Il sogno di una notte di mezza estate dei riders

riders-motomondiale-2015

Se parliamo di ragazzi che si sfidano ogni weekend mettendo in dubbio le leggi della fisica in sella alle proprie moto, parliamo di autentici sognatori. Quali sono i sogni e i desideri dei nostri protagonisti mentre si preparano ad affrontare uno dei circuiti più belli del circus Motomondiale 2015?

Quando si è giovani i sogni sono più grandi. Quindi è bello partire dai pilotini della Moto3, che più degli altri hanno un futuro radioso su cui fantasticare in queste notti d’estate. Uno di loro sta dominando un Mondiale, conquistando le attenzioni di tanti. Stiamo parlando di Danny Kent, che anche Daniele Romagnoli ha definito come il giovane più interessante del panorama attuale. Ultimamente ci sono state voci insistenti su un interessamento proprio di Pramac per il giovane talento. Danny potrebbe sognare una splendida Ducati GP15 tutta per sé, rossa e bellissima. Un Team di riferimento per saltare direttamente in MotoGP come ha fatto Miller l’anno scorso. Magari solo 5 o 6 anni fa, giocava con i modellini delle moto e sognava di poter salire su una moto vera. Ma l’appetito vien mangiando e dopo essere salito sulla leggera ed agile Moto3, il passo successivo sono i 250 cavalli della più veloce tra le moto al mondo. Basta che questi sogni non lo distraggano dall’obiettivo di quest’anno, che è vincere un mondiale.

Ci sono tanti italiani quest’anno nella categoria di ingresso del motomondiale e i più veloci sembrano essere Bastianini e Fenati. Il primo sta tentando di mettere il sale sulla coda a Kent, rendendogli dura la vita. Mentre l’altro continua a cercare la maturazione definitiva, che possa accompagnare un talento innegabile verso la conquista di vittorie in Gran Premi e magari di un Campionato. Enea Bastianini probabilmente quando va in visita alla Factory di Gresini, butta più di un occhio verso le belle Kalex e le Aprilia RS-GP gelosamente custodite e curate dal Team romagnolo. Come non sognare di saltare su una di quelle moto e provare a fare la differenza mettendosi in gioco? Due sfide così diverse la Moto2 e la MotoGP, eppure così stimolanti entrambe. Sulla prima ci sono da battere tantissimi piloti che hanno tutti lo stesso motore e girare due decimi più lenti dei primi significa stare fuori dalla top ten. Sulla MotoGP invece un pilota viene chiamato al massimo impegno, deve imparare a conoscere la tecnologia che c’è dietro quella specie di mostro sputa fuoco pronto a farti male ad ogni curva. Telemetria, settaggi elettronici e tantissimi parametri disponibili per cucirsi addosso la ciclistica più evoluta che le piste in giro per il mondo abbiano mai visto.

Romano Fenati invece sogna qualcosa di diverso e probabilmente ci avrà pensato tantissime volte in questi due anni nella VR46. Avere come mentore Valentino Rossi, significa poter imparare dal più grande di sempre, potersi misurare con una leggenda del motociclismo che ancora si diverte a girare in pista su una moto di serie assieme ai suoi ragazzi. Fenati avrà provato tante volte la curiosità di misurarsi con Valentino in sella alla M1 del pesarese, nel tentativo dell’allievo di battere il maestro. Romano con la sua M1 sponsorizzata da Sky e magari seguita in pista da Jeremy Burgess, perché no? Valentino al suo fianco in un platonico passaggio di consegne tra discepolo e maestro, con il secondo che ha insegnato la lezione più importante all’altro. La lezione secondo cui il motore di tutto è l’amore incondizionato per le due ruote e la passione è l’unico vero datore di lavoro per un pilota.

Saliamo di categoria ed eccoci ad osservare i sogni dei pilotini della Moto2. Il primo pensiero vola verso Franco Morbidelli, che ad Indianapolis è salito per la prima volta su un podio, assaporando del magnifico champagne e potendo finalmente innaffiare il Team in festa con la preziosa bevanda francese. Emozioni ed adrenalina Franco le conosce bene, ma su quel gradino del podio deve aver provato un pizzico di magia in più. Adesso non fa altro che sognare di scalare ancora quel podio e prendersi la coppa del vincitore ed il bacio di una bellissima ragazza mentre è sul gradino più alto. Sarà si e no una trentina di cm più alto del terzo gradino, ma una volta salito su quello, si sentirà come se avesse scalato l’Everest.

morbidelli

Morbidelli a Indianapolis 2015

C’è anche un altro pilota che di cuore e coraggio ne ha da vendere pronto a sfidare Brno questo weekend e che in questi giorni ha fatto più di un incubo. Parliamo di Simone Corsi, il pilota più forte e costante tra gli italiani che hanno corso in Moto2 in questi anni. Simone ha visto i propri sogni infrangersi contro il terremoto del Team Forward neanche un mese fa. Notti insonni a temere di vedere mortificato il lavoro e l’impegno. La paura di restare a casa, mentre i tuoi amici continuano a coltivare la propria passione, mettendo un mattoncino dopo l’altro in fila per avere fondamenta solide e sognare un salto sulle moto più grandi.

Un vero incubo fino a qualche giorno fa, dal quale Simone si è svegliato grazie alla determinazione e alla voglia tutta italiana di portare avanti un impegno. Da quando ha avuto la notizia che a Brno ci avrebbe gareggiato, Corsi non fa altro che sognare di poter regalare una vittoria a quei ragazzi del Team che hanno rischiato di perdere il lavoro ed ancora non sanno nulla di certo sul proprio futuro. Lui sognava la MotoGP, un titolo Mondiale ed il risveglio gli ha fatto male. Ma nel Team c’è chi sognava cose più semplici, come una casa tutta sua, oppure di potersi permettere di mettere su famiglia. Simone a Brno farà di tutto per regalare sogni più belli a tutti i componenti del Team e ripagarli per tutta la passione che ci metteranno nonostante un futuro incerto. Forse non servirà a niente e non cambierà le cose. Oppure servirà tantissimo, facendo capire al paddock che il Team è formato da persone preparate, competenti e determinate. Perderle sarebbe un peccato per tutti.

In MotoGP ci sono tanti piloti non più ragazzini e tanti ragazzini che sono diventati adulti forse troppo in fretta. In queste notti Valentino sta probabilmente sognando il decimo titolo mondiale, la rivincita su chi lo dava per finito dopo i due anni in Ducati e la conferma di essere ancora il più grande di tutti. Già solo il fatto di aver sognato ad inizio anno di potercela fare, ci sta regalando una stagione fantastica e sta facendo sognare anche noi tifosi che pensavamo di aver perso quel folletto che ama tanto il giallo e che ci ha donato quasi venti anni di avventure meravigliose.

C’è poi chi in questo periodo si è risvegliato da un bellissimo sogno, per poi ritrovarsi in un mezzo incubo. Parliamo di Andrea Dovizioso e della sua GP15. Ad inizio anno, dopo essere salito per la prima volta sulla moto, lo sguardo ed il sorriso di Desmodovi facevano intuire che le cose potessero mettersi davvero bene per i tifosi di Borgo Panigale. Questa aspettative sono state poi mantenute nelle prime gare e dopo tanti podi ed aver conquistato una classifica di campionato inimmaginabile solo cinque o sei mesi prima, ci si stava preparando al sogno più grande. Vincere al Mugello, nel Gran Premio di casa sulla pista più bella del Mondiale. Un sogno cullato, al quale ci si è avvicinati tantissimo. I test, le qualifiche incredibili. Tutto faceva credere che mancasse tanto così a rompere quell’incantesimo che durava dall’ormai lontanissimo 2010, quando quel Cangurotto folle di nome Casey Stoner vinse l’ultima gara prima di lasciare Bologna. Poi il risveglio, con la corona rotta ed una serie di gare decisamente brutte a seguire.

La moto quasi non sembra più quella di inizio anno e Dovizioso lotta ad ogni GP per ritrovare la magia. Avvicinandosi a Brno, tutti i sogni di Andrea sono per questo venerdì mattina, quando salirà sulla moto e capirà se la GP15 è tornata quella di inizio anno, e magari anche migliore. Il sogno è quello di vincere, di coronare il durissimo lavoro degli ultimi tre anni e diventare il simbolo della rinascita Ducati.

dovi

Andrea Dovizioso

Ad inizio anno, c’è stato anche un altro pilota della MotoGP che si è svegliato in un incubo decisamente peggiore. Daniel Pedrosa, dopo il Gran Premio del Qatar aveva parlato di ritiro, non riuscendo a risolvere la sindrome compartimentale alle braccia. Dani ha il viso da bambino e la corporatura di un fantino di quelli che corrono il Palio di Siena. Piccolo, snello e leggero a guardarlo sembra un fascio di muscoli e nervi, pronto a scattare. Se questo fisico l’ha forse aiutato in 125 e poi in 250, non si può dire lo stesso per la MotoGP. Domare un mostro da 250 cv non è una cosa facile per nessun atleta, poiché lo sforzo richiesto è immenso.

Pedrosa con i suoi cinquanta kg scarsi, non ha di certo molti muscoli su cui poter contare, eppure è uno dei più forti piloti degli ultimi anni. La Honda lo sa bene e ha sempre creduto in lui. Daniel sembra in questo periodo aver risolto parte dei problemi e forse sta solo riprendendo le misure agli avversari che nel frattempo non si sono mai fermati. In Repubblica Ceca, Pedrosa ha vinto quattro volte e l’ultima proprio l’anno scorso, fermando il dominio di Marquez del 2014. Con queste premesse, è naturale che tutti i sogni di Dani siano proprio per una vittoria che scacci via gli incubi di inizio anno. L’ipotesi di ritiro sembra oggi lontana e una vittoria domenica sarebbe una fantastica ciliegina sulla torta.

L’ultimo grande sogno è forse il più pazzo di tutti: è quello del rider probabilmente più matto che il Mondiale abbia visto in tempi recenti. Marc Marquez sembrava praticamente spacciato solo tre gran premi fa, annientato dal duo Yamaha e troppo lontano dalla vetta della classifica per avere ambizioni da titolo mondiale. Ma lo spagnolo ha vinto le ultime due gare ed è tornato il rullo compressore dell’anno scorso. Il sogno di Marc è semplice quanto folle. Vincere tutti i Gran Premi da qui a fine anno e far diventare realtà un sogno che fino a qualche settimana fa sembrava semplicemente folle. Ma se è vero che solo i folli sognano in grande, è naturale che il sogno di Marquez sia grandissimo.

Preparandoci a gustarci un fine settimana di sfide e gare magnifiche, auguriamo a tutti i nostri giovani eroi del Mondiale di dormire sereni e gustarsi il più bel Sogno di Una Notte di Mezza Estate che possano fare.