MotoGP, Uccio respinge Marquez: perchè Jarvis e Meregalli non sono intervenuti?

Quando Marquez si è avvicinato al box Yamaha per chiedere scusa è stato fermato da Uccio, che non è proprio il manager di Yamaha

Quali sono le responsabilità di un Team Manager all’interno di un box in MotoGP? Senza dubbio si tratta di coordinare al meglio il lavoro di tutti, si tratta di creare le migliori condizioni possibili finalizzate al massimo risultato. E’ un lavoro mirato a creare armonia tra le parti, a creare stabilità. Quando un pilota che corre per un team avversario si dirige verso il box che ricade sotto la tua responsabilità, è chiaro che faccia parte dei tuoi doveri gestire la situazione. Una volta appreso che il tuo pilota, nello specifico un certo Valentino Rossi, è infuriato e non vuole incontrare il rivale, deve essere proprio il Team Manager a parlare con il rivale in questione, ovvero nello specifico Marc Marquez.

In Yamaha di responsabili di un certo peso ne esistono di vari. Durante la gara nel box c’è Maio Meregalli, che ricopre il ruolo di Team Manager. C’è poi Lin Jarvis, che è il gran capo di tutto lo sport per Yamaha, una personalità senza dubbio molto importante. E poi c’è Uccio Salucci. Si, perché dopo quello che abbiamo visto ieri accadere all’ingresso del box che ospita la moto n°46, dobbiamo per forza presumere che nella lista di Manager che Yamaha porta alle gare ci sia la palese omissione di Salucci.

Uccio però, forte del proprio senso di responsabilità, ha preso in mano la questione con forza ed è andato incontro al trio composto da Marc Marquez (pilota), Alberto Puig (Team Manager HRC) ed Emilio Alzamora (coach Marc Marquez). Quindi, Uccio in quel momento rappresentava Yamaha a tutti gli effetti e i numerosi video certificano con tanto di audio che le parole più gentili utilizzate sono passate dal “ma vai a quel paese” al più slanciato “ma hai ancora il coraggio di venire qui?”.

Onestamente non ce la sentiamo di giudicare in nessun modo il comportamento del sig. Salucci, visto che, cosa questa arcinota, stiamo parlando di un amico  fraterno di Valentino Rossi. Un amico probabilmente ferito esattamente come il pilota dall’episodio, e probabilmente vittima di un eccessivo carico di adrenalina agonistica in quel momento. Ma possiamo tranquillamente puntare il dito contro il comportamento di Jarvis e Meregalli. O meglio, contro il loro non comportamento. Perché in quella circostanza, premesso che il risultato sarebbe stato lo stesso e che Marquez non sarebbe ugualmente nel box, la Yamaha ha dimostrato di non avere polso. Non è stato un uomo Yamaha ad impedire a Marquez di entrare. Non è stato un dipendente con un ruolo di peso all’interno di Yamaha a restituire al mittente anche solo la volontà di scusarsi. Di fatto, Yamaha ha recitato la parte del padrone di casa solo per quanto riguarda il colore dei muri all’interno del box, perché in quel momento a decidere è stato Uccio, che in effetti in quel box è un ospite e non un rappresentante della Casa di Iwata.