MotoGP, Lorenzo flop in Argentina: doppio zero e rinnovo sempre più lontano

Anche nella seconda tappa del mondiale 2018 la prova di Jorge Lorenzo è stata da dimenticare. Lo spagnolo ha raccolto un singolo punto, ma solo in virtù della squalifica di Marquez

Il vero uragano generato dall’incontro-scontro in pista e fuori tra Valentino Rossi e Marc Marquez ha catalizzato in Argentina tutte le attenzioni dei media, togliendo visibilità ad ogni altro episodio accaduto in un GP che ha regalato moltissimi spunti di considerazione. Mentre è più che probabile che Cal Crutchlow sia la vittima peggiore di questa situazione, c’è chi invece è stato probabilmente felice di essere praticamente ignorato durante e dopo il GP. Nel particolare, ci riferiamo a Jorge Lorenzo, autore a Termas De Rio Hondo di una prestazione semplicemente imbarazzante in sella alla Ducati.

Dopo lo sfogo avvenuto ai microfoni di Movistar TV, durante il quale Lorenzo aveva acceso una forte polemica con Andrea Dovizioso, reo secondo lo spagnolo di aver sempre tentato di minargli il morale per tutta la carriera, i riflettori mediatici erano tutti puntati sul box delle moto di Borgo Panigale. Tuttavia, l’autentica baraonda creata prima con la procedura di partenza “strana” e poi con il comportamento in griglia di Marc Marquez, ha totalmente distolto lo sguardo dei più dalla gara di Lorenzo. Una gara, quella dello spagnolo, vissuta tutta in continua lotta con la totale mancanza di feeling con la moto italiana in condizioni di asfalto umido.

Lorenzo non riesce a costruire un rapporto di simbiosi con questa moto e il suo scarso feeling con l’anteriore della Desmosedici ha subito un colpo ferale inferto dalle condizioni miste dell’asfalto durante la gara in Argentina. Paradossalmente, lo spagnolo ha già dimostrato di riuscire ad andare fortissimo con questa moto in caso di pioggia battente, come fece in Malesia nel 2017. Adesso tocca al GP di Austin, una tappa che difficilmente regalerà al binomio Lorenzo-Ducati le prime soddisfazioni di questa stagione. Le speranze di ritrovare questa coppia nelle zone nobili della classifica sono dunque relative alla tappa successiva, ovvero la prima gara in Europa del mondiale 2018 a Jerez, teatro nella scorsa stagione del primo podio di Lorenzo per la Ducati. Ma potrebbe essere tardi.

Il doppio zero di questo inizio 2018 (in realtà il bottino è di un singolo punto, ma solo in virtù della squalifica di Marquez) pesa anche come un macigno sulle trattative in corso tra Lorenzo e la Ducati. Mentre nel periodo dei test l’ipotesi di rinnovo era assolutamente aperta e ribadita dalle parti, in questa fase sembra che le stesse parti siano molto lontane. Ci ha pensato anche Paolo Ciabatti  a specificare che: «Noi vorremmo rinnovare con entrambi i piloti, ma a questo punto si deve capire se Lorenzo vuole andare avanti con noi». Il punto è proprio questo: Jorge Lorenzo è arrivato in Ducati con un palmares impressionante, che è stato arricchito finora di appena qualche podio. L’unica cosa che davvero è migliorata per lo spagnolo è il conto in banca, ma a questo punto Lorenzo sa bene che le condizioni contrattuali strappate nel 2016 sono un autentico miraggio in vista del prossimo biennio.

Durante il weekend in Argentina, le voci di un interessamento da parte di Suzuki si sono fatte sempre più forti e l’ottima gara di Alex Rins hanno dimostrato che la GSX-RR ha ritrovato la strada persa nel 2017. Adesso la moto di Hamamatsu è tornata ad essere una delle migliori in pista e le similitudini progettuali con la M1 della Yamaha, vero amore di Lorenzo, potrebbero costituire un ulteriore spinta verso questi lidi per lo spagnolo. Di fatto, lo spagnolo si è rivelato finora un pessimo investimento per la Ducati e c’è il rischio concreto di arrivare al WDW del 2018 da separati in casa. Sarebbe un vero peccato vivere un clima teso durante quella che dovrebbe essere la grande festa Ducati, attesa dagli appassionati delle Rosse di Borgo Panigale di tutto il mondo.