Nicky Hayden e quella eredità troppo pesante per chiunque

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Il dolore per la perdita di un pilota e soprattutto di un uomo come Nicky Hayden è ancora fortissimo, ma il mondo del Racing andrà avanti e quella sella nel box Honda costituisce un’eredità pesantissima

Quando si è diffusa la notizia della morte di Nicky Hayden, c’è stato un pensiero che tutti hanno tenuto a debita distanza. Eppure sappiamo che il mondo va avanti sempre, e anche nello sport tutti tasselli devono andare al posto giusto. C’è un rispetto assoluto da parte di tutti nei confronti del pilota e dell’uomo, e non c’è mai stata fretta nella definizione di quel nome, il nome del pilota destinato a sostituire Nicky Hayden in sella alla Honda CBR del Team Ten Kate. Ma il tempo passa spesso più velocemente di quanto vorremmo, ed iniziano a girare alcune voci su chi potrebbe ereditare la CBR Sp-2 orfana del Kentucky Kid.

Il peso sulle spalle di questo pilota, chiunque sia, sarà enorme. Un carico di pressione elevatissimo non tanto per le aspettative sportive, quanto forse per quelle umane. La stagione 2017 di Hayden non è stata generosa di risultati, con la Honda costretta ad inseguire dopo aver consegnato le moto molto tardi alla squadra olandese gestita dai fratelli Ten Kate. Ma chiunque sia designato per salire su quella moto dovrà fare i conti con l’eredità “morale” di un pilota come Nicky. Dovrà sopportare il peso e la pressione di sostituire un pilota che negli anni si è conquistato l’amore di un pubblico enorme di fan. Un pilota che ha lasciato il segno sia per i risultati in pista che per l’alchimia con i tifosi fuori da questa.

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Qualsiasi pilota venga scelto, dovrà confrontarsi in ogni momento con ciò che Nicky Hayden ha rappresentato per i tifosi, e questo aumenterà enormemente il carico di responsabilità sulle sue spalle. Non è il caso di lanciarsi in un toto-piloti che in questo momento semplicemente non ha senso. La squadra ha fatto girare a Misano il tester Michele Magnoni, e c’è una possibilità che quel test fosse un’opportunità per valutare di schierare il pilota in gara. C’è invece chi afferma che la Honda gradisca un pilota giapponese, magari scelto tra i tester della Casa di Tokyo che abitualmente corrono nella serie All Japan SBK. Ma il punto della questione non è il nome del pilota che salirà su quella moto. Il vero nocciolo della questione è capire che chiunque avrà quest’onore, dovrà confrontarsi con un fardello pesantissimo. Perchè quando devi sostituire un campione del mondo e non sei altrettanto veloce, non c’è nessun problema. Chi potrebbe accusarti di nulla? Ma se ti chiedono di sostituire un pilota che era veloce e che si è guadagnato un enorme affetto da parte del pubblico, la faccenda cambia considerevolmente.

Non sappiamo quale sarà il nome del pilota, ma siamo certi che il suo compito sarà durissimo. Chiunque sogna l’occasione della vita ed anche un pilota può sognare di debuttare in SBK in sella alla moto di un team di prestigio. Ma quando questa occasione significa prendere il posto di chi era amato da tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori, la situazione cambia profondamente. Chiunque sia il pilota che dovrà ricevere la Honda n°69 in eredità, si merita l’appoggio da parte di tutti. Non si confronta solo con un cronometro o con una classifica. Si confronta con qualcosa che probabilmente nessuno sarà mai in grado di battere, ovvero l’infinito cuore di un grande uomo. Un ragazzo del Kentucky che si chiamava Nicky.