Ducati 916, la più bella moto della storia: dopo 25 anni è ancora così

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La prima moto moderna della storia: dopo 25 anni, la Ducati 916 è ancora la più bella

Nel 2018 ricorre il 25° anniversario dalla data di presentazione della mitica Ducati 916. Ecco la storia che c’è dietro la nascita di una vera icona che ha condizionato in modo impressionante tutta la produzione in ambito motociclistico e che continua a farlo un quarto di secolo dopo essere stata mostrata al pubblico per la prima volta. Un ritratto del grande Giovanni Di Pillo:

Il campionato mondiale Superbike ha completamente rivoluzionato tutta la produzione motociclistica mondiale obbligando le case a mettere in vendita delle vere moto sportive da pista disponibili a tutti gli appassionati. Le prime regine di questo nuovo corso furono due motociclette leggendarie, costruite dalle due case che si sono fronteggiati da sempre in questo mondiale. La Honda RC30 e la Ducati 916. Analizzeremo in dettaglio quella che da molti viene considerata la più bella e vittoriosa motocicletta della storia: la Ducati 916.

Creata da due geni incoscienti e coraggiosi come Claudio Castiglioni e Massimo Tamburini, la Ducati 916 è diventata un’icona mondiale in grado di resistere nel tempo fino alla sua terribile erede la 999. Sviluppata dall’ingegner Massimo Bordi e da un giovanissimo ingegner Claudio Domenicali, la Ducati 916 racchiudeva al suo interno tali e tante rivoluzionarie novità da richiedere oltre 11 brevetti. Con un pizzico di follia il classico bicilindrico a elle progettato da Fabio Taglioni fu dotato tutto in una volta di raffreddamento a liquido, quattro valvole per cilindro, accensione e iniezione elettronica. Il tutto racchiuso nel classico telaio di traliccio in tubi con le forme sensuali e sexy disegnate dal Leonardo da Vinci delle due ruote Massimo Tamburini.

Presentata al Motor show di Bologna nel 1993 fece rimanere davvero a bocca tutti gli appassionati. Era talmente avanti per quanto riguarda lo stile e la tecnica costruttiva che rimase in produzione praticamente immutata per 18 anni. Le uniche variazioni hanno riguardato il poderoso bicilindrico che arrivò fino ad una cilindrata di 996 cm e una potenza di oltre 30 cavalli rispetto al modello originale. In pista debuttò subito nel 1994 affidata al leggendario Giancarlo Falappa e a quello che poi sarebbe diventato King Carl Fogarty, riscrivendo la storia delle competizioni e del mondiale Superbike.

Corta, leggera ed estremamente maneggevole, si discostava anni luce dalla sua progenitrice: la rozza e tozza Ducati 888. Ad esclusione della Honda, che aveva presentato la splendida RC30, questa Ducati obbligò tutte le altre case a progettare e costruire per la prima volta nella storia vere moto da competizione disponibili in vendita dai concessionari. In effetti Yamaha, Suzuki e Kawa avevano in produzione di modelli che sembravano del paleolitico al confronto di questa incredibile Ducati 916. E’ solo grazie all’uscita della Ducati 916 che sono nate le leggendarie serie R1 e Gs XR Suzuki. Mentre Honda ha proseguito la costruzione di piccole serie molto costose del suo fantastico V4 per poi decidere di puntare sulla CBR1000RR e sulla bicilindrica VTR.

Se esteticamente lasciava davvero a bocca aperta per le sue linee sexy e le sue soluzioni completamente inedite come il forcellone monobraccio e le marmitte sotto la sella, la Ducati 916 lasciò altrettanto stupefatti i tester che per la prima volta riuscirono a provarla nella sua presentazione di Misano. Era davvero la prima moto moderna della storia. Stretta come un monocilindrico, molto corta si lasciava guidare come una vera moto da gran premio. Scendeva in piega da sola in modo preciso e chirurgico senza bisogno di inserirla con violenti movimenti degli avambracci. Il suo telaio permetteva per la prima volta di azzardare staccate violente fin dentro le curve e il bicilindrico di 916 cm³ spingeva in modo pauroso dai 3000 giri fino ad un regime di oltre 9000 giri, con un sound e una spinta mai viste prima nella storia dei due cilindri. Tutti noi capimmo quel giorno che quella moto sarebbe stata veramente unica e irripetibile. Tanto che io andai immediatamente da Claudio Castiglioni per ringraziarlo di cuore e per ordinare immediatamente la mia Ducati 916 che ancora tengo orgogliosamente in salotto.

Ducati 916 creò realmente un punto di non ritorno, un giro di boa della storia della produzione di moto ipersportive. Dopo di lei nessun’altra moto può vantare 18 anni di vita e l’incredibile numero di vittorie conquistate nel mondiale Superbike.