SBK, Fogarty su Rea: «Passa in MotoGP? Avrebbe senso solo su una moto Factory»

CARL FOGARTY

Carl Fogarty si gode probabilmente l’ultima stagione da recordman della SBK. Alle sue spalle, Jonathan Rea bussa alla porta dei quattro titoli iridati ed a fine 2018 potrebbero essere alla pari

Carl Fogarty è il simbolo della SBK degli anni 90′, la vera incarnazione del Racing più puro mai vissuto dagli appassionati. All’epoca dei suoi trionfi in sella alla poderosa Ducati 916, si ipotizzò spesso di un suo passaggio in quella che all’epoca era ancora la GP 500, e lo stesso Carl diede più di un assaggio alla categoria. Ma stupì il mondo nella sua wild card di Donington in sella alla Cagiva 500 nel 1994. Un quarto posto con tanto di beffa finale, con il motore ammutolito senza benzina mentre il britannico di stava involando verso un podio assolutamente incredibile. Un risultato che resterà ad imperitura testimonianza del potenziale di King Carl anche in sella ad una moto diversa da una SBK. Nonostante le numero tentazioni, Fogarty decise di consolidare il proprio regno diventando il pilota più vincente di sempre della categoria. Ma questo primato trema, sotto i continui colpi di Jonathan Rea, un altro britannico dal polso particolarmente sciolto.

Proprio a Carl Fogarty, è stato chiesto da Speedweek.com cosa pensa di Jonathan Rea e delle voci, poi rivelatesi infondate, di un suo passaggio in MotoGP nel 2018. King Carl ha anche parlato delle sirene che l’hanno attirato per anni verso la GP500, senza mai conquistarlo: «Ho ricevuto un’offerta da una squadra Yamaha privata, ed ho anche parlato con Garry Taylor di Lucky Strike Suzuki (la squadra che faceva correre Kevin Schwantz NDR). MA la possibilità più concreta fu quella con il team di Kenny Roberts tra il 1996 ed il 1997, ma non se n’è fatto nulla. Non ci tenevo molto all’epoca, perchè la SBK era la mia priorità assoluta. Guardando indietro, un pò mi dispiace di non aver tentato di correre su una Yamaha Marlboro di Roberts. Avrei di certo avuto successo anche in 500, avrei vinto gare. Non so se sarei stato in grado di vincere il titolo, sarebbe presuntuoso dire che avrei battuto Doohan. Ma non ci ho nemmeno provato, e devo conviverci». 

Dopo aver parlato dei tempi andati e delle mancate possibilità di confronto con il mostro sacro della 500 Mick Doohan, Fogarty parla dell’attuale Re della SBK, ovvero quel Jonathan Rea che deve salire l’ultimo gradino prima di arrivare a pari merito a quota 4 titoli conquistati, esattamente come King Carl: «Difficile vederlo in MotoGP, ormai ha Johnny ha 30 anni. Non sarebbe troppo vecchio per un cambiamento oggi, ma solo se avesse immediatamente una moto ufficiale da Honda, Ducati o Yamaha con un contratto minimo di due anni. Allora avrebbe senso provare. Sono un tifoso di Cal Crutchlow, che molti ritengono essere il miglior britannico in sella. Cal ha tante qualità, mentre Johnny le ha tutte. Secondo me, Rea è attualmente il pilota britannico migliore. E’ irrilevante che sia in SBK piuttosto che in MotoGP. Purtroppo oggi non c’è una moto per lui e sarebbe inutile correre per un ottavo o nono posto e qualche soldo in più. C’è anche chi pensa che correre per qualche anno in MotoGP sia un grande traguardo, ma per me non è il caso di Jonathan Rea»