La rincorsa di Marquez e la sfida Lorenzo-Rossi a Indianapolis

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La pausa estiva del Campionato MotoGP è terminata: il circus del motomondiale si ritrova sul catino di Indianapolis per la seconda tappa nordamericana e la decima della stagione 2015

L’appuntamento in terra tedesca ci ha restituito un Marquez in modalità Terminator, con una vittoria perentoria e la consapevolezza di aver trovato una soluzione alla maggior parte dei problemi accusati dalla RCV. Il fatto che anche Pedrosa abbia ritrovato la strada del podio, potrebbe suggerire che la Honda è tornata ad una condizione simile a quella del 2014, con una coppia di piloti capace di salire in cattedra in ogni Gran Premio.

Se a queste considerazione aggiungiamo i confortanti risultati ottenuti nei test di Misano e il fatto che Marquez vinca ininterrottamente ad Indianapolis da tre anni, è facile indicare lo spagnolo come favorito per questo round. Il compagno di squadra Daniel Pedrosa ha superato il periodo buio di inizio stagione e può aiutare Marquez nella rincorsa al titolo mettendo la propria moto tra quella del compagno di squadra e le due Yamaha di Rossi e Lorenzo.

Parlando di piloti Yamaha, ad Indianapolis forse è proprio Lorenzo quello più atteso ad una prova fondamentale di questa stagione. Il maiorchino ad inizio stagione ha messo assieme quattro vittorie incredibili, sembrando l’unico in grado di poter dominare il Mondiale. Ma quel vecchio marpione di Rossi ha saputo attendere il momento opportuno e nelle ultime due gare ha battuto il compagno di Team in maniera piuttosto netta. Il Mondiale di Jorge è ad una svolta in terra americana, poiché non sono tanto i punti che lo separano da Valentino il problema (appena 13) quanto l’inerzia del campionato, attualmente negativa, a dover essere invertita in fretta.

Valentino Rossi da parte sua ha approfittato del periodo di pausa per ricaricare le batterie e farsi trovare pronto dalla muta di mastini che gli danno la caccia in testa al Mondiale. Nel fine settimana di Sepang ha visto il proprio storico rivale Biaggi salire sul podio a 44 anni di una gara del WSBK. Siamo proprio certi che a 36 anni Rossi sia da considerare vecchio? Valentino ha ancora tante gare da correre e l’attitudine al lavoro e al sacrificio, uniti ad un talento infinito, gli permetteranno di lottare ancora per il Mondiale anche in futuro. Ma la chance di quest’anno è nitida e il Dottore farà di tutto per coglierla vincendo il decimo titolo.

La Ducati negli ultimi GP sembra aver perso leggermente la bussola. Il punto sulla situazione è stato fatto da Andrea Dovizioso in una lunga intervista. Desmodovi ha offerto una visione completa dell’attuale momento che vive la Ducati, facendo comprendere come i risultati delle prime Gare avessero forse illuso sul livello reale di competitività della GP15. Che la moto sia nata bene è indubbio ma c’è tanto lavoro ancora da fare e tantissima esperienza da mettere assieme. L’anno prossimo sarà molto più facile mettere a punto la moto, dopo aver raccolto tante informazioni quest’anno. Ma i tifosi ovviamente non si accontentano e vogliono una vittoria. Indianapolis, Brno e Silverstone sono un trittico che metterà in chiaro il vero potenziale di questo progetto.

Il popolo rosso spera di vedere una Desmosedici completamente al top nel round di settembre a Misano, pista di casa per la Ducati e i tifosi. Se il lavoro svolto nei test si dimostrerà valido, i frutti verranno senza dubbio raccolti dal Team sui prossimi circuiti. Il lavoro di Dall’Igna consiste nel tradurre i risultati dei test e mettere assieme il miglior pacchetto possibile da offrire a Dovizioso e Iannone nella seconda metà di questa stagione.

Anche la Suzuki ha provato a lungo a Misano, riuscendo ad essere molto veloce. Il problema per le moto di Hamamatsu continua ad essere il gap di potenza e l’eccessivo consumo di gomme, poiché sul singolo giro le moto non hanno nulla da invidiare alle migliori presenti in griglia. La GSX-RR è una splendida moto, ed una volta trovato il bandolo di questa intricata matassa, Espargarò e Vinales sapranno regalare splendide soddisfazioni al Team Manager Davide Brivio, che ha messo assieme una grande squadra per il ritorno ai GP della Suzuki.

Dopo l’impresa alla 8 ore di Suzuka, che ha regalato soddisfazione immensa ma anche un carico di lavoro aggiuntivo, la coppia Tech3 Espargarò e Smith tenterà di guadagnare ulteriore stima da parte della Yamaha ed ottenere la riconferma per le M1 gestite dal Team di Harvè Poncharal. La vittoria nella Gara Endurance ha senza dubbio aumentato le quotazioni dei due giovani piloti, che hanno la ghiotta opportunità di restare in sella a due delle moto più veloci in pista anche per il 2016.

La vicenda riguardante il Team Forward avrebbe potuto causare la mancanza in griglia di partenza nella categoria top di Stefan Bradl e Baz in sella alle Yamaha M1 Open. Ma il tedesco ha raggiunto un accordo con l’Aprilia per sostituire Laverty e terminare la stagione sulla RS-Gp inizialmente destinata a Marco Melandri. Il francese Loris è stato meno fortunato e ha forse fiducia nel fatto che il Team possa schierarsi regolarmente a Brno. L’impresa è improba e la disperata corsa contro il tempo e la mancanza di fondi rendono piuttosto nebuloso il futuro della squadra di Cuzari.

L’Aprilia e il Team Gresini hanno per la prima volta quest’anno l’opportunità di schierare un vero riferimento per valutare il lavoro svolto finora. Bautista si sta impegnando tantissimo e il non poter contare sul contributo di uno svogliato Melandri ha senza dubbio rallentato il processo di sviluppo della moto svolto in pratica da un solo pilota fino a questo punto della stagione. Stefan Bradl non è purtroppo al 100% della propria condizione atletica ma la fame e la voglia di fare bene saranno di grande aiuto per il pilota tedesco, che punta decisamente a restare dalle parti di Noale anche l’anno prossimo.

A Indianapolis ci sarà anche il gradito ritorno di Toni Elias in sella ad una Honda MotoGP, in particolare quella del ceco Karel Abraham che ancora non si è rimesso completamente da un infortunio più grave del previsto. Per vari giorni si è parlato di una sella per Van Der Mark in MotoGP ma evidentemente la Honda ha altre idee per il futuro del pilotino olandese.

Il piccolo fantino spagnolo è stato vittima assieme ad Ayrton Badovini della bufala del Team Jr BMW che aveva in Troy Corser il direttore sportivo ed una provenienza caraibica, avendo sede legale e licenza sportiva nella Repubblica Domenicana. Il 2015 era iniziato decisamente male per i due piloti, con il Team che si è presto rivelato un fantasma lasciando a piedi due ottimi professionisti. Badovini ha trovato la propria strada nel Team BMW Italia, mentre lo spagnolo si è messo in mostra con un’ottima performance alla 8 Ore di Suzuka in sella alla CBR del Team Moriwaki prima che la squadra avesse problemi tecnici durante la maratona giapponese. La Honda deve aver notato le prestazioni dello spagnolo ed ha lasciato il tester Aoyama.

Un bellissimo ricordo per i tifosi italiani legato a questo circuito riguarda il nostro amatissimo SuperSic. Marco Simoncelli è stato l’ultimo italiano a vincere nel 2009 su questo tracciato, ultima stagione in 250 prima di passare alla MotoGP. In quell’occasione Marco riuscì a battere il rivale per la corsa al titolo, il giapponese Hiroshi Aoyama regalando l’ultimo trionfo di un pilota italiano negli USA in una gara del Motomondiale.