Valentino Rossi ritira il ricorso al TAS

Un breve comunicato stampa emesso direttamente dal Tribunale per l’arbitrato Sportivo (TAS) mette la parola fine alla vicenda che ha caratterizzato il burrascoso finale di stagione MotoGP 2015

Con la notizia di oggi relativa al ritiro del ricordo da parte di Valentino Rossi termina finalmente la querelle che ha animato le gare di Sepang e Valencia, decisive per l’assegnazione del titolo della classe regina del motomondiale 2015.

Un vero fulmine a ciel sereno che mette la parola fine su una brutta storia, proiettando tutti i protagonisti verso un futuro da vivere senza ombre. Nella settimana precedente il GP di Valencia, il TAS aveva comunicato di aver accolto il ricorso, ma di non poter emettere alcuna sentenza in tempo utile per influire sul weekend di gara, condannando di fatto Valentino Rossi a partire in ultima fila perdendo le residue speranze di conquistare il tanto agognato decimo titolo.

Questa sospensione sulla decisione aveva gettato in effetti un’ombra lunga sul mondiale, poiché in caso di una successiva accettazione completa delle motivazioni del pilota di Tavullia, il TAS avrebbe di fatto tolto credibilità a Dorna e FMI.

Perso il mondiale, ma vinto il ricorso, i legali di Valentino Rossi avrebbero potuto intentare una causa milionaria agli organi di governo del mondiale, gettando ancora più veleno sulla vicenda ed infangando definitivamente l’immagine di uno sport che poteva vantare un’assoluta estraneità ad episodi di questo genere.

Con la sua decisione, Rossi ha rinunciato alla possibilità di prendersi una bella rivincita personale, dimostrando al mondo che la penalità inflitta a Sepang era ingiusta. Così facendo Valentino ha salvaguardato l’immagine di uno sport a cui deve fama mondiale e milioni di tifosi sparsi per i continenti uniti nell’ormai famigerato #iostoconvale.

Tornano in mente le immagini di un Rossi che nel parco chiuso di Valencia bacchetta Carmelo Ezpeleta, dicendogli più volte: “Te l’avevo detto Carmelo, hai visto che hanno fatto?”.

Ed è proprio Ezpeleta, gran capo della Dorna, ad essere probabilmente la persona più grata a Rossi per questa sua decisione di rinunciare al ricorso. Se il pilota fosse andato avanti, non è assolutamente detto che avrebbe avuto ragione dai giudici di Losanna. Ma un’eventuale vittoria della tesi degli avvocati del Valentino nazionale sarebbero pesati come un macigno sulle teste pensanti che reggono le redini del motomondiale e che devono tantissimo alla fama ed al successo proprio alle imprese di vent’anni di carriera di Rossi.

Con questa notizia si chiude una stagione controversa, che ci ha regalato uno spettacolo incredibile in pista e restituito il piacere di vedere tanti duelli ed un mondiale finalmente tiratissimo, dopo il 2014 dominato da Marquez. Adesso non resta che concentrarsi sul futuro, nella speranza di ritrovare un manipolo di campioni affrontarsi in pista a viso aperto, nella costante ricerca del limite proprio e del mezzo.

Valentino Rossi ha davanti a sé un lungo inverno, in cui trovare feeling con le gomme Michelin e la nuova elettronica della M1, nella speranza di esprimere le proprie doti di Dottore al massimo e costruire l’arma che gli permetterà di riprendersi la propria rivincita personale in pista. E non nell’aula di un tribunale.