MotoGP, Morbidelli: «I dati di Marquez sono la bibbia del motociclismo»

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A differenza delle altre categorie, Franco Morbidelli spiega che paradossalmente, è importante cadere per trovare il proprio limite con la moto

Franco Morbidelli non vede l’ora di debuttare in MotoGP. Dopo aver trionfato nella classe di mezzo, proprio come il suo ex rivale di mille battaglie Tom Luthi, è stato promosso dal team MARC VDS nella classe regina. Sul suo conto, ci sono parecchie aspettative, visto che è uno dei principali candidati per l’eredità di Valentino Rossi quando appenderà gli stivali al chiodo. Per la sua crescita, sono stati determinanti gli allenamenti quotidiani nel ranch di Valentino Rossi, dato che Franco è stato il secondo allievo assoluto del trentanovenne, dopo il compianto Marco Simoncelli. Nei tre anni in Moto2, Franco ha avuto una crescita esponenziale e ora ha veramente tutte le carte in gioco per esplodere prima del gran passo in un top team.

Successivamente alla conclusione dei positivi test in Qatar, l’italo-brasiliano ha ammesso: «Solitamente, non mi piace cadere. Non sono stato un pilota che ha fatto tanti incidenti in Moto2. Ne ho fatte ben poche. Ma ho capito che con la Honda RC213V c’è bisogno di cadere per capirne il limite. Devi spingere e cercare di arrivare al limite. In questo modo è molto semplice cadere e trovare il limite. Marquez ci sta insegnando. Ci ha detto di cadere come fa lui. Se vogliamo andare sempre meglio dobbiamo spingere davvero tanto. In questi test, siamo migliorati molto rispetto al nostro primo giorno in sella alla moto e questa è il beneficio più importante. Siamo molto contento di questo. Questi dati sono fondamentali per me».

Morbidelli ha accesso ai dati dello scorso anno di Marc Marquez e Daniel Pedrosa. Questi sembrano averlo aiutato molto nello sviluppo e nella sua preparazione alla prima stagione della carriera nella classe regina: «Imparando da quei piloti, dai loro dati, è come leggere la bibbia. La bibbia del motociclismo. E’ una benedizione per noi».