MotoGP, “Marquez dove paghi le tasse?” Botta e risposta su Twitter

MARC MARQUEZ
@HONDA

Un tweet del campione del mondo Marquez ha provocato una reazione di un tifoso, che gli fa notare che al momento della tassazione non risulterebbe iberico

Dopo gli ottimi tempi realizzati nella prima serie di test a Sepang, Marc Marquez si è preso una meritata pausa, seguendo il famoso programma musicale in SpagnaOperazione Triunfo” e si è lasciato andare in un tweet di elogi verso la sua cantante preferita dello show, Amaia. Fin qui nulla di strano, peccato che questo messaggio ha scatenato l’ira di un utente, il quale gli ha risposto aspramente: «Su Eurovision (competizione musicale in cui si sfidano cantanti promettenti provenienti da tutta l’Europa) hai intenzione di sostenerla o sei più a favore della Svizzera?». Il catalano vuole vederci chiaro e di conseguenza chiede spiegazioni a tal @Dtomico che ribadisce ironicamente: «Sei spagnolo per sostenere la Spagna in un festival musicale, ma al momento della verità, della tassazione, hai i paradisi fiscali». Il Cabroncito reagisce ancora, rispondendo per l’ultima volta ponendo fine al diverbio:«Ah sì? Informati bene. Buona notte da Cervera (Lleida)».

Marc Marquez negli ultimi tre anni si è sempre difeso da questo tipo di accuse, giustificando la sua permanenza in Andorra per ragioni sportive, essendo un luogo perfetto per la preparazione atletica, per gli ambienti in cui allenarsi, per vivere senza pressioni e in tranquillità, dato che vive da solo. Ha sempre dichiarato di vivere nel Principato, ma di pagare le tasse regolarmente in Spagna.

Questa vicenda ricorda, con le adeguate proporzioni, le diatribe che lo Stato italiano aveva avuto per evasione fiscale con Valentino Rossi, costringendolo ad abbandonare la residenza a Londra. Inoltre, non è la prima volta che, non solo un motociclista, ma più in generare, un atleta spagnolo viene criticato per aver cambiato residenza, per una presunta frode fiscale o per debiti con le banche. E non sarà di certo l’ultima. Insomma, il sei volte campione del mondo si dimostra un osso duro anche fuori dalla pista.