Paolo Ciabatti: “Lorenzo conquisterà i tifosi Ducati” 

paolo ciabatti

Il manager di Ducati Corse accoglie Jorge Lorenzo nella famiglia bolognese, certo che sia stata la miglior mossa possibile dalla Casa italiana. In questa intervista ci racconta di come la Panigale è arrivata a vincere con Davies e di quali sono le priorità per il mercato 2017 in MotoGP

Quando ti trovi davanti un manager di successo come Paolo Ciabatti, è naturale voler porre tante domande sulla MotoGP e sulla SBK. Per fortuna, nonostante abbia un ruolo di grandissima responsabilità, il capo di Ducati Corse è rimasto un grandissimo appassionato, che racconta le sfide che attendono i piloti in pista come farebbe qualsiasi appassionato in cima al passo di montagna dopo una tirata. La Ducati sta vivendo un grande momento di forma in entrambe e Ciabatti non si tira indietro quando si tratta di parlare di tecnica, di mercato e delle prospettive per il futuro della Casa di Borgo Panigale. E’ sicuro che la Ducati saprà dare a Lorenzo una moto per tornare a vincere come con Casey Stoner, ma per ora lo considera un grande avversario in pista e vorrebbe batterlo con Iannone e Dovizioso.

Finalmente la Panigale sta andando fortissimo in SBK con Chaz Davies. Qual’è stato il punto di svolta di questo progetto?

Sicuramente le evoluzioni portate in questo periodo alla Panigale, a partire da Aragon, hanno aiutato a colmare quel gap di velocità massima che avevamo nei confronti di alcuni rivali, allineandoci alle prestazioni delle Kawasaki e Chaz se la può giocare su tutti i circuiti. Ad Assen c’erano delle condizioni meteo che hanno complicato la vita un po’ a tutti, mentre ad Imola ha fatto una qualifica incredibile e due ottime gare, in testa dall’inizio alla fine. E’ stata una grandissima prestazione, ma lui in questo momento è in formissima e la moto lo asseconda grazie anche alle evoluzioni che abbiamo portato di cui ti parlavo prima, come gli scarichi ed alcune piccole evoluzioni sul motore.

Come mai la Panigale per ora riesce ad essere sfruttata al 100% solo da Chaz Davies? Pensi che l’evoluzione della moto si sia allontanata dalle esigenze di Davide Giugliano?

C’è da dire che ad Imola Davide ha avuto qualche inconveniente tecnico in gara che non bisogna dimenticare nel giudicare il suo risultato. C’è poi da considerare che Davide è rimasto fuori praticamente per quasi tutta la stagione 2015, mentre la moto si è evoluta. Sicuramente non è la situazione ideale, quindi quest’anno è po’ più complicato per Davide riprendere il ritmo. D’altronde Chaz con questa moto ci ha fatto tutto il campionato 2015 con un crescendo costante di prestazioni, mentre Davide è tornato a lavorarci solo quest’inverno. Quindi è normale che ci voglia un po’ di tempo per lui.

Prossima tappa in Malesia, dove la differenza di cv in passato ha dato qualche problema sui lunghi rettilinei di Sepang. L’anno scorso Davies ci ha vinto, pensi che si possa ripetere quanto visto ad Imola?

Sepang è una pista dove anche l’anno scorso, nonostante fossimo un pochino carenti nelle prestazioni motoristiche, Chaz è riuscito a vincere una gara con una manovra arrembante all’ultima curva. Quest’anno sarà importante vedere se su un circuito così, con rettilinei molto lunghi in cui la potenza del motore è molto importante, riusciremo ad avere le prestazioni che abbiamo ottenuto ad Aragon e ad Imola. Siamo molto fiduciosi, ma molto dipenderà dalle condizioni meteo che troveremo. Troveremo una situazione particolarmente rovente per quanto riguarda la temperatura dell’asfalto.

Si può dire che per Ducati questo è un ottimo periodo. La Panigale in SBK sta vincendo, la DesmosediciGP è molto competitiva ed è stato preso Jorge Lorenzo, con la precisa volontà di vincere, accettando di mettersi in gioco con un grande top rider. Quanto pensi che possa metterci un pilota come Jorge a trovare la chiave per interpretare al meglio la Ducati GP, che è così diversa rispetto alla M1?

In realtà quando uno sceglie un pilota come Jorge Lorenzo è perché ha ambizioni di potersi almeno giocare il titolo. Poi vincerlo o meno dipende sempre da tante variabili, però sicuramente nel prendere un pilota del calibro di Lorenzo, Ducati dimostra di ritenere di essere in grado di puntare al titolo. Abbiamo fatto il nostro esordio lo scorso anno con il nuovo progetto GP15 e la versione 2016 si è dimostrata subito molto competitiva in tutte le gare. Purtroppo non abbiamo raccolto tutto quello che avremmo potuto per tutta una serie di eventi che hanno coinvolto sia Dovizioso che Iannone. Poi nell’ultima gara a Jerez siamo stati messi particolarmente in difficoltà dalle scelte di carcasse portate da Michelin dopo i problemi avuti in qualifica in Argentina da Redding. Questa tipologia di gomma in questo momento ci penalizza tanto perché ha una carcassa molto rigida e quindi le moto pattinano molto. La nostra moto ha una potenza particolarmente esuberante e quindi speriamo che presto si possa tornare ad utilizzare quelle coperture che abbiamo sviluppato anche assieme agli altri costruttori nei test invernali. Detto questo, penso che saremo in grado di evolvere la Desmosedici in modo da renderla adatta alle caratteristiche di guida di Jorge, che poi non sono così lontane da quelle di Andrea Iannone, che riesce ad essere competitivo con questa moto. Pensiamo di avere una moto che si può adattare ai diversi stili di guida di diversi piloti e cercheremo di utilizzare quest’anno per portarla ancora ad un maggior livello di competitività.

Avete più volte detto di voler tenere in squadra uno degli attuali piloti, ma avete mai pensato invece di considerare Danilo Petrucci nel ruolo di compagno di team di Jorge nel 2017?

In questo momento la nostra priorità è cercare di capire se ci sono le condizioni per continuare con uno dei due Andrea, perché lavorano con noi da 4 anni ed hanno seguito entrambi l’evoluzione della moto, ne conoscono benissimo i pregi e i pochi difetti che sono rimasti. Soprattutto hanno seguito il lavoro che abbiamo fatto in questi anni per arrivare al livello attuale. Non abbiamo ancora scelto su quale dei due puntare e lo faremo nelle prossime settimane. Sarà comunque molto difficile perché sono due ragazzi con cui abbiamo un ottimo rapporto, che hanno condiviso con noi un anno molto difficile come il 2013. Poi abbiamo con loro vissuto le prime soddisfazioni nel 2014 e la rinascita con la GP15 dello scorso anno, che sta continuando con le buone prestazioni di questo inizio anno. Quindi non sarà una scelta facile. Per quanto riguarda Danilo, sicuramente è stato molto sfortunato ad avere quell’incidente nei test in Australia perché l’infortunio gli ha precluso la possibilità di mostrare il suo valore nelle prime gare di quest’anno. E’ un pilota che ha un contratto diretto con Ducati, come Scott Redding, ma in questo momento è difficile poterlo inserire in una lista di possibili piloti ufficiali per il futuro, anche perché quest’anno non lo abbiamo ancora visto in gara. Non è di certo colpa sua, però è un dato di fatto. Per cui, per i motivi di cui sopra, cercheremo di tenere uno dei due piloti attuali con il dispiacere di dover dire all’altro che purtroppo non c’è posto per lui in squadra, o almeno nella squadra ufficiale. Per quanto riguarda Danilo, vedremo cosa farà in Francia, è un pilota in cui abbiamo creduto e che ci piace molto, però in questo momento non è tra i papabili per questa posizione in tutta onestà.

In passato avere già preso un pilota per vincere dopo Stoner, ma Valentino non è mai entrato nel cuore dei ducatisti. In parte perché è mancato il successo, in parte perché Rossi era il nemico all’epoca di Casey. Ora arriva Jorge Lorenzo, che tipo di accoglienza ti aspetti per lui dai tifosi Ducati?

Premesso che io non ero in Ducati e non mi occupavo di MotoGP negli anni in cui c’è stato Valentino, la situazione oggi è molto diversa. L’Azienda è diversa, il reparto corse è diverso e anche la moto è molto diversa. Da un certo punto di vista, la moto è più convenzionale, anche se abbiamo introdotto novità come le alette aerodinamiche che non sono per niente convenzionali e che hanno lanciato un po’ una moda che è stata poi seguita dagli altri costruttori, anche se ora sono un po’ in discussione. Di fatto è una moto molto diversa da quella su cui salì Valentino Rossi, con la quale aveva vinto solo Casey Stoner, fatta salva la gara a Motegi con Loris Capirossi. Era una moto molto particolare ed in generale sono situazioni profondamente diverse. Noi abbiamo fatto questa scelta perché vorremmo essere vincenti con Jorge Lorenzo e con tutti i piloti che corrono con la Ducati in MotoGP. E’ chiaro che con lui che ha vinto tre titoli MotoGP finora le ambizioni sono immediatamente più alte. Penso che lui abbia le caratteristiche come pilota per poterci dare delle soddisfazioni , e quando un pilota vince qualcosa di importante per Ducati di solito entra anche nel cuore dei tifosi ducatisti. Questo è l’augurio per il prossimo anno, ma per ora Jorge rimane uno dei nostri avversari, molto difficile da battere quest’anno. Quindi per ora è qualcuno a cui cerchiamo di stare davanti con Dovizioso e Iannone, mentre dal prossimo anno sarà il pilota su cui puntare per cercare di riportare a Borgo Panigale il titolo dopo l’unico titolo vinto nel 2007 da Casey Stoner.

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