La nuova squadra di Jorge Lorenzo in Ducati

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Nel suo approdo in Ducati, Jorge Lorenzo non sarà seguito dal suo tecnico di fiducia Ramon Forcada. Quella che sembra un’anomalia visto il trend degli ultimi anni potrebbe essere la mossa vincente per la rossa bolognese

Dalle parti di Borgo Panigale ricordano fin troppo bene quello che è accaduto nell’ormai lontano 2010 a Valencia, nei test di fine stagione in cui Valentino Rossi testò per la prima volta la Desmosedici. Un matrimonio desiderato, annunciato e poi realmente mai consumato. Rossi nel suo accordo con la Ducati pretese di portare con se il team composto dai ragazzi di Jeremy Burgess, oltre ovviamente allo stesso tecnico australiano, vero decano del motomondiale.

La mossa sembrava destinata a far ripetere in Ducati quanto fatto dalla stessa squadra di lavoro con la Yamaha nel 2004, prima stagione di Valentino Rossi dalle parti di Iwata. La M1 edizione 2003 era un brutto anatroccolo e il pilota di Tavullia era il Dottore. La cura funzionò, facendo diventare la M1 il punto di riferimento per la griglia della MotoGP. Quando a Valencia lo stesso gruppo di lavoro mise le mani per la prima volta sulla Ducati, apparve chiaro che qualcosa non avrebbe funzionato. Sulla moto si sperimentò di tutto, ma non si riuscì in alcun modo a creare il minimo feeling tra Valentino e la Desmosedici. Ci sono immagini di Jeremy Burgess che gira pensieroso attorno alla moto nel box di Valencia, scrutando quella strana moto senza telaio cercando di trovare una soluzione che purtroppo non troverà mai.

La Desmosedici che Jorge Lorenzo si appresta a pilotare è decisamente diversa da quella del 2010, ed è molto più vicina alla tradizione delle MotoGP giapponesi. Ma resta una Ducati, una moto con un comportamento dinamico molto diverso rispetto a quello delle rivali. Un mezzo estremo, difficile da mettere a punto forse, ma capace di performance impareggiabili con il suo motore dal cuore desmodromico. Eppure si è deciso di non ripetere l’errore compiuto con Valentino Rossi. Ramon Forcada accompagna da tantissimi anni Jorge Lorenzo ed è stato presente nel box del maiorchino in tutte le vittorie mondiali dello spagnolo. Ma l’avventura assieme terminerà con il passaggio in Ducati da parte del campione in carica della MotoGP. Forcada resterà in Yamaha con Maverick Vinàles, Jorge Lorenzo abbraccerà un nuovo team di tecnici.

Uno dei maggiori candidati al ruolo di capotecnico è Daniele Romagnoli, in forza a Pramac con Danilo Petrucci e con abbondante esperienza in Ducati. Tra i due c’è un ottimo rapporto, visti i precedenti in Yamaha targati 2008/2009. Il grande vantaggio è che Romagnoli lavora tutt’ora in Ducati, per cui conosce benissimo le dinamiche interne ed ha una grande familiarità con la moto. La GP15 in dotazione a Petrucci non è l’ultima evoluzione della MotoGP secondo Borgo Panigale, ma è pur sempre parente molto prossima della Desmosedici GP a disposizione di Dovizioso e Iannone quest’anno.

L’alternativa a Davide Romagnoli è Christian Gabarrini, ex tecnico di Casey Stoner sin dal 2007 che l’ha poi seguito anche in Honda HRC ed attualmente si occupa di Jack Miller nel Team Marc VDS. Come Romagnoli, anche Gabarrini conosce benissimo la Ducati, ma ha meno familiarità con l’attuale progetto tecnico, avendo lasciato la Casa di Borgo Panigale nell’ormai lontano 2011, in piena epoca Filippo Preziosi.

Jorge Lorenzo porterà con sé solo un paio di meccanici che lo seguono sin dai tempi della 125, ma è palese che in questa circostanza la Ducati abbia scelto, probabilmente in armonia con il pilota, di avere un gruppo di lavoro che conosca già bene le problematiche ed il tipo di lavoro che si svolge ordinariamente quando si è nel box rosso. Forse sta finendo l’epoca dei passaggi in toto di piloti e tecnici da un team all’altro. E’ plausibile che le Case abbiano capito che queste moto così evolute richiedono grandissima esperienza e conoscenza per essere messe a punto al meglio, mettendo forse in secondo piano le relazioni tra pilota e tecnico e privilegiando quelle tra tecnico e moto. L’avventura di Jorge Lorenzo in Ducati appare in ogni caso sempre di più come un’operazione molto ben studiata e che tende ad essere realizzata con la massima attenzione per ogni singolo particolare.

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