Ducati 916, la più bella moto della storia

ducati 916

La prima moto moderna della storia: storia e caratteristiche della Ducati 916

Il campionato mondiale Superbike ha completamente rivoluzionato tutta la produzione motociclistica mondiale obbligando le case a mettere in vendita delle vere moto sportive da pista disponibili a tutti gli appassionati. Le prime regine di questo nuovo corso furono due motociclette leggendarie, costruite dalle due case che si sono fronteggiati da sempre in questo mondiale. La Honda RC30 e la Ducati 916. Analizzeremo in dettaglio quella che da molti viene considerata la più bella e vittoriosa motocicletta della storia: la Ducati 916.

Creata da due geni incoscienti e coraggiosi come Claudio Castiglioni e Massimo Tamburini, la Ducati 916 è diventata un’icona mondiale in grado di resistere nel tempo fino alla sua terribile erede la 999. Sviluppata dall’ingegner Massimo Bordi e da un giovanissimo ingegner Claudio Domenicali, la Ducati 916 racchiudeva al suo interno tali e tante rivoluzionarie novità da richiedere oltre 11 brevetti. Con un pizzico di follia il classico bicilindrico a elle progettato da Fabio Taglioni fu dotato tutto in una volta di raffreddamento a liquido, quattro valvole per cilindro, accensione e iniezione elettronica. Il tutto racchiuso nel classico telaio di traliccio in tubi con le forme sensuali e sexy disegnate dal Leonardo da Vinci delle due ruote Massimo Tamburini.

Presentata al Motor show di Bologna nel 1993 fece rimanere davvero a bocca tutti gli appassionati. Era talmente avanti per quanto riguarda lo stile e la tecnica costruttiva che rimase in produzione praticamente immutata per 18 anni. Le uniche variazioni hanno riguardato il poderoso bicilindrico che arrivò fino ad una cilindrata di 996 cm e una potenza di oltre 30 cavalli rispetto al modello originale. In pista debuttò subito nel 1994 affidata al leggendario Giancarlo Falappa e a quello che poi sarebbe diventato King Carl Fogarty, riscrivendo la storia delle competizioni e del mondiale Superbike.

Corta, leggera ed estremamente maneggevole, si discostava anni luce dalla sua progenitrice: la rozza e tozza Ducati 888. Ad esclusione della Honda, che aveva presentato la splendida RC30, questa Ducati obbligò tutte le altre case a progettare e costruire per la prima volta nella storia vere moto da competizione disponibili in vendita dai concessionari. In effetti Yamaha, Suzuki e Kawa avevano in produzione di modelli che sembravano del paleolitico al confronto di questa incredibile Ducati 916. E’ solo grazie all’uscita della Ducati 916 che sono nate le leggendarie serie R1 e Gs XR Suzuki. Mentre Honda ha proseguito la costruzione di piccole serie molto costose del suo fantastico V4 per poi decidere di puntare sulla CBR1000RR e sulla bicilindrica VTR.

Se esteticamente lasciava davvero a bocca aperta per le sue linee sexy e le sue soluzioni completamente inedite come il forcellone monobraccio e le marmitte sotto la sella, la Ducati 916 lasciò altrettanto stupefatti i tester che per la prima volta riuscirono a provarla nella sua presentazione di Misano. Era davvero la prima moto moderna della storia. Stretta come un monocilindrico, molto corta si lasciava guidare come una vera moto da gran premio. Scendeva in piega da sola in modo preciso e chirurgico senza bisogno di inserirla con violenti movimenti degli avambracci. Il suo telaio permetteva per la prima volta di azzardare staccate violente fin dentro le curve e il bicilindrico di 916 cm³ spingeva in modo pauroso dai 3000 giri fino ad un regime di oltre 9000 giri, con un sound e una spinta mai viste prima nella storia dei due cilindri. Tutti noi capimmo quel giorno che quella moto sarebbe stata veramente unica e irripetibile. Tanto che io andai immediatamente da Claudio Castiglioni per ringraziarlo di cuore e per ordinare immediatamente la mia Ducati 916 che ancora tengo orgogliosamente in salotto.

Ducati 916 creò realmente un punto di non ritorno, un giro di boa della storia della produzione di moto ipersportive. Dopo di lei nessun’altra moto può vantare 18 anni di vita e l’incredibile numero di vittorie conquistate nel mondiale Superbike.

6 Commenti

  1. Ciao Di Pi! Ti seguo dal lontano 2001 ed ho avuto modo di parlare con te diverse volte (l’ultima è stata al D-Store di Milano a fine 2014, con Sykes e Salom presenti), rimananedo ogni volta contentissimo!
    Per una volta, però, devo fare un’osservazione: la “rozza e tozza” 888 (anch’essa però – a mio modo di vedere – terribilmente sexy, guardare una 888 SP4 per credere) era già dotata di un V2 con raffreddemento a liquido, con accensione ed iniezione elettronica! 😉

    • tutte le sbk ducati dal 89 al 2011 (851 888 916 996 998 999 1098) sono state vincenti ed ancora oggi stupende!!!senza dimenticare il coraggioso 999 unica ducati a (stra)vincere a pari cilindrata delle 1000 frontemarcia…la panigale ad esempio non sta riuscendo a portare avanti il nome sbk nel mondo

  2. Troppe inesattezze in questo articolo..non sembra scritto da un intenditore.
    Non è il primo motore a Liquido e 4 valvole per cilindro di ducati..il motore della 916 esisteva già e come..sulla ”rozza e tozza” 888 e ancor prima sulla 851 che tra l’altro sono state moto fantastiche e plurivittoriose.
    E’ stata presentata all’ EICMA che è un mese prima del Motor show ed è la maggior fiera d’italia.
    La ”Gs XR” non è mai esistita, è esistita e esiste ancora la GSX-R che è nata quasi 10anni prima della 916 e negli anni 80 è stata una moto che ha dato un bel giro di vite allo sviluppo delle moto sportive come le conosciamo oggi. Saluti

    • buon giorno a tutti , mi sono trovato per caso in questa pagina e vorrei anch’io dire la mia : il primo motore quattro valvole con raffreddamento a liquido è stato il 748 da endurance del 1985 ma testato di nascosto nel ’84 era quella moto che portarono al bol d’or per la ventiquattr’ore ma alla quttordicesima ora ebbe dei problemi di bielle e fu ritirata dalla corsa ma da li iniziò tutta la storia dei quattrovalvole . Nel ’86 vinsero a Daytona con l’ 851 e nell’87 diventò 851 tricolore SBK (Adriano Zanoni “tarakyracing”) saluti a tutti i Ducatisti