MotoGP, Valentino Rossi fa ricorso contro la penalità

Un provvedimento d’urgenza per ridurre la penalità dei 3 punti per non partire all’ultimo posto in griglia a Valencia

Quando Valentino Rossi ha postato il suo tweet nel quale annunciava ai propri tifosi che era arrivato il momento di iniziare a lavorare per Valencia, tutti pensavano che il pilota si riferisse alla palestra, al ranch e a tutto il normale lavoro che serve per preparare una gara del mondiale. Una gara importante, fondamentale, ma pur sempre una gara. Ma le notizie di oggi fanno assumere a quel tweet un significato leggermente diverso. La preparazione di Rossi sembra passare anche per un tribunale, oltre che per i soliti luoghi di allenamento.

L’entourage di Valentino ha deciso di intraprendere un’iniziativa appellandosi al TAS, il tribunale sportivo di Losanna, in Svizzera. Questa decisione sarebbe maturata in seguito alla visione di tutta la documentazione da parte di uno studio legale pesarese di fiducia per il pilota, che avrebbe trovato una profonda difformità tra la punizione inflitta a Sepang e le decisioni prese nei round precedenti del mondiale. Le prove video, i dati di telemetria e una serie di episodi precedenti esaminati nel dettaglio dovrebbero consentire ai legali di avere materiale sufficiente a muovere appello.

Oggi è l’ultimo giorno utile per consegnare l’eventuale appello alla decisione della Race Direction di Sepang. Ricordiamo che la partenza dall’ultima casella dello schieramento di partenza di Rossi è dovuta ai tre punti di penalità inflitti alla patente da pilota, secondo il sistema di penalità attualmente in vigore nel motomondiale. Rossi aveva già subito un punto di penalità durante il round di Misano per aver involontariamente ostacolato Lorenzo durante le qualifiche e i tre punti di Sepang hanno portato ai quattro necessari per determinare l’ultimo posto in griglia. Se questo appello dovesse riuscire a ridurre i punti di penalizzazione ad un numero inferiore, scatterebbe automaticamente la tanto attesa assoluzione che potrebbe stravolgere nuovamente le carte in tavola e regalare alla sola pista la decisione su chi si possa fregiare del titolo di campione del mondo MotoGP 2015.

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