Paolo Ciabatti racconta presente e futuro di Ducati

PAOLO CIABATTI FUTURO DUCATI
@DUCATI

Paolo Ciabatti ha partecipato alla presentazione del Team Pramac e ci ha raccontato il presente e futuro di Ducati, tra l’emozione di avere Lorenzo in squadra e la volontà di vincere ovunque. Sempre con cuore Desmo

Se da un lato Gigi Dall’Igna rappresenta il riferimento per qualsiasi aspetto tecnico in Ducati, dall’altro troviamo Paolo Ciabatti, che è il responsabile del progetto Ducati MotoGP ed è lo stratega più importante per la Casa di Borgo Panigale. Abbiamo avuto modo di incontrare Ciabatti in diverse circostanze, e non è mai stato banale in nessuna delle sue dichiarazioni. In occasione del round SBK di Imola 2016, affermò che Jorge Lorenzo avrebbe fatto innamorare la Ducati, e quanto predetto è in effetti avvenuto. Alla presentazione del Team Pramac abbiamo di nuovo parlato con un manager sempre disponibile a parlare di tutto il mondo Ducati. Dalla MotoGP, alla SBK, passando per la produzione di serie ed il futuro del Desmo nel racing.

Paolo, avevi previsto che Lorenzo sarebbe piaciuto al popolo Ducati. Raccontaci l’emozione dell’arrivo nella Factory di Borgo Panigale.

«E’ stato impressionante e quasi commovente la prima visita di Jorge alla fabbrica perchè siamo passati negli uffici, poi siamo scesi tra gli operai, e tutti si sono fermati per accoglierlo, per dargli il benvenuto in famiglia. Lui è rimasto profondamente colpito nel vedere quanto positivamente è stato accolto dal mondo dei ducatisti, proprio a partire dalla nostra fabbrica. Lo vogliono fortemente ducatista esattamente come noi lo volevamo fortemente pilota. Sente una responsabilità importante, ma è un pilota estremamente competitivo ed è abituato a certe pressioni. Jorge Lorenzo ha fatto questa scelta perchè ha l’obiettivo di riuscire a vincere un campionato, ma noi speriamo che siano più di uno, con una moto diversa dalla Yamaha con cui ha sempre corso. Ci sta mettendo tutto l’impegno necessario, è un pilota molto perfezionista e questo è uno stimolo in più anche per noi»

Qual’è l’attuale situazione della GP17, e cosa pensi possa fare Petrucci per aiutare il Team Factory?

«Sappiamo di avere alcuni aspetti della moto su cui lavorare, ma abbiamo anche i piloti giusti per farlo. Da Lorenzo a Dovizioso ed ovviamente Petrucci, che ha la stessa moto dei due ufficiali Ducati e con i km in sella potrà dare indicazioni molto preziose per sviluppare la moto più velocemente»

All’epoca della decisione su chi potesse essere il compagno di Lorenzo, ti chiedemmo se Petrucci potesse essere un papabile a quel ruolo. La tua risposta fu netta, eppure oggi Petrucci ha una moto ufficiale come quella di Lorenzo e Dovizioso. Come ci si è arrivati?

«All’epoca Danilo non rientrava nei nostri progetti per la squadra Factory perchè il Team interno ha obiettivi molto importanti, vuole vincere gare e titoli mondiali e quindi avevamo bisogno di piloti che hanno già dimostrato di poter vincere gare e mondiali. Danilo, che è un ottimo pilota, non aveva vinto nè l’uno nè l’altro all’epoca della decisione e non era un candidato per la moto ufficiale. Poi in realtà c’è stata la possibilità di assegnare una moto ufficiale a Pramac e lui se l’è meritata. Come ha detto lui stesso, adesso non ha più scuse! Ha una moto ufficiale e non più il modello dell’anno prima, quindi sa di avere responsabilità e siamo certi che saprà dimostrare il suo vero valore»

Tu supervisioni il progetto Ducati in MotoGP ed anche in SBK. Come hai vissuto il primo week end di gare di Chaz Davies e Marco Melandri? La Panigale sembra cresciuta parecchio rispetto al 2016.

«Oltre alle due moto ufficiali, è andato molto forte anche Xavi Fores con la Panigale del Team Barni, che è stato in lotta per le prime posizioni per tutto il week end. Noi abbiamo fatto un grosso lavoro l’anno scorso, ed abbiamo affinato questo lavoro durante l’inverno tirando fuori qualche altro cavallo dalla Panigale R. Nella prima gara è mancata solo la vittoria, però Chaz non voleva ripetere l’errore dello scorso anno, quando per cercare di battere Rea è caduto, segnando uno 0 che poi si è rivelato molto pesante in classifica per il campionato. Due secondi posti e 40 punti sono un risultato positivo, ed anche Marco è stato bravissimo, perchè non era affatto scontato che al rientro in gara, su una pista così difficile ed in piena bagarre, riuscisse ad andare così forte. Peccato per la caduta in Gara 1, ma ha assolutamente dimostrato di essere il Melandri che ci aspettavamo ed ha dimostrato di saper lavorare molto bene con la squadra e sarà senza dubbio uno dei protagonisti del mondiale»

Domenicali ha parlato della volontà di portare il V4 sulle moto di produzione e quindi in SBK. Tu cosa pensi di questo cambio epocale per Ducati?

«ll nostro primo obiettivo è vincere con la Panigale quest’anno ed anche il prossimo, poi è chiaro che un’azienda deve anche guardare al futuro e cercare di sviluppare dei prodotti che siano sempre di più in linea con le aspettative dei clienti. Claudio Domenicali ha parlato di un progetto del futuro prossimo Ducati, che quando sarà il momento porteremo in gara. Abbiamo sviluppato in MotoGP un motore 1000 quattro cilindri molto competitivo, quindi è normale che da questo prodotto possa nascere un futuro modello sportivo Ducati per la produzione ed il racing. L’importante è che una Ducati abbia il sistema Desmo, poi tutto il resto si può mettere in discussione. Con la Panigale abbiamo messo in discussione il telaio a traliccio, però la Panigale resta una Ducati anche se ha una soluzione del tutto particolare per il telaio. Nessuno ha mai messo in discussione che sia una vera Ducati»

Si è parlato della possibilità per Ducati di sviluppare un progetto Moto3. Da cosa deriva questo interessamento per una categoria così lontana dai canoni Ducati?

«Abbiamo fatto una considerazione. Dalla Moto3 escono quasi tutti i talenti che poi fanno un percorso che li porta fino alla MotoGP ed è un campionato estremamente competitivo. Il primo target di Ducati è vincere in SBK e MotoGP, e dopo potrebbe destinare delle risorse ad un progetto sulla Moto3 anche per creare una filiera di Team e piloti che facciano un percorso assieme a Ducati fino alla MotoGP. Noi adesso abbiamo Pramac in MotoGP e due Team come Avintia e Aspar, e quindi disponiamo di molti piloti in MotoGP. Però è chiaro che questi piloti arrivano in Ducati quando già hanno fatto un percorso in altre categorie e con altre squadre. Volendo accompagnare un pilota dai primi passi nel paddock della MotoGP, lo step necessario è la Moto3. Come ho detto, non è un progetto attualmente concreto, non ci sono disegni del motore, non ci sono programmi per il momento. Inizieremo a farne quando avremo raggiunto i nostro obiettivi primari che sono vincere in SBK e MotoGP»