderlo. Lui ancora non lo sa, ma quella scivolata di fatto gli regala la più grande occasione per salire su un podio della MotoGP che abbia mai avuto. Scott non si fa pregare e dopo aver piegato l’altro miracolato in pista Loris Baz, riesce davvero ad arrivare terzo, salendo sul podio assieme a Marquez e Smith. Risorto dalla ghiaia. – Lazzaro

Valentino Rossi 6 – Dopo le prove, capisce di non avere il passo per arginare Lorenzo e Marquez sull’asciutto e inizia a guardare il cielo. Uccio che ha l’asciugamano sotto al braccio e il costumino giallo la prende male perché aveva voglia di un tuffo nelle acque cristalline della riviera Adriatica. Valentino aveva dato già qualche segnale di poter controllare quello che succede attorno a lui altrettanto bene rispetto a come controlla la sua M1. Ed è così che dopo un week end di sole e mare in Romagna il cielo si riempie di nubi grigie ed inizia a spruzzare pioggia sul Misano World Circuit esattamente nell’istante in cui si spegne il semaforo e parte la gara. Per il Vale nazionale è tutto perfetto fino a che riesce magicamente a trattenere la nuvola fantozziana sul rettangolo di cielo che ricopre il circuito. Ma ad un certo punto Rossi deve pur pensare a guidare si distrae quei cinque minuti che bastano a far riasciugare l’asfalto. A quel punto Valentino passa quasi un quarto d’ora a tentare di far piovere di nuovo, ma Uccio è già in acqua e non vuole fargli un dispetto che poi gli tiene il broncio. Toppa clamorosamente il cambio moto e fa finta di essere felice per il quinto posto ed i punti guadagnati, mentre in realtà è incavolato come un pensionato in fila allo sportello reclami della Posta. – Giuliacci

Jorge Lorenzo 3 – Dopo lo smacco di Silverstone e la leggera arrabbiatura per il casco appannato arriva a Misano determinato a fare uno scherzo a Rossi in casa sua. Quindi va fortissimo sempre, in ogni turno dal venerdì alla domenica mattina. Poi si arriva in griglia e la prima goccia d’acqua che gli bagna la visiera del casco gli ha già rovinato la giornata. Meno male che indossa il casco appunto, altrimenti dal suo labiale si leggerebbero offese inenarrabili e irripetibili indirizzate ai tecnici che l’avevano rassicurato: “Tranquillo Jorge, oggi è più facile due italiane facciano la finale a Flushing Meadow piuttosto che piova qui”. Detto fatto e si materializza il peggior nemico di Jorge in questa stagione. Tuttavia lui sembra prenderla bene e va fortissimo, deciso a non farsi battere da Valentino. Entra pure ai box al momento giusto, solo che durante il cambio moto fa male il salto e con il tallone riattiva la mappatura n°2, cioè quella definita: asfalto asciutto tipico del Settembre romagnolo. Così si sparaflescia nella ghiaia esattamente quando sta per agguantare il pesciolino giallo in pista che ha il 46 sulla pinnetta. – Incompiuto

Danilo Petrucci 7 – Ormai Danilo ci ha preso gusto ad arrivare davanti agli ufficiali! Contribuisce ad aumentare i casini in Ducati facendo meglio con la sfigata GP14.27865 rispetto ai due Andrea sulle strafighe GP15. La pioggia e l’asfalto umido ci mettono decisamente lo zampino, ma Danilo ci mette le zampacce e fa una gara maiuscola. Commovente quando dichiara che fregare Valentino è difficilissimo. Ci sono psicologi spagnoli, australiani e romani che ci hanno fatto una fortuna su questa difficoltà! – Desmosperanza

Daniel Pedrosa 4 – Ormai il fantino è l’ombra di se stesso. Non riesce più a guidare una Honda RCV come ci aveva abituati in passato e sembra che gli abbiamo risolto la sindrome compartimentale per regalargli il più grande caso di braccino ultracompartimentale della storia del motociclismo. Mentre gli avversari vanno in crisi perché non capiscono se l’asfalto è bagnato o meno, lui si ferma ogni tanto a bordo pista e sfrega il piedino sull’asfalto per controllare bene. – Irriconoscibile

Honda 9 – Grande festa di Livio Suppo e Nakamoto che vedono il proprio pupillo restare miracolosamente in piedi dopo aver distrutto un numero imprecisato di RCV. Siccome quando Marc resta in piedi è facile che a fine gara saluti dal podio, i due manager si mettono giù aspettando di farsi inondare di Champagne, pronti a partecipare al concorso Mister Maglietta Bagnata HRC. – Festaioli nell’anima

Yamaha 7 – Silvano Galbusera dice che forse avrebbero dovuto insistere leggermente di più dai box per convincere Valentino ad entrare. Certo un cartello con su scritto BOX a caratteri cubitali avrebbe potuto aiutare, ma Valentino era distratto e non l’ha visto subito. Hanno assunto un pilota di droni che alla prossima occasione srotolerà davanti a Valentino un 6×3 con su scritto: “Rientra ai BOX o non rivedrai la tua Linda”. – Concreti

Ducati 5 – Sulla pista di casa erano chiamati al risultato e infatti Pirro nelle prove era andato fortissimo. Ma non era un collaudatore? Ma che gli fate collaudare, i materassi? Barbetta in crisi di identità, fa montare sulle Desmosedici in griglia degli alettoni da Tuning degni di qualche Hard Discount di provincia. Le GP15 sembrano delle Punto truzze e anche come prestazioni siamo lì. Poi ogni tanto si rompono pure e questa volta Pirro ha pagato per tutti. Gigi chiede scusa, ma la risposta che naturalmente sovviene ad un pilota a cui si chiede scusa per un problema è: “Stica…” – Crisi vera

Menzione speciale

Enea Bastianini 10 – Finalmente vince ed emerge dal gruppo selvaggio della Moto3. Un branco di lupi che sono pronti ad azzannare alla carotide chiunque cerchi di vincere. Chi riesce a vincere nella categoria di ingresso del mondiale dopo ha lo sguardo spaventato di chi ha temuto seriamente per la propria incolumità. Lui si limita a farsi spruzzare la testa tricolore come Valentino a Imola nel 98’. Regala anche una grandissima gioia a Gresini nei box, che ultimamente doveva festeggiare se Melandri non finiva ultimo. Quindi mai.

Doverosa parentesi poco allegra

Pubblico di Misano 2 – Spesso a noi motociclisti piace guardare dall’alto verso il basso i tifosi di calcio per tutti gli episodi tristi a cui si assiste dentro e fuori dagli stadi. Nel motomondiale è fortunatamente assolutamente impossibile ipotizzare un confronto armato tra tifoserie dell’uno o dell’altro pilota. Eppure ieri dagli spalti si è alzato un boato per festeggiare la caduta del rivale di Valentino nella lotta al titolo, invece di un sorpasso al limite. Ieri i tifosi del motomondiale hanno avuto una grande occasione di mostrarsi davvero “diversi” rispetto agli ultrà del calcio e l’hanno sprecata con grandissima superficialità. Per fortuna Lorenzo non si è fatto male, ma di certo nella sua anima sarà stato ferito da quel boato e quei fischi. Un eroe del nostro sport, che ci delizia ogni domenica con la sua guida pulita e la sua diabolica perfezione non meritava di essere trattato così da un pubblico di appassionati che evidentemente pensavano di essere all’Olimpico a guardare un Derby, invece che in un circuito di moto intitolato a Marco Simoncelli. Un altro eroe a cui una caduta è costata molto di più di una ferita nell’anima.