MotoGP, Rossi come Marquez? 5 episodi al limite nella carriera del Dottore

Marc Marquez ha risposto alle pesanti critiche di Rossi restituendo le accuse al mittente. Ecco tutte le volte in cui Valentino Rossi in passato ha corso alla Marquez

Non accenna a placarsi la polemica che vede protagonisti Marc Marquez e Valentino Rossi dopo i fatti del GP di Argentina. Le prime accuse di Rossi, il tentativo mancato di scuse ai box di Marquez e le dichiarazioni odierne dello spagnolo che fa capire chiaramente di non avere la minima intenzione di cambiare approccio alle gare. Tra le tante argomentazioni poste dallo spagnolo, spesso si è ricorso agli episodi che hanno visto protagonista proprio il rivale Valentino Rossi nell’arco della sua carriera. Il Dottore non è di certo mai stato noto per la sua guida particolarmente tranquilla, ma c’è da dire che non ha mai condensato in una singola gara tutti gli episodi che invece è riuscito a fare Marquez a Termas di Rio Hondo. Eccoli tutti nel dettaglio:

Jerez 2005 – La Spallata a Gibernau

Valentino Rossi nel 2005 è già una specie di leggenda. Ha vinto e corso in ogni categoria dalla 125 alla MotoGP, passando per la GP500. Ha già preso la coraggiosa decisione di lasciare il cigno Honda RCV 213, la magnifica 5 cilindri, per la Yamaha M1, che al’epoca era peggio di un brutto anatroccolo. Zoppo. Fresco della vittoria nel mondiale 2004 in sella alla M1, Rossi attraversa un inverno non del tutto tranquillo, passato a lottare con una moto che sembra aver perso parte del proprio equilibrio. La prima tappa del campionato è a Jerez, pista che Valentino semplicemente adora,  e il principale rivale per il mondiale sembra essere Sete Gibernau, nonostante sulla Honda ufficiale HRC ci sia un certo Max Biaggi che finalmente ha a disposizione la moto con cui lo stesso Rossi l’ha battuto tante volte. La lotta nella prima gara della stagione è tutta tra Rossi e Gibernau e quella manovra all’ultima staccata dell’ultima curva dell’ultimo giro, consegna a Rossi la vittoria e a Gibernau una sonora spallata con conseguente uscita di pista. Lo spagnolo riesce lo stesso a tagliare il traguardo in seconda posizione, ma gli sguardi che i due si scambiano nel parco chiuso sono semplicemente glaciali. La tensione è altissima, ma non si giunge a gesti fuori luogo. In tanti condannano la manovra, ma in realtà media e tifosi si esaltano per quella che viene definita una manovra aggressiva ma ai limiti della correttezza. Da ricordare che i due hanno sì duellato per tutta la gara, ma solo nell’ultimo passaggio hanno avuto un contatto, per di più in un punto abbastanza lento del tracciato.

Laguna Seca 2008 – Il Cavatappi su Stoner

Casey Stoner è atterrato sulla terra nel 2006 ed ha vinto il titolo MotoGP nel 2007, spostando l’asticella più in alto di chiunque altro. Il feeling tra pilota, moto e gomme è totale e Rossi capisce che per batterlo deve cambiare qualcosa. Nel 2008 passa alle gomme Bridgestone, mentre il suo compagno, l’allora debuttante Lorenzo, utilizza le Michelin. Quando i due giungono a Laguna Seca il mondiale è apertissimo e Rossi sa che negli USA Stoner è molto più veloce. Sceglie di adottare l’unica strategia possibile e corre una gara perennemente all’attacco. Stoner passa in rettilineo e Rossi restituisce in staccata e in curva. Ci sono vari passaggi reciproci e Rossi ricorre a tutto il suo bagaglio di esperienza e cattiveria agonistica per tenere testa al rivale. Il passaggio al Cavatappi è epico, con Rossi che affianca Stoner in ingresso ma va leggermente lungo. Esca di pista e nel rientrare i due si toccano, con l’australiano che quasi cade. Nessuna penalità per Rossi, mentre Stoner si innervosisce e cade mentre i due sono in piena lotta. Termina al secondo posto ed è celebre la battuta di Rossi nel parco chiuso: “It’s Racing Casey”.

Jerez 2011 – Rossi Vs Stoner, secondo round

Quando nel 2011 Valentino Rossi eredita la Desmosedici da Casey Stoner, appare immediatamente chiaro che l’australiano stesse facendo cose con quella moto difficili da replicare per chiunque altro. La prima gara in Qatar di quel mondiale va molto male per Rossi, che al traguardo è solo settimo a oltre quindici secondi da Stoner, che nel frattempo è salito sulla Honda RCV ufficiale e si appresta a dominare la stagione. Tuttavia, nella seconda tappa della stagione, a Jerez in Spagna, la gara è caratterizzata da condizioni climatiche monsoniche. Una pioggia battente rende la gara una vera scommessa tra piloti e grip e in queste condizioni Rossi e la Desmosedici sembrano particolarmente a proprio agio. In testa alla gara c’è un grande Simoncelli, mentre alle sue spalle Rossi, partito solo dodicesimo, è riuscito a risalire fino alla terza piazza alle spalle proprio di Stoner. Rossi ha senza dubbio un passo migliore ed è palese che possa passare Stoner in scioltezza, ma la foga lo tradisce e al termine del primo rettilineo utile percorso alle sue spalle, lo attacca con un tentativo molto azzardato e sbaglia completamente le misure. Il risultato è un crash che coinvolge entrambi e mette fuori gara Stoner. Rossi riparte, ma spreca forse l’unica vera occasione avuta in Ducati di vincere una gara. Dopo la bandiera a scacchi, celebre le scuse di Rossi a Stoner e altrettanto celebre la risposta di Casey: “La tua ambizione ha superato il tuo talento”.

Assen 2015 – La mossa alla Tony Cairoli

La rivalità è definitivamente esplosa. I ricordi di foto fatte assieme quando Marquez era un ragazzino e Rossi già un campione sono sbiaditissimi. In Argentina Rossi e Marquez si scontrano, ma nessuno ravvisa una responsabilità di uno o dell’altro. Tuttavia appare chiaro che Marquez non la prenda benissimo. Quando si arriva ad Assen, Marquez deve cercare di vincere per riaprire un mondiale condizionato già dai tanti errori, ma Rossi sembra davvero a posto con la moto e lo tiene a bada per tutta la gara. All’ultima staccata dell’ultimo giro, prima della celebre chicane di Assen, lo spagnolo affonda il colpo entrando su Rossi in puro stile Rossi! Sembra un replay della spallata dello stesso Rossi a Gibernau, solo che Assen offre una chance a Valentino di reagire in modo diverso: Valentino va dritto verso la via di fuga e invece di chiudere il gas lo spalanca letteralmente, saltando di fatto la chicane dell’ultima curva in puro stile Tony Cairoli. Vince e ovviamente Marquez non prende bene neanche questa volta la cosa, affermando: “Ho perso, ma ho anche imparato una lezione da Rossi. La prossima volta saprò come comportarmi”.

Sepang 2015 – La fine di tutto

Nel caso del 2015, c’è addirittura il raddoppio. C’è da dire che ormai il rapporto tra Marquez e Rossi è ormai oltre il dessert, per cui già alla vigilia c’è tantissima tensione nell’aria e tutti sono consapevoli che sarà una gara quanto meno particolare. Alla partenza della gara, si svela velocemente in che modo questa gara sarà particolare. Nessuno potrà mai dimostrare scientificamente questa cosa, eppure sembra chiaro che Marquez stia correndo con l’unico intento di ostacolare Rossi nella sua caccia al titolo. Invece di pensare a non far scappare Lorenzo e Pedrosa, l’unica preoccupazione di Marquez sembra quella di mettere la propria moto davanti a quella di Rossi, rallentando di fatto la sua gara. Quando Rossi realizza quale sia l’intendo di Marquez, inizia ad innervosirsi, anche perché in prova aveva dimostrato di poter avere un passo più veloce di Lorenzo, rivale nella lotta al titolo. Di fatto i due si toccano varie volte e nessuno sembra mollare. Il fattaccio avviene quando Rossi accompagna all’esterno Marquez e in seguito ad un contatto, sembra quasi dargli un calcio, facendo cadere lo spagnolo. Quello che accade dopo cambia del tutto la faccia di questo sport e di fatto rende ufficialmente Rossi e Marquez due nemici e non due semplici rivali. Valentino per questa manovra sarà punito e sarà costretto a partire dall’ultima posizione a Valencia, perdendo di fatto un mondiale che fino a Phillip Island sembrava saldamente nelle sue mani.