MotoGP, Vinales: «La mia moto ora è diversa da quella di Valentino Rossi»

Per evitare i problemi di feeling dello scorso anno, Maverick Vinales ha preteso che la sua M1 fosse sviluppata secondo una strada diversa da quella di Rossi

“Questo matrimonio non s’ha da fare né domani, né mai” scriveva Manzoni nei Promessi Sposi. Tale frase, calza a pennello nella situazione che sta attraversando la Yamaha con i suoi due arcieri, Valentino Rossi e Maverick VinalesI due, evidentemente, hanno stili di guida completamente diversi e di conseguenza, hanno bisogno di due moto personalizzate. Anche perchè, ogni volta che uno dei due centauri dava un’indicazione personale per quanto concerne l’elaborazione della belva, l’altro andava in difficoltà o comunque, risultava insoddisfatto. Questa paradossale situazione, è precipitata più volte: basti pensare che all’inizio dello scorso anno, la Yamaha di Vinales sotto le sue indicazione stava brillando e dopo l’introduzione della carcassa rigida Michelin dal Mugello in poi sotto direttiva ovviamente di Rossi, le prestazioni di Top Gun sono calate a picco.

Visto che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, il pilota spagnolo ha pensato bene di pretendere che la sua moto fosse modificata in base alle sue pretese. Anche se in realtà, per sviluppare la nuova M1, la casa nipponica stava seguendo i consigli del dottore, per via della sua immensa esperienza nel Circuit. Ma le deludenti prestazioni nei test invernali, hanno fatto traboccare il vaso della pazienza del ventitreenne. Di conseguenza, i due nuovi prodotti della casa di Iwata stanno prendendo due strade opposte.

L’ex campione di Moto3 ha espresso il suo pensiero sulla vicenda: «Ho buttato via tre mesi. Ora la moto è differente. Con il set-up andiamo in una direzione diversa, anche se il telaio è lo stesso. La forza della moto sono le curve veloci. Sabato è stato davvero difficile rimanere sul pezzo e motivati, ma ora ho nuova fiducia, il ritmo è opportuno, ma dobbiamo migliorare ulteriormente tutte le aree. Il nuovo set-up ci dà più stabilità nell’ingresso curva. Ho spesso richiesto questa modifica, ora l’abbiamo finalmente implementata. Il primo vero punto di svolta è avvenuto nella FP4 prima della Q1, abbiamo messo a punto una moto concordante alle mie sensazioni, contrariamente a quanto stava facendo la Yamaha in precedenza. La mia moto ora è su una strada e quella di Valentino dall’altra».