Sebastian Vettel, caccia all’iride Rosso

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Una poltrona per quattro: secondo appuntamento con lo speciale sui quattro possibili candidati al titolo di campione 2016 di Formula 1. Tocca a Sebastian Vettel, al suo secondo anno da ferrarista

Di mondiali ne ha già vinti tanti Sebastian Vettel, quattro per la precisione e tutti con la Red Bull. Eppure ha dovuto cambiare casacca affinchè anche i più accaniti detrattori comprendessero il suo vero valore. Ma aldilà dell’innegabile forza delle vetture del team di Milton Keynes che lo hanno portato al successo, Vettel ha dimostrato in più occasioni di avere le qualità di un vero campione, sorprendendo fin dagli esordi.

La storia di Seb in Formula 1 inizia nel 2006, quando come tester della BMW, in prestito dalla Red Bull che lo ha allevato nel suo vivaio di giovani piloti, impressiona tutti nei venerdì di prove libere con grandi tempi. La prima occasione per scendere in pista in un intero weekend di gara arriva l’anno successivo, non ancora ventenne, quando a Indianapolis viene chiamato dalla casa tedesca per sostituire l’infortunato Kubica, dopo il brutto incidente occorso al polacco in Canada. Vettel fa subito bella figura, completando la gara in zona punti, all’ottavo posto. Poco più avanti nella stagione, in Ungheria, la Red Bull decide che è tempo di portarlo in pista a tempo pieno e ottiene il sedile della Toro Rosso in sostituzione dell’americano Scott Speed. È così, dopo qualche difficoltà iniziale e un possibile podio mancato in Giappone, dove in regime di safety car dopo un improvviso rallentamento di Hamilton va a speronare il futuro compagno di squadra Mark Webber, con tanto di lacrime ai box, Vettel comincia a dimostrare le sue capacità, chiudendo la stagione con uno splendido quarto posto in Cina.

Il 2008 vede la sua conferma in Toro Rosso. La stagione non parte nel migliore dei modi, con una serie di ritiri nelle prime gare, ma superata la fase iniziale Vettel ottiene una striscia positiva di risultati fino alla storica gara di Monza, dove gli appassionati italiani hanno avuto il primo assaggio del suo grande talento. Il weekend è di quelli funestati da pioggia battente e al sabato molti big non ottengono buoni risultati in qualifica, con Vettel che invece stupisce tutti, ottenendo la sua prima pole in carriera. È solo l’inizio di una lunga serie di partenze al palo, vera specialità del tedesco che sul giro singolo dimostra un talento incredibile. La domenica, sempre sotto la pioggia, Vettel parte forte mantenendo la testa della corsa e nulla può la McLaren di Kovalainen, secondo, che ad ogni giro accusa sempre più distacco. Vettel conduce la gara dall’inizio alla fine andando ad ottenere la sua prima vittoria in carriera, ancora oggi il primo ed unico successo nella storia della Toro Rosso, concludendo così nel migliore dei modi una giornata storica per sè stesso e per il team di Faenza. Con questo risultato il tedesco diventa il più giovane pilota della storia ad aver ottenuto una pole e una vittoria, chiudendo il campionato con un’ottimo ottavo posto finale.

Nel 2009, in concomitanza con il nuovo regolamento tecnico, la Red Bull porta Vettel nel suo team principale, di fianco all’australiano Mark Webber. La vettura, realizzata da Adrian Newey, si dimostra subito in grado di lottare per le prime posizioni, dietro alla sola Brawn GP, e così Vettel vive la sua prima stagione da protagonista, chiudendo l’anno con ben quattro vittorie e secondo in campionato alle spalle di Jenson Button, vincitore del titolo.

Nell’annata successiva la Red Bull si conferma molto competitiva e Sebastian Vettel ottiene un gran numero di pole position. In gara però la vettura non è sempre affidabile e Vettel è più volte costretto al ritiro mentre si trova al comando della corsa. Questo, unito a qualche errore di gioventù del tedesco, rende il mondiale uno dei più combattuti degli ultimi anni, con le due Red Bull, le due McLaren e la Ferrari di Alonso a giocarsi gare e titolo. Nel finale di stagione però Sebastian Vettel tira fuori le unghie, ed è in netto recupero sui suoi avversari, quando in Corea la sfortuna torna a colpirlo. Il tedesco è costretto ancora una volta a ritirarsi mentre è in testa alla corsa, cedendo così la vittoria alla Ferrari di Alonso, che vola in testa alla classifica con ben 25 punti di vantaggio su Vettel, a due gare dalla fine del mondiale. In Brasile la Red Bull non ha rivali e i due alfieri portano a casa una doppietta con Vettel davanti al compagno di squadra. Il tedesco guadagna così 10 punti sul rivale Alonso, che chiude terzo. Ad Abu Dhabi il mondiale sembra comunque perso, Vettel conquista ancora una volta la pole position, ma al ferrarista basta chiudere tra i primi quattro per aggiudicarsi il titolo. In gara però arriva il colpo di scena. La Ferrari decide infatti di impostare la propria strategia su Webber, il più vicino in classifica tra i rivali, dimenticandosi di Vettel in prima posizione. È così, quando Webber rientra ai box dopo un lieve contatto con le barriere, Alonso lo segue al giro successivo. Entrambi finiscono nel traffico e il ferrarista passa il resto della gara alle spalle della Renault di Petrov, troppo veloce da superare in rettilineo, chiudendo la gara in settima posizione. Davanti invece Sebastian Vettel trionfa portando a casa il primo titolo iridato della sua carriera e diventando il più giovane campione di Formula 1 nella storia.

Iniziano così gli anni dei grandi successi. Il 2011 è una marcia trionfale con la Red Bull che, nelle mani di Vettel, domina il campionato. Il tedesco vince il secondo titolo mondiale con ben 11 vittorie e 15 pole position, che gli valgono l’ennesimo record ottenuto. Nel 2012 la Red Bull non è più così dominante e il campionato nella prima fase risulta estremamente equilibrato, con sette diversi vincitori in altrettante gare. Nella seconda parte di stagione però è ancora Vettel a fare la differenza, con quattro vittorie consecutive che riportano il tedesco in testa al mondiale, ancora una volta in lotta con Alonso. L’epilogo in Brasile è una gara avvincente e ricca di colpi di scena, che vede la pioggia ancora una volta protagonista. Il tedesco, poche curve dopo la partenza, viene colpito dalla Williams di Bruno Senna e finisce in testacoda venendo sfilato da tutto il gruppo. Potrebbe essere un ritiro e per Alonso sembra fatta, ma la RB8 è ancora intatta nonostante i danni e Vettel riesce a ripartire. Il tedesco rimonta fino alla zona punti, terminando una gara da cardiopalma con una sesta posizione che gli vale il terzo titolo consecutivo.

Anche il 2013 parte bene ma la Red Bull consuma troppo le gomme e non riesce a mantenere in gara il ritmo mostrato nelle prove. Nonostante questo Vettel vince due delle prime quattro gare portandosi in testa alla classifica. A metà campionato, dopo le gomme esplose nel Gran Premio d’Inghilterra, la Pirelli decide di modificare i propri pneumatici per garantire la sicurezza dei piloti e con le nuove coperture la Red Bull risolve i suoi problemi di consumo delle gomme. La seconda parte di stagione per Vettel è un’autentico dominio, con addirittura nove vittorie consecutive nelle ultime gare e tredici complessive che vanno ad eguagliare il record di Schumacher, con il tedesco che festeggia così in largo anticipo il suo quarto alloro in carriera.

Il 2014, dopo tanto successo, è l’anno più difficile della sua carriera. Con il nuovo regolamento tecnico Sebastian Vettel sembra quasi non apprezzare più la guida delle Formula 1 e il motore Renault, non a livello dei rivali, non permette alla Red Bull di esprimersi al meglio. Inoltre, dopo il ritiro di Webber, arriva in squadra il giovane Daniel Ricciardo, che dopo due anni in Toro Rosso viene promosso nel team principale. L’australiano, contro ogni aspettativa, riesce a mettere in difficoltà il compagno pluricampione, riuscendo a cogliere tre successi in stagione nelle uniche gare non vinte dalle Mercedes. Vettel subisce parecchi ritiri per problemi tecnici e corre qualche gara incolore, ma nella seconda parte di stagione le sue prestazioni tornano a crescere e riesce in più occasioni a rivaleggiare con il compagno di team, cogliendo a Singapore il suo miglior risultato stagionale, la seconda posizione, proprio davanti a Ricciardo. La magia tra lui e il team però sembra ormai svanita e arriva così il colpo di scena: il tedesco decide di lasciare la Red Bull a fine stagione per approdare alla Ferrari. Sebastian Vettel termina la stagione al quarto posto della classifica, alle spalle del compagno.

Siamo al passato più recente, il 2015, che vede Vettel indossare per la prima volta la casacca rossa del Cavallino, di fianco all’amico Kimi Raikkonen. Tra i tifosi e nell’ambiente Ferrari c’è grande entusiasmo per l’arrivo del pilota, dopo un 2014 difficile per Maranello e un rapporto con Alonso ormai logorato. E il tedesco, che non ha mai nascosto il suo desiderio di correre per la Ferrari, non tradisce le aspettative portando a termine una grande stagione e riportando la Rossa al successo. Tre vittorie e tredici podi, record per un pilota all’esordio da ferrarista, che lo proiettano al terzo posto della classifica finale, alle spalle delle imbattibili Mercedes.

E così dopo un anno di rinascita, e con il mondiale 2016 ormai alle porte, le aspettative in casa Ferrari sono molto alte. La speranza è che Sebastian Vettel possa lottare per il mondiale e dare filo da torcere alle Mercedes, con una SF16-H che è apparsa molto competitiva durante i test invernali. Bisognerà però aspettare l’appuntamento a Melbourne con il Gran Premio d’Australia per avere il primo reale riscontro dei valori in campo, ma se Ferrari e Mercedes dovessero avere prestazioni simili non si può che considerare Sebastian Vettel un serio pretendente al titolo 2016.

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