MotoGP, le pagelle di Sepang

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Per le pagelle di Sepang 2015 non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Dani Pedrosa 10 – Un pilotino talmente sfigato che sceglie sempre le giornate peggiori per fare la corsa della vita. Avrà fatto una decina di gare così, di gare della vita. E non se l’è mai filato nessuno perché le ha fatte in concomitanza di eventi straordinari. C’è chi giura che abbia vinto un Gran Premio di MotoGP nel giorno del primo allunaggio. Un piccolo passo per Dani, un grande passo per l’umanità.

Jorge Lorenzo 6 – Prima della gara si fa i cosiddetti suoi e non mette bocca sulla vicenda Marquez-Rossi. Dopo la gara guarda il video e chiama una squadra di muratori bergamaschi per rifare il muro che divida il suo box e quello di Vale. Avrebbe potuto anche dire che preferiva vincere il mondiale battendo l’avversario in pista, invece se l’è presa con quei cattivoni dei commissari perché ora è costretto a fare sette punti in più di Rossi che parte ultimo a Valencia. Sai che impresa.

Andrea Iannone 6 – Dopo aver centrato in pieno un gabbiano a Phillip Island pensava di aver trovato la ricetta per andare fortissimo e va in giro per Sepang cercando qualcosa da impallinare con la GP15. Per la legge di Murphy, viene impallinato da un sassolino che non migliora l’aerodinamica della moto e per di più gli fa un buco nel radiatore abbastanza grosso da far scappare una ventina di cavalli dal motore.

Andrea Dovizioso 5 – In prova è felice del settimo posto e questo la dice lunga sul quantitativo di alcolici assunti durante il festino di Sepang del venerdì sera per il compleanno di Petrux. Fa il suo sporco lavoro fino a che CalOcchiDaPazzoCrutchlow lo stende senza tanti inglesismi. Dopo la gara perdona Cal, affermando di conoscerlo talmente bene da sapere che non l’ha fatto assolutamente apposta. “Come dici Cal? Mi hai investito lo scooter con il MotorHome e dopo l’hai trascinato per due km in giro per il paddock? Sei un bravo ragazzo, sono certo che non l’hai fatto apposta.”

Danilo Petrucci 8 – Fa un garone e piazza di nuovo la prima Ducati al traguardo in sesta posizione. C’è da dire che senza i casini di quelli lì davanti non sarebbe arrivato così in alto, ma il ternano ha la costanza di un avvoltoio affamato e sa approfittare di qualsiasi situazione vagamente vantaggiosa gli si presenti in pista. Nel weekend festeggia il suo compleanno e qualcuno ha visto la Saderini aggirarsi per Sepang con una fionda ed un sacchetto di pietre belle grosse. Che sia stata lei ad abbattere Iannone come regalo di compleanno per il Petrux?

Honda 9 – Strano che la moto di Pedrosa vada come un missile mentre quella di Marquez sia più in difficoltà a Sepang di Miss Italia che parla dell’universo con Stephen Hawking. Però centrano la vittoria e hanno piazzato Dani in quarta posizione nel Mondiale dopo essere sprofondato ottordicesimo ad inizio campionato. Vanno a fare casino in Direzione Gara, ma non riescono a far passare l’idea che Marquez sia un angioletto innocente. Si Stephen, lo sappiamo che l’altra moto sembrava la sorella intelligente di Steve Jobs.

Yamaha 7 – Vada come vada, sarà un successo. Fanno finta di essere disperati, mentre in realtà hanno già vinto tutto il vincibile quest’anno e lo champagne l’hanno stappato da un pezzo. Certo che farsi venire i mal di testa da un “vecchietto” irriducibile come Valentino, non deve essere facile da sopportare per nessuno. Moment Act a badilate per Valencia!

Ducati 5 – Proprio quando sembra che la moto stia iniziando a progredire e recuperare costanza, ecco che si ripresenta quell’invincibile avversario che ha segnato la carriera di tanti piloti e che sta girando con insistenza dalle parti di Borgo Panigale: La Sfiga. Barbetta le prova tutte, ma tra sassi, gabbiani e modi oxfordiani di altri piloti sono sempre botte da orbi. Stanno valutando di assoldare l’ingegnere che progettò la biga di Ben Hur. Il mezzo in questione in rettilineo non andava fortissimo, ma in curva faceva impressione e soprattutto finiva le gare. Mettiamoci un Desmo4 di quelli buoni et voilà!

Menzione speciale 

Per riderci su…

Marc Marquez e Valentino Rossi – Ormai niente più merenda insieme e ridammi la figurina di Baggio al Brescia. Facevano finta di essere grandi amici, ma in realtà si sarebbero presi a testate fino alla morte per l’ultimo Muffin al cioccolato nella pasticceria del circuito. Tutti pensano che i problemi siano iniziati in Argentina, quando Rossi ha steso Marquez senza volerlo ma con estremo godimento. In realtà, Valentino aveva già steso Marquez al Ranch, solo che nessuno ci ha fatto tanto caso. Quel giorno Marc gliel’ha giurata e siamo arrivati alla “Sfida all’Ok Corral”.

Per prendere un Malox…

Marc Marquez e Valentino Rossi – Quello che è successo ieri ha reso molto tristi i tifosi di tutto il mondo. In un colpo solo ieri abbiamo tutti perso qualcosa. Hanno perso qualcosa i tifosi che hanno visto Valentino debuttare e vincere con simpatia, classe e talento a tratti imbarazzante per gli avversari. Hanno perso i ragazzini che hanno ammirato il giovanissimo Marquez abbattere con grinta e velocità tutti i record di precocità precedenti. L’incontro tra queste due generazioni, quella del passato e quella del futuro, ha generato un presente triste. In cui il re ha ceduto alle provocazioni del giovane sfidante per la corona. Entrambi grandissimi campioni nella vittoria, entrambi pusillanimi nella sconfitta. Che disdetta.

2 Commenti

  1. Grazie Marco per non aver confuso football con moto GP : anche io ho sempre amato le moto e i relativi GP giacché ho sempre ammirato quei ragazzi per il coraggio mostrato nell’ affrontare ad ogni metro tutti i possibili rischi. Ti ringrazio per aver bacchettato entrambi giacche’ entrambi hanno distrutto un nostro sogno di temerarie virtù. Negli anni passati ho tifato tanto per Vale e , ripeto, non voglio calcistiche moviole per stabilire torti e ragioni : però mi spiace che a pochi sia venuto il dubbio ( e mi riferisco solo al “calcetto di Vale” ) che quello sia stato un movimento istintivo per allontanare un qualcosa che gli veniva addosso. Non per scagionario, ma solo per .non additarlo come un delinquente. Venti anni di onorata carriera non gli consentono il minimo credito?

  2. Nella loro “pusillanimità” c’è perà una sostanziale differenza: uno ha comunque ammesso le proprie responsabilità sia a caldo, sia a freddo, l’altro continua a recitare la parte dell’innocente. Direi che c’è una bella differenza. Poi c’è il terzo pusillanime, quello che teoricamente non dovrebbe c’entrare nulla, eppure si è reso responsabile di comportamenti che definire “odiosi” è essere buoni: mi riferisco al pollice verso sul podio, all’abbandonare lo stesso e all’invocare a gran voce la squalifica del suo compagno di squadra pur senza averne il diritto. Anche questo fa male al motocliclismo, tanto quanto quello che i piloti possono combinare in pista, magari per un eccesso di adrenalina…